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Linea Amica migra al Voip. Flamment: “Test nel Sud Italia”

Il presidente di Formez PA: “Già in cantiere fondi per circa 4 milioni di euro. Presto un servizio che consentirà ai cittadini di monitorare le pratiche”

16 Apr 2010

Era il 12 marzo del 2009 quando il ministro della PA e Innovazione,
Renato Brunetta, fece l’annuncio: Linea Amica sarebbe transitata
al Voip entro l’autunno successivo.

“Stiamo preparando un progetto di finanziamento di tutto il
sistema Linea Amica in un’unica piattaforma Internet, con il
sistema Voip, in modo che tutta questa ‘rete delle reti’ sarà
meno costosa e più accessibile – aveva precisato Brunetta -. Il
progetto che costerà dai 20 ai 40 milioni di euro sarà finanziato
dalla Presidenza del Consiglio”. Il ministro aveva chiarito che
avrebbe chiesto le risorse che sperava di ottenere entro l’estate
per poter far partire l’iniziativa non oltre la metà di
novembre.
Poi l’autunno è arrivato e in mezzo ci si è messa prima la
crisi economica, che ha iniziato a mordere anche l’Italia, e poi
il terremoto in Abruzzo, dove la ricostruzione ha drenato fondi
destinati ad altri settori.
Di che fine abbia fatto il progetto di migrazione del grande
network di Urp pubblici ci parla Carlo Flamment, presidente
di Formez PA
, l’ente che fa capo a Palazzo Vidoni e che
coordina il servizio di Linea Amica.

Presidente Flamment, Brunetta aveva parlato di fondi fino a
40 milioni di euro per finanziare il programma. A che punto siete
oggi?

Certamente la crisi economica e il terremoto abruzzese hanno
distratto parte dei finanziamenti destinati a questa iniziativa;
motivo per cui non siamo riusciti a fare la transizione entro
l’autunno del 2009, così come avevamo annunciato. Fatta questa
premessa, il progetto sta andando avanti.

In che modo?
Già dal prossimo mese contiamo di avviare una sperimentazione in
Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, che si concluderà a fine
anno, con l’obiettivo di collegare in Voip gli Urp di quelle
Regioni con Linea Amica. Si tratta di un progetto per il quale sono
in cantiere circa 4 milioni di euro.

Ci potrebbero essere problemi nella gestione del problem
solving da parte dei vostri operatori una volta arrivato il
Voip?

Se si riferisce a problemi di utilizzo, direi assolutamente no. Il
lavoro – come dire – “manuale” dei nostri operatori non verrà
modificato di una virgola, perché, comunque, si continueranno ad
utilizzare telefono e Internet per rispondere ai bisogni del
cittadino; a cambiare sarà solo la modalità tecnologica del
servizio di telefonia. Al contrario, dal punto di vista
qualitativo, i nostri operatori saranno più veloci ed efficienti.
Se oggi, ad esempio, riceviamo una telefonata che necessita che
l’utente venga indirizzato a una PA specifica, l’operatore
chiude la comunicazione, chiama l’ente competente e poi richiama
il cittadino. Una volta arrivato il Voip ci sarà un flusso
continuo nello scambio di dati tra le amministrazioni, Linea amica
e, quindi, il cittadino. Il tutto anche con impatti significativi
sui costi.

A proposito di risparmi a quanto ammonta l’abbattimento
dei costi di telefonia?

Per tutta la PA – di cui Linea Amica fa parte – si parla di 20
milioni di euro l’anno. Con questi numeri possiamo certamente
dire che il funzionamento del network si pagherà da sé con i
risparmi.

L'INTERVISTA
INTEGRALE SUL PROSSIMO NUMERO DEL CORRIERE DELLE COMUNICAZIONI IN
USCITA LUNEDì 19 APRILE