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PA digitale, al Sud 130 best practice

Le iniziative – sviluppate in Calabria, Campania, Sicilia e Puglia nell’ambito del progetto Poat Si – riguardano servizi alle imprese, Spc e cooperazione applicativa

19 Set 2011

Cinquanta membri attivi – tra funzionari e dirigenti della PA – e
oltre 130 buone pratiche censite. Sono i numeri del Poat Si, il
Progetto di Assistenza Tecnica nato un anno fa dal protocollo
firmato dal Dipartimento per la Digitalizzazione della PA e
Innovazione tecnologica (Ddi) e quello per lo Sviluppo e la
Coesione Economica dell’Mse con l’obiettivo di trasferire
esperienze, sistemi informativi e organizzativi innovativi per lo
sviluppo della Società dell'Informazione nelle Regioni
dell'obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e
Sicilia), nell’ambito del programma nazionale Agire Por
2007-2013.

Le buone pratiche riguardano servizi ai cittadini, servizi alle
imprese, l'innovazione dei processi nell’amministrazione
pubblica e la dematerializzazione, il sistema pubblico di
connettività, l'interoperabilità e la cooperazione
applicativa, il patrimonio informativo pubblico.

I progetti più innovativi sono stati raccolti dal Ddi in una banca
dati,uno strumento informativo che sarà messo a disposizione delle
PA che vogliano beneficiare di gemellaggi oppure proporre buone
pratiche.
A disposizione degli enti, inoltre, è attivo lo Sportello
Informativo che fornisce informazioni e documentazione sulla
comunità virtuale e sui singoli progetti.

Il database sarà presentato il prossimo 22 settembre a Lamezia
Terme, dove si farà il punto anche sulle modalità di
realizzazione dei progetti di gemellaggio: dai ruoli delle
amministrazioni coinvolte, fino ai criteri di selezione passando
per le risorse economiche messe in campo.

L’iniziativa del Poat Si é cofinanziato dal Fondo Europeo di
Sviluppo Regionale (Fesr), è assegnatario di un finanziamento di
5.000.000 di euro, 50% come quota comunitaria a valere sul Fesr ed
il 50% come quota nazionale a valere sul Fondo di rotazione.

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