Privacy, più diritti per i detenuti: alleanza fra i Garanti italiani - CorCom

IL PROTOCOLLO

Privacy, più diritti per i detenuti: alleanza fra i Garanti italiani

Le due Autorità coopereranno per proteggere la dignità delle persone sottoposte a forme di limitazione della libertà. Stanzione: “Passo in avanti per l’effettiva tutela della riservatezza”

26 Mag 2021

F. Me.

Garantire maggiore protezione ai soggetti privati della libertà personale. È questo l’obiettivo del protocollo di intesa firmato oggi tra il Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, e il Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Mauro Palma.

“Questo protocollo – ha sottolineato Stanzione – rappresenta un importante passo in avanti per l’effettiva tutela della riservatezza di chi è sottoposto a misure privative e limitative della libertà personale. Auspichiamo che contribuisca a far crescere nel nostro Paese una maggiore consapevolezza sul rispetto dei diritti di persone in condizione di particolare fragilità”.

Le due Autorità coopereranno per proteggere la dignità e i diritti dei detenuti e di altre persone sottoposte a forme di limitazione della libertà, come i migranti trattenuti nei Cpr (Centri per i rimpatri) e gli ospiti delle Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza).

Potranno attivare ispezioni e istruttorie congiunte su casi di reciproco interesse, avviare indagini conoscitive, scambiare informazioni su possibili violazioni di pertinenza dell’altra Autorità.

I due Garanti supporteranno anche progetti formativi comuni per condividere esperienze e migliorare specifiche competenze nel settore.

“Rispetto a persone che a volte vedono i diritti più elementari difficilmente esigibili nelle particolari condizioni in cui si attua la loro privazione della libertà, potrebbe non sembrare prioritario porre il tema della tutela della loro privatezza  – h spiegato Palma – In realtà dietro l’eventuale non tutela di questo bene primario di ogni individuo, si nasconde il non riconoscimento quale persona di chi in tale condizione si trova. Per questo la tutela della privacy di chi appare essere ‘ultimo’ è segno primario della capacità di tutelare i diritti di tutti”.

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