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Pileri: “La Pec grande occasione anche per le imprese”

Il presidente di Csit: “Inviteremo le aziende a cogliere l’opportunità di semplificare i rapporti con la PA”. Intanto cresce di giorno in giorno il numero degli enti che adottano la casella certificata

27 Apr 2010

Anche Confindustria è soddisfatta dell'avvio del nuovo
servizio Pec. “La Posta elettronica certificata è un buon
segnale per il Paese, nella direzione di un cambiamento di passo,
in quanto destinato ad accelerare l’evoluzione dei processi e
delle procedure burocratiche verso una dimensione più snella,
moderna ed efficiente” , commenta Stefano Pileri, presidente di
Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici che esprime grande
soddisfazione per la novità introdotta con la Pec dal Ministro
Brunetta”.

“Da parte nostra– continua Pileri – non possiamo che invitare
le imprese a cogliere al più presto questa opportunità per
ridurre i tempi, oggi notevolmente lunghi, dedicati alla burocrazia
e semplificare le loro transazioni con le pubbliche
amministrazioni. Tuttavia, occorrerà facilitare ulteriormente il
processo di attivazione della Posta Certificata in quanto oggi è
ancora necessario, dopo la registrazione su web, recarsi
fisicamente negli uffici postali per completare il processo di
assegnazione dell’indirizzo”.

Intanto cresce il numero della amministrazione che si dotano di
Pec. Rispetto ai
dati
rilasciati dal ministero la scorsa settimana salgono a 33
amministrazioni centrali hanno pubblicato almeno una Pec: Ministero
della Giustizia (357 Pec), Ministero dell'Interno (68),
Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (4), Ministero
dell'Economia e Finanze (117), Ministero del Lavoro e delle
Politiche sociali (21), Presidenza del Consiglio dei Ministri (41),
Ministero degli Affari esteri (240), Ministero per i Beni e le
Attività culturali (45), Avvocatura generale dello Stato (25),
Ministero della Salute (48), Ministero della Difesa (111),
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio (11),
Agenzia del territorio (6), Arma dei Carabinieri (3.911), Scuola
superiore della Pubblica Amministrazione (6), Inps (559), Inail
(272), Ente nazionale previdenza assistenza lavoratori dello
spettacolo (45), Agenzia per le erogazioni in agricoltura (28), Asi
(32), Automobile club d'Italia (107), CNR (1), Enac (43), Croce
Rossa Italiana (1), Enit (1), Istituto dei postelegrafonici (1),
DigtPA (1), Corpo Forestale dello Stato (1) e Istituto superiore
per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (1), Ministero delle
Infrastrutture e dei trasporti (1) Agenzia delle Entrate (1),
Comando generale della Guardia di Finanza (1), Inpdap (130). Sono 8
le PA centrali che si sono impegnate a pubblicare a breve una Pec:
Ministero dello Sviluppo economico, Corte dei Conti, Consiglio di
Stato, Amministrazione autonoma dei Monopoli dello Stato, Agenzia
delle Dogane, Istituto di previdenza del settore marittimo,
Istituto nazionale per il commercio estero, Istituto superiore di
sanità e Istat.

7 Amministrazioni centrali non hanno ancora pubblicato nemmeno una
Pec: Ministero delle Politiche agricole e forestali, Istituto
nazionale di economia agraria, Istituto di studi per l'analisi
economica, Istituto per gli affari sociali, Istituto nazionale per
le conserve alimentari, Istituto per lo sviluppo della formazione
professionale dei lavoratori e Unire.

Da 7 che erano arrivano a 9 le Regioni in regola: Basilicata (8),
Calabria (2), Emilia Romagna (32), Friuli-Venezia Giulia (22),
Lombardia (28), Puglia (1), Umbria (1), Campania (1) e Marche
(1).
4 Regioni si sono impegnate a pubblicare nelle prossime ore almeno
una Pec: Molise, Sicilia, Veneto e Lazio.
Abruzzo, Liguria, Piemonte, Sardegna, Toscana, Trentino-Alto Adige
e Valle d'Aosta, invece, non hanno ancora pubblicato nemmeno
una Pec. Le province sono a quota 67 e i Comuni capoluogo 80. Le
Asl adempienti sono 33 e le università 20.

“Complessivamente, hanno pubblicato almeno un indirizzo Pec sia
sul proprio sito Internet sia nell'Indice delle Pubbliche
Amministrazioni (www.indicepa.gov.it) 637 Comuni con popolazione
inferiore ai 5mila abitanti (11% del totale) –precisa il
ministero -. 244 Comuni con popolazione 5-10mila abitanti (20% del
totale); 201 Comuni con popolazione 10-20mila abitanti (29% del
totale); 141 Comuni con popolazione 20-60mila abitanti (35% del
totale) e 50 Comuni con popolazione superiore ai 60mila abitanti
(49% del totale)”.