L'INTERVISTA

Zangrillo: “Più interoperabilità per rendere la PA amica dei cittadini”

Il ministro delinea a CorCom le azioni chiave della sua strategia di innovazione: “Metteremo a disposizione servizi più efficienti, facilitando lo scambio di dati tra amministrazioni e tra amministrazioni e utenti”. Smart working: “Vogliamo usarlo al meglio senza pregiudicare l’operatività del comparto pubblico”

Pubblicato il 27 Dic 2022

Federica Meta

Giornalista

Il ministro Zangrillo

Digitalizzazione, semplificazione e investimento sulle competenze: il ministro della PA, Paolo Zangrillo, delinea a CorCom le azioni prioritarie della sua strategia di innovazione.

Il digitale è una delle leve per lo sviluppo del sistema Paese. Quale ruolo può svolgere la pubblica amministrazione nella transizione?

La digitalizzazione non è un semplice processo di trasformazione di documenti cartacei in digitale, la vera sfida della digitalizzazione è la capacità di rendere semplici, totalmente informatizzati e veloci i processi di creazione, gestione e scambio di informazioni tra pubbliche amministrazione, cittadini e imprese. Dobbiamo rendere più facile la vita dei cittadini e per farlo dobbiamo essere in grado di cogliere a pieno le opportunità per modernizzare la pubblica amministrazione.

Quali saranno le azioni prioritarie del suo ministero sul fronte della digitalizzazione di processi e servizi pubblici?

Il primo obiettivo è mettere a disposizione di tutti i cittadini servizi di qualità e per questo dobbiamo eliminare tutte le complicazioni burocratiche. Dunque non solo digitalizzazione, ma anche semplificazione, i due pilatri senza i quali non potremo fondare basi solide per una nuova pubblica amministrazione amica, moderna, efficiente, digitale. Semplificare e velocizzare deve essere il nostro motto.

Lo smart working sta cambiando il modo di lavorare anche della PA: come si muoverà il suo ministero su questo fronte?

Ho già ripetuto più volte che non intendo distinguere lavoro pubblico da lavoro privato. Dati alla mano lo smart working, soprattutto durante il periodo emergenziale, è stata una risorsa importante che ha assicurato continuità nei servizi. La Pubblica amministrazione, e lo ha già dimostrato, è in grado di cogliere a pieno tutte le opportunità di questa modalità di lavoro. La Manovra di bilancio pone particolare attenzione ai soggetti fragili, prorogando fino al 31 marzo la possibilità di ricorrere allo smart working in maniera semplificata, ma mantiene per tutti gli altri lavoratori la possibilità di utilizzarlo in via ordinaria. Il vero obiettivo è rendere questo strumento pianamente efficace, senza pregiudicare i servizi a cittadini e imprese.

Le competenze digitali sono la bestia nera dell’Italia, come certifica l’indice Desi della Ue che ci colloca nelle ultime posizioni del ranking. E anche la PA è in sofferenza. Come agirete per colmare il gap?

L’Italia si colloca non lontano dalla media europea, i dati del rapporto del 2021 non tengono conto degli investimenti su digitalizzazione e innovazione offerti dal Piano Nazionale di Ripresa e resilienza, che rappresenta una straordinaria opportunità per accelerare la modernizzazione della pubblica amministrazione, ossatura dei servizi essenziali del nostro Paese. Solo nell’ultimo anno le strutture digitali della PA hanno registrato uno sviluppo sensazionale: 26 milioni di carte d’identità elettronica rilasciate, 570 milioni gli accessi registrati ai servizi della pubblica amministrazione con identità digitale, l’AppIO è stata scaricata 24,5 milioni di volte. Anche i pagamenti elettronici tramite piattaforma PagoPA hanno avuto un incremento rilevante, solo nel mese di dicembre dello scorso anno, si sono registrate transazioni record con 22,5 milioni di operazioni andate a buon fine, per un controvalore pari a 4,3 miliardi di euro. Oltre 10 milioni di utenti, di cui mezzo milione di imprese. Il 99,4% dei Comuni italiani ha reso disponibile il pagamento dei propri servizi tramite PagoPA. È stato un lavoro importante, con un cambio di passo tangibile che porterà maggiori frutti con i fondi del Pnrr. Siamo a buon punto, ma c’è ancora tanta strada da percorrere, e su questo lavoreremo.

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