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L’e-procurement by Consip “modello” per l’Europa

La Spa del ministero dell’Economia svela l’e-catalogo per la PA

13 Dic 2010

La mission di Consip “si internazionalizza” sempre di più.
Nell’ambito di Peppol (Pan European Public Procurement Online) –
il progetto europeo per la realizzazione di appalti pubblici
transfrontalieri attraverso infrastrutture e procedure elettroniche
che garantiscano l’interoperabilità dell’e-Procurement dei
diversi stati – la Spa del ministero dell’Economia ha presentato,
quale coordinatore del gruppo di lavoro sul “catalogo
elettronico”, un modello organizzativo e una soluzione
tecnologica per la creazione di cataloghi digitali standard e
multilingue, destinati alle PA che fanno acquisti di beni o
servizi.

Durante la fase di definizione della documentazione di gara e di
design del catalogo, la piattaforma permette all’ente di
collegarsi a un database online contenente oltre 32mila prodotti
classificati con le relative caratteristiche per ricercare,
scegliere e scaricare le loro descrizioni. Tale sistema permetterà
quindi di giungere a livello europeo a descrizioni standard dei
prodotti e servizi da acquistare e, essendo disponibile in 15
lingue, a una traduzione automatica dei capitolati di gara. Il
tutto con vantaggi non solo per le PA che fanno gare europee, ma
anche per le imprese che poi dovranno parteciparvi. Il software
utilizzato è completamente Open Source e dunque accessibile e
riutilizzabile da tutti.

“La mancanza di standard comuni e le differenze linguistiche sono
oggi barriere che rendono difficile per le aziende, in particolare
per quelle medie e piccole, partecipare alle procedure d’acquisto
pubbliche indette in tutta l’Ue – spiega Danilo Broggi,
amministratore delegato di Consip – Con questo strumento, che va
proprio nella direzione della standardizzazione dei cataloghi, si
dà un contributo concreto per superare tali barriere e sviluppare
l’e-Procurement europeo”.

Avviato nel maggio 2008, per iniziativa della Commissione europea,
Peppol coinvolge 19 istituzioni di 12 Paesi (Norvegia, Danimarca,
Germania, Austria, Italia, Finlandia, Ungheria, Francia, Svezia,
Grecia, Portogallo e Scozia) e la sua fase pilota si concluderà
nel 2011. “Lo scopo di Peppol – ricorda ancora Broggi – è
proprio quello di ricercare soluzioni concrete di tipo
organizzativo e tecnologico che facilitino il dialogo fra i sistemi
di e-Procurement già esistenti a livello di singoli Stati membri.
Questa è la strada che dobbiamo continuare a percorrere, nella
consapevolezza che procedure pubbliche più semplici e trasparenti
contribuiscono ad accrescere la competitività del sistema
economico dell’Europa unita”.

Cinque gli ambiti su cui sta lavorando Peppol: la firma digitale,
dossier virtuale delle imprese, catalogo elettronico, ordine
elettronico e fattura elettronica. A questi si affianca un altro
“work package” chiamato a definire un’infrastruttura comune
per il trasporto dei documenti, in sicurezza e con i necessari
servizi di supporto, e una soluzione che consenta il dialogo fra i
diversi moduli tecnici definiti dai vari gruppi di lavoro.

Ma la mission di Consip sul versante internazionale va oltre
l’Europa: la società presiederà il team operativo dell’Ocse
per lo sviluppo dell’e-Procurement nei Paesi di Medio Oriente e
Nord Africa.