L’ascesa della Telco AI sta imprimendo un’accelerazione decisiva all’evoluzione delle telecomunicazioni, come documenta il nuovo AI Survey 2026 pubblicato da Mobile World Live. Il report mette in luce aspettative, investimenti e criticità di una fase di cambiamento che, per la prima volta, vede gli operatori di rete impegnati su un fronte tecnologico che non riguarda solo l’efficienza, ma la ridefinizione stessa dei modelli operativi. L’analisi, basata su circa 250 rispondenti di livello executive e tecnico, mostra un settore maturo nell’adozione dell’intelligenza artificiale classica e pronto a una nuova stagione guidata da modelli predittivi, agentic AI e small language models, destinati a integrarsi nei processi di rete, cura del cliente, sicurezza e monetizzazione.
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La rete entra nell’era delle decisioni autonome
Il report evidenzia una transizione netta: la gestione della rete non dipende più solo da algoritmi predittivi, già ampiamente diffusi, ma si avvia verso piattaforme capaci di generare azioni autonome. Oggi la predictive AI risulta ancora dominante, scelta da quasi metà dei rispondenti per funzioni come anomaly detection, traffic prediction e predictive maintenance. Tuttavia, entro due anni, la agentic AI raggiungerà la stessa rilevanza, segnando il passaggio verso reti capaci di auto-ottimizzarsi in logica closed loop.
Gli operatori puntano anche su simulazioni avanzate grazie ai digital twin e sulla spinta dell’efficienza energetica: l’AI analizza i pattern di utilizzo, abbassa la capacità in ore di basso carico e la rialza quando necessario. L’avanzamento richiede però dataset completi e integrazioni con sistemi Oss frammentati, ancora oggi uno dei principali ostacoli alla piena maturità.
Customer care e Telco AI: dall’automazione allo strato conversazionale intelligente
Il customer care rimane l’ambito più avanzato della Telco AI. Tre operatori su quattro stanno già sperimentando o implementando sistemi evoluti basati su modelli linguistici, in grado di comprendere il contesto e ridurre tempi di attesa e complessità nei flussi di assistenza.
Gli utenti utilizzano ormai assistenti vocali e chatbot nella vita quotidiana, un’abitudine che favorisce la diffusione di servizi telco più sofisticati. L’indagine mostra che il 33% dei rispondenti prevede che l’AI gestirà tra il 25% e il 50% dei casi entro tre anni, mentre quasi uno su cinque crede che supererà la metà delle interazioni. La priorità riguarda soprattutto le attività a elevato volume: self-care, troubleshooting tecnico, billing e onboarding, ambiti dove operatori e utenti condividono un obiettivo comune: rapidità e chiarezza.
Le criticità, tuttavia, restano diffuse. L’integrazione tecnica è indicata come il principale freno, seguita da compliance, costi, resistenze culturali e necessità di formazione. Nessun elemento prevale nettamente sugli altri, a conferma del fatto che l’adozione dell’AI richiede coordinamento su tecnologia, processi e governance.
Sales e ricavi: l’AI come leva di personalizzazione e insight
L’AI inizia a incidere anche sulle strategie di vendita. Il report indica che il 14% degli operatori ha già adottato AI sales agent autonomi, mentre il 15% sfrutta strumenti di co-piloting per supportare i team commerciali. Il potenziale è notevole: analisi dei dati di consumo, raccomandazioni personalizzate, proposta di bundle dinamici e identificazione di clienti ad alto valore.
Le barriere, però, rallentano la diffusione: preoccupazioni su privacy e conformità, affidabilità dei modelli e difficoltà nel costruire un business case robusto. Nonostante ciò, l’interesse verso l’AI di vendita cresce, soprattutto per la capacità di migliorare la qualità degli insight e la customer experience.
Billing e pricing: il backend come leva strategica
Il report attribuisce grande attenzione a un ambito tradizionalmente percepito come complesso e poco innovativo: billing, subscription e pricing. L’adozione dell’AI promette di trasformare un comparto spesso gravato da piattaforme legacy e sistemi frammentati. Secondo l’indagine, il 30% degli operatori utilizza già agenti AI come co-piloti operativi, mentre il 36% si dichiara pronto a introdurli.
I miglioramenti previsti riguardano precisione nelle fatturazioni, piani tariffari personalizzati, automazione nei cambi di offerta e maggiore trasparenza verso l’utente finale. Anche in questo caso il principale freno è l’infrastruttura: l’IT storico limita la qualità dei dati e rallenta la modernizzazione dei processi. Tuttavia, proprio la complessità del billing rende l’AI una leva strategica per ridurre errori, migliorare la fiducia dei clienti e alleggerire i costi operativi.
Sicurezza: cresce l’urgenza dell’AI per proteggere la rete
Con la migrazione verso cloud, virtualizzazione e architetture software-defined, le minacce si amplificano. Il report mostra che il 49% degli operatori considera urgente l’adozione dell’AI per la sicurezza. Dal fraud detection alla creazione di digital twin per simulare attacchi, fino al monitoraggio in tempo reale dei pattern di traffico, gli strumenti evoluti sono sempre più integrati nella difesa delle infrastrutture.
Il cloud pubblico, pur abilitante, porta con sé timori legati a data leakage, privacy e sovranità del dato, elementi citati come principali freni allo sviluppo di soluzioni su larga scala. L’interesse verso modelli di confidential computing rivela la volontà di coniugare flessibilità e sicurezza in modo nativo.
Agentic AI: il nuovo stadio evolutivo
Il segmento più innovativo dell’intero report riguarda l’agentic AI, considerata il passo successivo rispetto al generative AI. Il 41% degli operatori sta già testando agenti autonomi e il 25% li utilizza in specifiche funzioni operative. Questi sistemi non si limitano a rispondere, ma intraprendono azioni per ottimizzare reti, assistenza e processi commerciali.
Gli impatti più attesi riguardano la disponibilità dei servizi 24/7, la riduzione dei tempi di risposta e la capacità di interpretare sentiment e comportamento del cliente. Rimangono però le sfide culturali e organizzative: sicurezza, qualità dei dati e responsabilità decisionale degli agenti sono temi che richiedono ancora definizione e governance.
Spinta oltre l’efficienza operativa
L’AI Survey 2026 mostra un settore determinato a trasformarsi attraverso la Telco AI, con una spinta che va ben oltre l’efficienza operativa. Gli operatori vedono nell’intelligenza artificiale una leva di differenziazione competitiva, un modo per ripensare relazioni, servizi e sicurezza. La velocità del cambiamento dipenderà dalla capacità di modernizzare l’infrastruttura, governare i dati e sviluppare competenze interne. Ma la direzione è tracciata: l’AI non è più un supporto, bensì il nuovo motore del futuro telco.











