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Cdp Venture Capital lancia il Fondo Technology Transfer: sul piatto 150 milioni

Entra nella fase operativa lo strumento a supporto a progetti di deep tech provenienti da selezionati ambiti di ricerca e con prospettive di sviluppo industriale

Pubblicato il 30 Nov 2020

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Il Fondo technology transfer di Cdp venture capital sgr (Fondo nazionale innovazione) è ufficialmente operativo: con una dotazione di partenza di 150 milioni di euro, da oggi questo strumento supporterà la nascita e lo sviluppo di start-up deep tech, provenienti da selezionati ambiti di ricerca e con ampie prospettive di sviluppo industriale.

Accordi con università e centri di ricerca

Saranno alcune aree della ricerca scientifica e tecnologica particolarmente rilevanti per il sistema Italia, e naturalmente promettenti in ottica Venture capital, quelle su cui si focalizzerà il Fondo, che sarà guidato da Claudia Pingue. Su tali aree stipulerà accordi con primarie università e centri di ricerca per finanziare le fasi iniziali di vita delle start-up e avvierà l’operatività di nuovi gestori di fondi verticali specializzati.
Il Fondo technology transfer assume così, attraverso un mix di investimenti diretti e indiretti, il ruolo di attore primario per superare il gap di competenze e capitali tra ricerca e mercato, con il fine ultimo di creare nuove generazioni di imprenditori di successo e investitori qualificati e riconosciuti.

“Valorizzeremo competenze e talenti”

“La sfida del Fondo sarà quella di valorizzare le migliori competenze tecnologiche, le invenzioni, la creatività e i talenti, che nascono all’interno dei centri di ricerca e nei sistemi universitari italiani potenziandone le capacità imprenditoriali e creando terreno fertile per la collaborazione con le realtà industriali consolidate – fa notare Francesca Bria, presidente di Cdp venture capital sgr “Fondo nazionale innovazione” – Dal punto di vista della ricerca l’Italia è all’avanguardia e si posiziona all’ottavo posto a livello mondiale per numero di pubblicazioni scientifiche e per numero di ricercatori e al decimo posto per numero di brevetti presentati all’Epo, l’ufficio europeo dedicato. Tuttavia, nel momento di tradurre i progressi scientifici in innovazione, non sempre il nostro Paese riesce a conseguire risultati soddisfacenti. Attraverso questo fondo, in sinergica collaborazione con università e centri di ricerca, valorizziamo il nostro patrimonio scientifico per incrementare il livello di innovazione e di competitività del sistema della ricerca e industriale italiano”.

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