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Cloud volàno per l’AI. Ma solo il 14% delle imprese è pronto



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Secondo l’indagine “Cloud-led innovation in the era of AI: The new rules for driving value with cloud” realizzata da Ntt Data a livello globale, il livello di maturità rispetto all’adozione della tecnologia è ancora molto basso. Per sviluppare un modello operativo basato sull’intelligenza artificiale serve però un salto di qualità: le sei regole da seguire

Pubblicato il 27 mar 2026



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Nonostante si parli di cloud computing da quasi vent’anni, solo il 14% delle organizzazioni ha raggiunto il massimo livello di maturità rispetto all’adozione di questa tecnologia.

A dirlo è il report “Cloud-led innovation in the era of AI: The new rules for driving value with cloud”, un sondaggio realizzato da Ntt Data a livello globale che ha coinvolto oltre 2.300 decision-maker in 33 Paesi. Tra gli intervistati figurano rappresentanti della C-suite, senior executive e altre figure senior provenienti da aziende attive nei settori della tecnologia, del manufacturing, del banking, dei servizi finanziari, dell’healthcare, dei beni di consumo e in altri ambiti.

Cloud e AI, il paradosso dell’innovazione

La ricerca evidenzia un paradosso: a dispetto del livello di consapevolezza delle imprese, il cloud sta assumendo un ruolo nuovo e fondamentale nella gestione pratica delle attività del modello operativo dell’AI. Mentre il 99% delle organizzazioni afferma che l’intelligenza artificiale sta aumentando la domanda di investimenti nel cloud, l’88% sostiene che gli attuali livelli di investimento nel cloud stanno mettendo a rischio le iniziative relative all’AI, alle applicazioni cloud-native e alla modernizzazione.

Inoltre, sebbene il cloud sia considerato fondamentale per l’innovazione, meno della metà delle organizzazioni si dichiara soddisfatta dei suoi effetti o dei propri progressi in materia di modernizzazione, il che evidenzia un divario tra ambizione e realtà, mentre le aspettative continuano a crescere.

L’AI come leva di sviluppo per il cloud

Non stupisce che i cloud leader, ovvero le organizzazioni che si sono definite “cloud evolved” ovvero le più avanzate in termini di adozione e impatto del cloud, con solide performance aziendali, sono in una posizione nettamente migliore per trarre vantaggio dall’AI.

L’intelligenza artificiale, d’altra parte, sta accelerando più rapidamente di quanto non abbia mai fatto il cloud enterprise, che comunque è andato ben oltre il tema dell’infrastruttura e si prospetta ora come il livello di esecuzione per l’AI. Le organizzazioni che non riescono a far evolvere le proprie fondamenta cloud rischiano quindi di limitare la crescita e il valore dei loro investimenti nell’AI.

“I nostri clienti che stanno avendo successo considerano il cloud come un creatore di valore, non come un’iniziativa tecnologica”, commenta Charlie Li, president Global Head of Cloud and Security di Ntt Data.

Sei principi fondamentali per creare valore

Attraverso il report appena pubblicato, Ntt Data ha indicato sei principi che le organizzazioni dovrebbero adottare per trasformare il cloud in un motore di valore strategico.

Il primo prescrive che le strategie relative al cloud e all’AI vanno sviluppate di pari passo: la domanda di AI è in aumento, ma l’allineamento tra le due aree è disomogeneo. I chief artificial intelligence officer sono il 22% più propensi dei cio e dei cto a ritenere che l’AI aumenti la necessità di investimenti nel cloud. Inoltre, l’AI è indicata come la principale lacuna nelle competenze relative al cloud.

In secondo luogo, dovrebbe essere chiaro che le decisioni relative all’architettura cloud determineranno il successo delle organizzazioni. Dato che le scelte di implementazione del cloud influenzano ormai direttamente i risultati ottenuti, le aziende stanno adottando sempre più spesso una combinazione di modelli di cloud pubblico, privato, ibrido e sovrano. Quasi tutti prevedono una crescita del cloud privato e si stima che l’adozione del cloud sovrano aumenterà del 50% nei prossimi due anni.

Occorre poi ripensare il modo in cui viene generato valore di business con le applicazioni moderne: nonostante l’ampio consenso sul fatto che il cloud debba guidare l’innovazione, la metà degli intervistati afferma che le applicazioni legacy e le piattaforme dati la stanno frenando. La modernizzazione è la priorità assoluta per i prossimi due anni.

Quarto punto: un approccio basato sulla piattaforma non è più facoltativo. Mentre gli investimenti ristagnano e gli ambienti diventano più complessi, più della metà cita le sfide legate alla gestione dei costi del cloud e le organizzazioni prevedono un triplicarsi delle piattaforme cloud completamente gestite.

Ntt Data suggerisce anche di ridefinire i kpi per la trasformazione cloud: sebbene l’intelligenza artificiale sia fondamentale per aiutare le organizzazioni a passare da metriche tecniche a metriche di business nelle iniziative cloud, la sua adozione rimane disomogenea. Il 47% dei leader nel settore cloud ha utilizzato l’intelligenza artificiale nell’ultimo progetto di migrazione cloud, rispetto al 35% di tutti gli altri.

Bisogna infine rendere il cloud sicuro concentrandosi sugli aspetti fondamentali: la sicurezza è la priorità assoluta degli investimenti nel cloud, eppure la fiducia rimane disomogenea: il 68% dei leader è molto fiducioso, contro il 36% di tutti gli altri. I leader sono anche molto più propensi a definire ruoli e responsabilità chiari, supportati da audit regolari, rafforzando l’importanza dei fondamenti man mano che gli ecosistemi tecnologici diventano più complessi.

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