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Reti quantistiche spaziali, l’Ue scommette sui microsatelliti: via al bando



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La Commissione di Bruxelles apre una gara per una missione pilota che avrà il compito di convalidare la tecnologia Quantum Key Distribution in orbita. Il tutto prende forma nell’ambito del programma per la connettività basata sulla piattaforma Iris²

Pubblicato il 19 feb 2026



satellite spazio space economy

La Commissione europea ha lanciato un bando per avviare una missione pilota di microsatelliti che avrà il compito di convalidare la tecnologia Quantum Key Distribution (Qkd) nello spazio. Il tutto prende forma nell’ambito del programma dell’Unione per la connettività basata sul progetto Iris².

Il sistema farà leva sull’infrastruttura EuroQci, per implementare la quale è necessario prima di tutto verificare l’affidabilità della tecnologia Qkd attraverso sottocomponenti Ue ad alte prestazioni che consentano di raggiungere velocità di trasmissione adeguate. Il bando di gara, aperto il 17 febbraio, scadrà il 18 maggio 2026.

I vantaggi offerti dai microsatelliti

Gli ultimi progressi nella tecnologia dei microsatelliti permettono, in linea teorica, di implementare una costellazione di satelliti quantistici a costi contenuti, a complemento delle implementazioni terrestri di EuroQci e facilitando lo sviluppo di una rete globale flessibile di più ampia portata. Per prepararsi a questa possibilità, è necessario progettare satelliti compatti e leggeri e i relativi carichi utili quantistici, nonché ingegnerizzarne lo sviluppo e la validazione in orbita.

La missione pilota prevista dall’Ue deve in altre parole mettere alla prova una tecnologia innovativa, non solo sotto il profilo delle dimensioni, ma anche del peso e del consumo energetico. Il piano dunque è inteso come una mera dimostrazione tecnologica, e contribuirà a gettare le basi per la leadership dell’Ue nel campo delle comunicazioni quantistiche spaziali, consentendo la validazione dei sottocomponenti realizzati in Europa.

Cos’è il progetto EuroQci

L’EuroQci sarà un’infrastruttura di comunicazione quantistica sicura che coprirà l’intera Unione europea, inclusi i territori d’oltremare. La Commissione di Bruxelles sta collaborando con tutti i 27 Stati membri e con l’Agenzia Spaziale Europea per progettare, sviluppare e implementare il progetto, che sarà composto da un segmento terrestre basato su reti di comunicazione in fibra ottica che collegheranno siti strategici a livello nazionale e transfrontaliero, e da un segmento spaziale basato su satelliti. EuroQci, come detto, farà parte integrante di Iris², il nuovo sistema di comunicazione spaziale dell’Ue.

Più nello specifico, l’EuroQci proteggerà i dati sensibili e le infrastrutture critiche integrando sistemi quantistici nelle infrastrutture di comunicazione esistenti, fornendo un ulteriore livello di sicurezza basato sulla fisica quantistica. Rafforzerà la protezione delle istituzioni governative europee, dei loro data center, ospedali, reti energetiche e altro ancora, diventando uno dei pilastri principali della strategia comunitaria per la sicurezza informatica nei prossimi decenni.

Nel segno della sovranità digitale

Il progetto EuroQci si avvarrà di tecnologie di comunicazione quantistica innovative, come quelle sviluppate dai ricercatori del programma Quantum Technologies Flagship, finanziato dall’Ue, e si baserà in particolare sulle attività del progetto Horizon 2020 OpenQkd.

Il coinvolgimento di partner industriali e pmi europee è da questo punto di vista fondamentale per garantire che i componenti critici di EuroQci siano basati su tecnologie europee e, in ultima analisi, per rafforzare le capacità scientifiche, tecnologiche e industriali dell’Europa in materia di sicurezza informatica e tecnologie quantistiche. L’iniziativa contribuirà quindi alla sovranità digitale e alla competitività industriale europee, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo del Decennio Digitale europeo di essere all’avanguardia nelle capacità quantistiche entro il 2030.

Dalla concezione del piano all’operatività

Il piano EuroQci è stato lanciato nel 2019 con la Dichiarazione EuroQci, inizialmente sottoscritta da sette Stati membri: tutti gli Stati membri hanno successivamente aderito all’iniziativa. Da allora, i lavori sono proseguiti, sotto la supervisione della Commissione e attuati dagli Stati membri nel caso del segmento terrestre e dall’Esa nel caso del segmento spaziale.

Per il segmento terrestre, la Commissione ha inizialmente finanziato due consorzi industriali per condurre studi di progettazione del sistema che definissero l’architettura dell’EuroQci. I risultati di questi studi stanno ora aprendo la strada all’implementazione del progetto.

La prima fase è iniziata a gennaio 2023 con il supporto del programma Europa Digitale della Commissione, un’iniziativa che ha permesso di muovere i primi passi verso servizi che offrono la distribuzione operativa di chiavi quantistiche.

Parallelamente, il Connecting Europe Facility (Cef) ha finanziato progetti in grado di sviluppare collegamenti transfrontalieri tra reti nazionali e interconnessioni con la componente spaziale di EuroQci.

A gennaio 2024, poi, la Commissione ha avviato il progetto quadriennale Nostradamus per la creazione di un’infrastruttura di test e valutazione che consentirà di valutare e convalidare tecnologie e servizi basati su Qkd in vista della certificazione, in modo che gli utenti possano essere certi di non essere vulnerabili agli attacchi.

L’infrastruttura sarà progressivamente implementata e poi trasferita e ospitata presso il Centro Comune di Ricerca della Commissione a Ispra, in Italia. L’avvio delle attività operative è previsto nel corso di quest’anno.

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