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Ibm e La Sapienza spingono l’uso dell’hi-tech per la didattica

Rafforzata la collaborazione con una convezione quadro triennale. Numerosi i progetti in campo

18 Giu 2009

Sviluppare tecnologie innovative a “servizio” della didattica.
È questo l’obiettivo della convenzione quadro 2009-2012 siglata
fra l’università “La Sapienza” di Roma e Ibm Italia.

La nuova intesa, che rafforza la collaborazione già in corso, mira
anche a creare un “network” europeo che coinvolga i ricercatori
dei laboratori Ibm e quelli delle università, italiane e non. Già
allo studio la possibilità di replicare l’uso di soluzioni IT
considerate best practice internazionali. E sono tre gli altri
progetti avviati: il primo fa capo all’Ibm Open Collaborative
Research e mira a promuovere ricerche congiunte a livello mondiale
tra Ibm e le università, i cui risultati saranno resi disponibili
gratuitamente.

Il secondo riguarda lo sviluppo di un modello “semantico” del
Web e vede in campo il Centro Studi avanzati Ibm di Roma. Il terzo,
infine, che coinvolge il Cattid (Centro applicazioni tv e tecniche
per l'istruzione a distanza) punta al miglioramento della user
experience e allo sviluppo di nuove applicazioni “open” per
favorire l’uso di terminali mobili al posto dei pc.