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L’e-health unisce l’Italia. Ecco le 10 eccellenze Nord-Sud

La sanità digitale non conosce gap. Lazio e Campania best practice con cartella clinica elettronica e prenotazione veloce delle prestazioni ospedaliere. In Lombardia e Veneto i campioni dell’Oltrepo

19 Mag 2010

Non solo Nord. La sanità elettronica in Italia funziona anche al
Sud. A dirlo Accademia Salute PA, un’iniziativa di Forum PA, che
ha premiato le migliori dieci best practice innovative che
riguardano l’e-health. Best practice che raccontano di
un’Italia non afflitta – almeno in questo caso – dal gap
Nord-Sud. Si tratta di progetti nei quali l’Ict è fondamentale e
dove le tecnologie si trasformano da semplici commodity in leve
strategiche che il comparto sanitario può usare per rendere
l’organizzazione più efficiente e capace di erogare servizi di
assistenza con il massimo della qualità e della
personalizzazione.

A tenere alta la bandiera del centro-Sud ci sono il Lazio e la
Campania. La cartella clinica elettronica del Dipartimento di
salute mentale che la Asl RmD di Roma ha attivato a dicembre 2009
è un complesso database sanitario che raccoglie i dati clinici
relativi ai trattamenti ambulatoriali, ospedalieri e riabilitativi
dei pazienti affetti da malattie mentali e contemporaneamente i
dati amministrativi. Nello specifico la cartella digitale mette in
rete 25 sotto-database corrispondenti ad altrettanti servizi
Territoriali (Centri Salute Mentale e Centri Diurni), Ospedalieri
(Day Hospital e Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura) e
Residenziali (Comunità Terapeutiche) più altri Ambulatori
specialistici (Nucleo Interventi Precoci, Psicologia Ospedaliera,
Day Hospital Disturbi del Comportamento Alimentare). È stata anche
creata una Anagrafe pazienti Unificata che evita la duplicazione
delle schede nei vari servizi e permette una visione complessiva di
tutti i trattamenti effettuati per lo stesso paziente. Attualmente
sono stati inserite informazioni per 68.000 tra trattamenti e
ricoveri e 2.400.000 prestazioni.

In Campania la Asl di Salerno ha implementato l’uso delle Reti
Amiche. Il sistema mette in rete le 150 farmacie presenti sul
territorio con i Cup, e una serie di tabaccherie abilitate per
ricevere i pagamenti dei ticket e per effettuare prenotazioni
sanitarie. Il progetto ha il vantaggio di offrire la possibilità a
fasce marginali della popolazione di usufruire di un sistema unico
e semplificato per l' erogazione e il pagamento dei servizi
attraverso vari canali di distribuzione.

Le strutture sanitarie pensano anche ai bambini affetti da gravi
patologie oppure disabili. La card a loro dedicata dal Distretto
Sanitario n. 63 Cava dei Tirreni nasce da “una costola” del
Progetto Children 2000 già realizzato dall’ente. Il progetto
Bbs-Card (Bamini con bisogni speciali) è in realtà un di un
Registro rivolto ai piccoli pazienti cronici. Obiettivo è
migliorare la qualità dell’assistenza a pazienti pediatrici
“fragili” attraverso appunto una Card nella quale è
memorizzata la storia del paziente. Attualmente sono seguiti 129
bambini insieme alle loro famiglie.

Il centro-Nord è invece ben rappresentato dall’iniziativa messa
in campo a Jesi e Ancona, “Medicina generale in rete che collega
il gruppo dei venti medici di famiglia presenti sul territorio con
il sistema sanitario. Il medico generico può così
“interfacciarsi” con l’ospedale, i servizi sanitari
distrettuali, il pronto soccorso ospedaliero, i centri
trasfusionali, i reparti di medicina e cardiologia, la guardia
medica, al fine di condividere i dati clinici dei propri pazienti.
Gli assistiti che sono seguiti dai medici di medicina generale sono
attualmente circa quarantamila.

In Emilia Romagna la sanità digitale fa rima con l’Electronic
Patient Record (Azienda USL di Bologna), una sorta di archivio
elettronico sanitario in cui tutte le informazioni sono organizzate
sul singolo paziente in modo da poterne ricostruire la storia
clinica. Le informazioni possono essere visualizzate via web da
ogni postazione dell'Azienda sanitaria del comune bolognese.
Grazie ad Internet vengono trasmesse anche le richieste di
prestazioni diagnostiche o specialistiche che arrivano da altre
strutture sanitarie, domande di prodotti e servizi di ricovero. Nel
2009 sono transitate on-line oltre 3000 richieste di laboratorio,
600 richieste di radiologia; altrettante 600 richieste specifiche
di terapia anticoagulante orale. Per quanto concerne il numero di
utenti si è registrata una media intorno ai 150 nelle fasce diurne
e tra i 40 e i 60 nelle fasce notturne.

Due invece le best practice venete. La Cartella Clinica
Informatizzata di Medicina Fisica e Riabilitativa è un progetto
realizzato dal Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità
Digitale, di cui fanno parte a titolo volontario 23 Aziende
Sanitarie ed Ospedaliere. Arsenal.it, questo il nome dato alla
cartella informatizzata, dà la possibilità di gestire la parte
ambulatoriale del reparto di Medicina Fisica e Riabilitativa delle
aziende partecipanti e consente di condividere i documenti clinici
prodotti.

C’è poi Carta Donna, una card Usb realizzata dall’Ulss di
Pieve di Soligo (Tv) per seguire la donna in gravidanza in ogni
fase della gestazione; permette infatti di memorizzare sia i vari
referti medici che le immagini diagnostiche. La Carta può essere
facilmente consultata , previa password personale che garantisce la
sicurezza dei dati. Il servizio è attivo dal luglio 2009 .

La Lombardia mette il paziente al centro con iPac, il progetto
avviato dall’azienda ospedaliera di Lecco.
iPac è un “deposito” informatico (repository) delle notizie
cliniche dei pazienti realizzato dall’Azienda ospedaliera di
Lecco. Il progetto è stato supportato da un’ampia attività di
formazione rivolta all’intero personale medico e infermieristico
con l’obiettivo culturale-sanitario di “mettere al centro” la
persona, in questo specifico caso il paziente.

L’ospedale Luigi Sacco di Milano ha lanciato un sistema integrato
di gestione della terapia farmacologica in età pediatrica. Si
tratta di un servizio di farmacovigilanza che permette di gestire
in tempi rapidi le richieste provenienti dal territorio, attraverso
il web. Al progetto hanno partecipato circa 80 pediatri tra
ospedalieri e non. Obiettivo primario: il controllo dell’uso dei
farmaci dalla nascita fino all’età puberale i bambini che
rappresentano i soggetti maggiormente esposti agli effetti tossici
ed indesiderati delle sostanze farmacologiche. I dati più recenti
ci dicono infatti che meno del 15% di tutti i farmaci
commercializzati a livello mondiale e meno del 50% di quelli
espressamente destinati alla fascia pediatrica, vengono utilizzati
sulla base di prove cliniche attestanti le specifiche
caratteristiche di rischio/beneficio nel bambino.

Infine il Piemonte. Il Pronto Soccorso dell’ospedale San Giovanni
Bosco di Torino sperimenta la Cartella clinica informatizzata di
PS, progettata per rendere tracciabile il percorso clinico
assistenziale del paziente che si rivolge al pronto soccorso,
consentendo così di migliorare la gestione del rischio clinico.

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