La competitività di un sistema economico dipende sempre più dalla capacità di garantire regole chiare, processi rapidi e responsabilità definite. È questo il punto centrale del nuovo studio “Ex Pluribus Unum. Una roadmap verso una regolazione economica pro-competitiva”, prodotto da I-Com e presentato a Roma presso Palazzo Giustiniani. Il lavoro offre una ricostruzione ampia della struttura regolatoria italiana, individuando nella frammentazione multilivello uno dei principali ostacoli allo sviluppo dei settori strategici.
Il rapporto parte dall’analisi delle tendenze europee in materia di semplificazione e arriva a proporre una vera roadmap per rafforzare la qualità delle decisioni pubbliche. La fotografia scattata da I-Com mette in evidenza come norme, procedure e attribuzioni distribuite tra soggetti molteplici rallentino l’attuazione delle riforme, riducano la capacità amministrativa e, in ultima istanza, compromettano la competitività nazionale.
Indice degli argomenti
Origine e impatto della frammentazione regolatoria
L’architettura regolatoria italiana deriva da una combinazione di norme europee, leggi nazionali, poteri regionali e competenze di enti locali e autorità indipendenti. Questa pluralità costituisce una condizione strutturale, soprattutto nei settori tecnici e ad alta intensità di innovazione. Tuttavia, come evidenzia il rapporto, senza una governance integrata rischia di tradursi in sovrapposizioni che indeboliscono i processi di decisione e rendono più complessi gli adempimenti per le imprese.
Il paper dedica ampio spazio alla ricostruzione delle radici istituzionali del fenomeno. L’evoluzione del diritto europeo ha introdotto una crescente produzione normativa di settore, mentre il decentramento italiano ha attribuito alle Regioni competenze significative in materie come energia, ambiente e salute. Le autorità indipendenti hanno assunto un ruolo centrale nella regolazione economica, spesso in assenza di meccanismi di raccordo strutturati con le amministrazioni territoriali. Il risultato, secondo I-Com, è una governance disallineata, in cui ogni livello tende a massimizzare il proprio spazio d’azione, generando conflitti di attribuzione e ritardi.
Il problema emerge con forza nella fase attuativa. Le norme approvate dal Parlamento o definite in sede europea richiedono procedure amministrative coerenti per produrre effetti reali. Tuttavia, la mancanza di linee guida condivise, unita a interpretazioni divergenti, genera incertezza per gli operatori e compromette la prevedibilità delle decisioni pubbliche. La competitività risente di questa situazione in modo diretto, soprattutto nei settori che necessitano investimenti continui e rapida innovazione.
Energia: tra transizione e rendita regolatoria
Il comparto energetico rappresenta uno dei casi più emblematici analizzati nel paper. Le competenze concorrenti tra Stato e Regioni hanno prodotto nel tempo un mosaico di autorizzazioni eterogenee, con ricadute sui tempi di realizzazione degli impianti e sull’adozione delle tecnologie legate alla decarbonizzazione. L’evoluzione europea, con la sequenza delle direttive Red, ha definito obiettivi sempre più ambiziosi. Tuttavia, la concreta attuazione resta complessa.
L’Italia ha recepito la Red III fissando un obiettivo del 42,5% di rinnovabili sui consumi finali lordi entro il 2030, ma il ritmo di crescita non appare sufficiente. Il settore dei trasporti mostra uno dei ritardi maggiori, con una quota di elettricità che nel 2024 ha rappresentato solo lo 0,73% dei consumi europei. La diffusione dei veicoli elettrici procede lentamente e non raggiunge numeri compatibili con il target nazionale. In questo contesto, lo studio individua nei biocarburanti una leva chiave per rispettare gli obiettivi al 2030 e al 2035.
Il report approfondisce poi un aspetto spesso sottovalutato: la rendita regolatoria generata dal sistema multilivello. Le norme, le certificazioni e le procedure non armonizzate tra Paesi e tra livelli interni creano costi aggiuntivi non giustificati dal mercato. Questi oneri si trasferiscono lungo la filiera fino al consumatore finale e riducono l’efficacia degli strumenti di incentivo. Per I-Com, l’unico modo per ridurre strutturalmente tali costi consiste nella creazione di un modello uniforme a livello europeo. Il paper propone un sistema unico di certificazione per i biocarburanti e, nel medio periodo, un mercato europeo dei certificati che aumenti trasparenza e liquidità. Questa prospettiva potrebbe rafforzare la competitività delle imprese italiane, spesso costrette a confrontarsi con barriere procedurali non presenti in altri Stati membri.
Salute: dati, AI e necessità di una nuova governance
La sezione del paper dedicata alla salute mette in luce la complessità di un settore dove la regolazione si intreccia con la tutela dei diritti fondamentali e con processi scientifici in rapida evoluzione. L’introduzione dell’AI nei servizi sanitari e la progressiva digitalizzazione dei dati rendono la governance ancora più delicata.
