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I siti della PA pronti al restyling. Brunetta vara le linee guida

Diffusione del dominio “.gov.it” e utilizzo degli strumenti Web 2.0 tra i principi che Palazzo Vidoni si appresta a varare. Obiettivo: qualificare la presenza online delle amministrazioni

04 Mar 2010

Razionalizzazione dei contenuti e miglioramento dell’offerta
informativa e di servizio. Sono questi i due punti chiave delle
nuove linee
guida riguardanti i siti pubblici che il ministero della PA e
Innovazione si appresta a varare per “qualificare al meglio la
presenza online degli enti”, così come previsto dalla direttiva
n.8/2009.

Nello specifico le linee guida suggeriranno alle PA centrali e
locali i criteri e gli strumenti per la riduzione dei siti
“obsoleti” e il miglioramento di quelli attivi.

Tra i primi consigli degli esperti del ministro Brunetta la
diffusione del dominio “.gov.it”. "In questo modo già a
partire dall’indirizzo web viene immediatamente percepita dai
cittadini e dalle imprese la natura pubblica dell’informazione,
ovvero l’appartenenza del sito alla PA”, precisa Palazzo
Vidoni.  Altro punto fermo riguarda il trattamento dei dati e la
pubblicazione della documentazione pubblica nonché l’utilizzo
degli strumenti del web 2.0 per garantire l’interazione con i
cittadini.

Contestualmente alla pubblicazione delle linee guida –
“prevista al massimo per la prossima settimana” fa sapere il
ministero – verrà avviata una consultazione pubblica telematica
per consentire agli stakeholder di proporre suggerimenti e
indicazioni, che verranno utilizzate per le successive revisioni.
Il ministro Brunetta ha infatti in mente di sottoporle a revisione
almeno una volta all'anno. Le conclusioni delle consultazioni
serviranno inoltre a dare vita a un vademecum che aiuterà le
amministrazioni a elaborare nuove modalità di sviluppo dei portali
pubblici.

L’emanazione dei nuovi principi fa seguito alle intese che il
ministro Brunetta ha firmato con due colossi del Web, Google e
Microsoft e che mettono a disposizione della PA italiana la
tecnologia di Search di Bing e di Google.
“La rivoluzione digitale passa anche per la creazione di portali
efficienti e intuitivi”, aveva detto Brunetta nel presentare le
due intese.

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