Ricette mediche, digitali 8 su 10: buchi solo in Calabria e Bolzano - CorCom

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Ricette mediche, digitali 8 su 10: buchi solo in Calabria e Bolzano

Dati Federfarma: a marzo “paperless” quasi l’80% delle prescrizioni, con un balzo di oltre sei punti percentuali sulla rilevazione di gennaio. Nella Regione del Sud progetto al palo: nessun accordo tra l’assessorato alla Sanità e i medici sugli incentivi. In Alto Adige difficoltà tecniche nel collegamento telematico con le farmacie

18 Mag 2016

F.Me

Cresce nel Servizio sanitario nazionale l’uso della ricetta digitale. Lo testimoniano le ultime rilevazioni di Promofarma, la società di servizi informatici di Federfarma, pubblicate sul sito della Federazione. A marzo, nelle regioni dove la dematerializzazione è già partita, risulta ormai “paperless” quasi l’80% delle prescrizioni, per un balzo di oltre sei punti sulla rilevazione di gennaio (dal 72 al 78,5%). Il dato si ridimensiona se l’analisi si allarga all’intero territorio nazionale: in tal caso la dematerializzazione si ferma a marzo al 75,3%, tre punti sotto al dato ristretto.

Colpa di Calabria e Alto Adige, dove ancora le ricette viaggiano soltanto su carta. In Calabria, Federfarma e amministrazione regionale avevano firmato però proprio a marzo un protocollo che prometteva l’avvio della dematerializzazione a partire da fine aprile, primi di maggio; a Bolzano, invece, i piani della Provincia per la digitalizzazione (accelerati a causa di un’improvvisa carenza di ricettari rossi) fissavano la partenza dai primi di maggio, a cominciare dai comprensori di Bressanone e Brunico.

Falsa partenza in entrambi i casi, anche se per ragioni diverse: in Calabria “si sono messi di mezzo i medici di famiglia, che non hanno trovato l’intesa con l’assessorato alla Salute sugli incentivi all’informatizzazione; a Bolzano invece sono emerse difficoltà tecniche nel collegamento in rete delle farmacie, e così la Provincia – che nel frattempo aveva rinnovato le scorte di ricettari – si è fatta sempre più fredda”, si legge sul sito di Federfarma. In entrambi i casi le farmacie avevano già iniziato la formazione del personale e, se la teoria non verrà seguita rapidamente dalla pratica, tra qualche mese “si dovrà ricominciare tutto daccapo”.

E nel resto del Paese? Le rilevazioni di Promofarma dicono che a marzo la ricetta paperless rappresenta ormai più del 60% delle prescrizioni in tutte le regioni in cui è partita la dematerializzazione: in Liguria, dove a gennaio si era poco sopra il 41%, è stata superata la soglia del 65%; nelle Marche si è passati dal 55 al 67%, in Abruzzo dal 56 al 69%, in Friuli Venezia Giulia dal 57 al 64%, in Sardegna dal 58 al 69%. Novità anche nel terzetto che guida la dematerializzazione: in testa c’è sempre il Veneto (dall’88,5 di gennaio all’89,5% di marzo), al secondo posto sale la Campania (dall’87,7 all’89,3%) e al terzo scende la Provincia autonoma di Trento (dall’88 all’89,1%).

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