L'EDITORIALE

Il travaglio di Digitalia

Il governo scalda i motori per varare il decreto. Per ora le risorse stanziate riguardano smart cities e start-up mentre per l’ultrabroadband siamo ancora lontani. E sul fronte organizzativo ancora non vede luce l’Agenzia per l’Italia digitale

Pubblicato il 16 Set 2012

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«Leggenda digitale». Il nostro titolo è una provocazione. Ma potrebbe anche fotografare la montagna che, dopo lunga gestazione, partorirà un topolino o poco più. Nonostante gli sforzi del governo. Draghi ci ha tolto dagli impacci dello spread. Quello di Kroes c’è ancora tutto: 22% penetrazione broadband mobile (28% di media Ue); 31% brodband mobile (43%); uso regolare di internet 51% (68%); e-commerce 15% (42%); penultimi su 27 per e-governement. In regresso. Non sarà anche perché, a dispetto dei bit, siamo ancora obbligati a troppe carte e scartoffie?

Cosa può fare il governo? Molto e poco. Molto perché può imprimere una forte accelerazione allo switch-off digitale della PA. Poco perché i fondi latitano e non è semplice spenderli bene. Vedremo che “corpo” prenderà la Digital Agenda. Per ora le risorse stanziate riguardano smart cities e start-up. Per l’ultrabroadband siamo ancora lontani. Liberalizzare e detassare gli investimenti in innovazione? Siamo nel regno delle proposte. L’Agenzia Digitale è una risposta? Dipende. Intanto aspettiamo i vertici. Con che mandato? Con che poteri? Con che strategie? Con che struttura organizzativa? È immaginabile un cantiere così complesso a cavallo di due legislature? Si rischia la Salerno-Reggio Calabria digitale? La fusione di Dit (Presidenza del Consiglio), Digit-PA, Agenzia dell’Innovazione, parte dell’Istituto superiore delle comunicazioni è più complessa del previsto. Le due strutture portanti e strategiche, Dit e DigitPa, hanno il grosso delle risorse professionali (circa 40 dipendenti ciascuna più un numero analogo di comandati e quasi altrettanti contratti). Difficilmente daranno presto contributi positivi. I dipendenti del Dit hanno facoltà di optare: i più preferiranno stare dove sono per non perdere privilegi e visibilità istituzionale. DigitPa ha tante cause di lavoro, in corso o minacciate, quasi quanti sono i dipendenti.

Che farà il nuovo direttore generale che è anche commissario liquidatore degli enti da fondere? Curerà il contenzioso e cercherà di reclutare risorse, che si preannunciano ben al di sotto del tetto di 150 di cui parla il decreto di scioglimento? Quante energie sarà costretto a impegnarvi? Difficilmente Digitalia sarà operativa in questa legislatura. Vita Cartesii non est simplicissima.

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