La ricostruzione del percorso del Fascicolo Sanitario Elettronico e dell’Ecosistema dei Dati Sanitari evidenzia l’importanza di una strategia coordinata. I-Com sottolinea come la combinazione di norme centrali, competenze regionali e interventi del Garante abbia generato incertezza sull’uso dei dati, soprattutto in chiave secondaria, cioè per ricerca, programmazione e sviluppo di nuove terapie. L’evoluzione europea con l’European Health Data Space rende urgente una definizione condivisa delle responsabilità, anche alla luce degli standard tecnici e dei principi di sicurezza.
Il paper dedica un capitolo al nuovo Testo Unico farmaceutico, considerato un passo importante verso un riordino complessivo. Tuttavia, l’efficacia del provvedimento dipenderà dalla capacità di tradurre il riassetto in una semplificazione reale, riducendo gli oneri amministrativi che oggi rallentano l’accesso ai farmaci e la valutazione delle innovazioni. Una criticità analoga riguarda i dispositivi medici. La mancanza di un organismo nazionale dedicato produce un vuoto che limita la capacità di indirizzo e carica eccessivamente Aifa e Agenas di funzioni che richiederebbero una struttura autonoma. I-Com suggerisce di creare un’agenzia specifica per aumentare coerenza, efficienza e competitività del comparto, che ha un peso crescente nella filiera della salute e un forte potenziale industriale.
Telecomunicazioni: semplificazioni ancora incompiute
Il capitolo dedicato alle Tlc conferma la presenza di ritardi nella fase autorizzativa delle infrastrutture digitali. Le riforme introdotte negli ultimi anni hanno migliorato il quadro normativo, ma la messa a terra resta eterogenea. Il paper analizza i tempi di rilascio dei permessi per la rete fissa e per il mobile, evidenziando differenze significative tra territori.
I tempi medi per cavidotti e scavi registrano un miglioramento, segnale che le misure di semplificazione iniziano a produrre effetti. Tuttavia, il numero ridotto di conferenze dei servizi convocate, soprattutto in alcune regioni, rappresenta un ostacolo pesante alla realizzazione delle reti. Le criticità risultano particolarmente evidenti nelle aree dove l’interpretazione delle norme resta più restrittiva o dove i rapporti tra enti locali e operatori mancano di indirizzi condivisi.
Il report insiste sulla necessità di affiancare gli amministratori con strumenti operativi e metodologici che riducano margini di discrezionalità. Le linee guida nazionali possono rappresentare un supporto concreto, così come i sistemi di monitoraggio capaci di evidenziare ritardi e colli di bottiglia. I-Com indica inoltre l’importanza di campagne di comunicazione istituzionale per ridurre conflitti locali e favorire la comprensione del ruolo delle infrastrutture nella transizione digitale e nello sviluppo dell’AI. La realizzazione tempestiva delle reti rappresenta infatti una condizione essenziale per la competitività del Paese e per la capacità di attrarre investimenti tecnologici.
La roadmap per una regolazione pro-competitiva
Il cuore del paper è rappresentato dalla roadmap proposta da I-Com per superare la frammentazione e rafforzare la qualità delle decisioni pubbliche. La legislatura europea 2024-2029 ha posto la semplificazione tra le priorità strategiche. Il lavoro individua tre pilastri:
- chiarezza delle norme,
- capacità amministrativa,
- attuazione efficace.
La regolazione deve quindi integrare valutazioni basate sui dati, procedure trasparenti e un coinvolgimento strutturato degli stakeholder.
L’Italia, secondo lo studio, ha avviato un percorso positivo con i provvedimenti degli ultimi anni. Tuttavia, la piena efficacia delle riforme dipende dalla loro implementazione sul territorio. Occorre rendere routinari gli strumenti di better regulation, con consultazioni pubbliche che permettano di raccogliere evidenze e valutazioni ex-post che misurino gli effetti reali delle norme. Una governance più solida consentirebbe di ridurre le asimmetrie tra territori, migliorare la prevedibilità delle decisioni e aumentare la competitività complessiva del sistema.
Qualità della regolazione al centro
Lo studio di I-Com mette in luce un punto fondamentale: la capacità di competere dipende non solo dalle politiche economiche, ma anche dalla qualità della regolazione. La complessità dei settori energetico, sanitario e delle telecomunicazioni richiede una governance integrata, processi uniformi e una strategia che valorizzi innovazione e investimenti. La roadmap proposta dal think tank indica una direzione chiara. Ora la sfida riguarda l’attuazione, che rappresenta l’anello decisivo per trasformare le riforme in crescita reale e rafforzare la competitività dell’Italia nei mercati globali.












