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Trasporto marittimo, DigitPA manda i porti sulla nuvola

L’ente guidato da Beltrame lavora, insieme al governo coreano, al progetto “Single Maritime Windows” per digitalizzare lo scambio di documenti tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione del traffico navale. Intanto il direttore generale De Rita firma con la Farnesina l’accordo che rende operativo M@eCloud. Sul piatto 10 milioni di euro

18 Nov 2011

Semplificare la gestione dei documenti marittini che passano per i
porti italiani e coeani E' l'obiettivo del progetto
"Single Maritime Windows" a cui sta lavorando DigitPA,
insieme al governo della Corea del Sud, nell’ambito dell’intesa
Italia-Corea. La “Maritime Single Window”– questo il progetto
– punta a digitalizzare la produzione e lo scambio di documenti
cartacei tra le navi, i porti e gli altri numerosi soggetti privati
e pubblici che contribuiscono alla gestione del traffico marittimo
mondiale, consentendo semplificazione, pagamenti elettronici,
incremento di efficienza, sicurezza e drastica riduzione dei costi
di gestione del traffico portuale, con gli obiettivi di policy del
ministero per la PA e Innovazione. In questo contesto, verrà
sviluppata una prima app on the cloud gratuita che gli attori del
settore potranno utilizzare nei viaggi marittimi Italia-Corea o
Corea-Italia e che potrà diventare modello anche per altri
Paesi.

Il progetto si iscrive nell'iniziativa da dieci milioni di euro
M@eCloud che permetterà al ministero degli Esteri di mettere a
disposizione, con sempre più elevati standard tecnologici, le sue
risorse ai cittadini e alle imprese. Si tratta di una piattaforma
digitale di nuova generazione, una "nuvola", nella quale
verranno inserite una serie applicazioni informatiche e servizi
rivolti ai nostro connazionali e aziende all'estero.

Grazie a "M@eCloud", sarà aumentata l'efficacia dei
servizi ai cittadini e alle imprese, ridotti i costi di gestione,
migliorata la velocità e l'efficienza nello scambio di dati e
informazioni, razionalizzate le risorse in dotazione e aumentata la
sicurezza, anche in termini di disaster recovery. Il progetto è
basato sulla tecnologia "Private Cloud", che consente di
soddisfare le politiche di sicurezza del ministero degli Esteri per
la protezione dei sistemi e dei dati. Con "M@eCloud", la
Farnesina si conferma un'amministrazione all'avanguardia e
partner qualificato per iniziative di frontiera nell'ambito
dell'Information technology.

Nel dettaglio impiegando le esistenti infrastrutture Spc (Sistema
Pubblico di Connettività) e Ripa (Rete Internazionale della PA) si
punta a creare una “nuvola” di condivisione e razionalizzazione
delle risorse a disposizione delle 325 sedi internazionali della
Farnesina per aumentare l’efficacia dei servizi al pubblico –
cittadini (e imprese) italiani residenti e operanti all’estero
oppure cittadini (e imprese) stranieri interessati a venire e
operare in Italia – accrescendo, da una parte, la velocità e
l’efficienza nello scambio di dati e informazioni e riducendo,
dall’altra, i costi complessivi di gestione. Il progetto è
basato su un modello di private cloud che consentirà di soddisfare
le policies di sicurezza della Farnesina sia per la protezione dei
sistemi e dei dati, sia in termini di business continuity e
disaster recovery.

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