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Iride accelera sull’Osservazione della Terra: 39 satelliti già in orbita


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Il completamento di Eaglet II porta a 24 i minisatelliti ottici della costellazione, che si aggiungono ai 15 già in orbita della componente Hawk for Earth Observation. Il programma nazionale raggiunge così quota 39 unità e amplia le capacità per monitoraggio ambientale, emergenze e sicurezza marittima

Pubblicato il 2 ott 2026



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Punti chiave

  • Terzo lancio di otto Eaglet II: Iride raggiunge 39 satelliti, completando la componente (24 satelliti) e avanzando verso le sei costellazioni.
  • I satelliti da circa 25 kg con sensori ottici RGB e capacità di ricezione/ritrasmissione AIS forniscono immagini e tracciamento navale; OHB Italia gestisce il Mission Control Center a Roma.
  • Confermato da Agenzia Spaziale Italiana e Agenzia Spaziale Europea, finanziato dal Pnrr, il programma offre sul Marketplace 18 servizi (109 prodotti); prossime missioni: Nimbus-Sar e Heo.
Riassunto generato con AI


Iride raggiunge quota 39 satelliti nello Spazio e completa una delle componenti principali della nuova infrastruttura italiana per l’Osservazione della Terra. Il terzo e ultimo gruppo di otto Eaglet II è stato lanciato il 1° ottobre alle 20.32 CEST dalla Vandenberg Space Force Base, in California, a bordo della missione condivisa Transporter-18 di SpaceX. Con questa missione salgono a 24 gli Eaglet II dispiegati, ai quali si aggiungono i 15 satelliti della famiglia Heo già in orbita.

Il completamento, confermato dall’Agenzia Spaziale Italiana e dall’Agenzia Spaziale Europea, arriva a meno di un anno dal primo lancio di Eaglet II e rappresenta un nuovo passaggio nel dispiegamento di Iride, che prevede sei diverse costellazioni e oltre 60 satelliti.

Eaglet II raggiunge la configurazione prevista di 24 satelliti

La costellazione è stata progettata, integrata e testata da OHB Italia, che dalla propria sede di Roma gestisce anche il Mission Control Center. Dopo la separazione dal lanciatore, il centro ha acquisito i segnali provenienti dallo Spazio e avviato le operazioni necessarie alla messa in servizio degli otto nuovi satelliti.

Ogni Eaglet II ha una massa di circa 25 chilogrammi e integra sensori ottici per l’acquisizione di immagini Rgb. A bordo trova posto anche una capacità di ricezione e ritrasmissione dei segnali Ais, Automatic Identification System, utilizzati per l’identificazione e il tracciamento delle navi.

Questa combinazione consente di affiancare all’osservazione del territorio applicazioni rivolte alla sorveglianza e alla sicurezza marittima. I dati raccolti possono inoltre alimentare servizi per il monitoraggio ambientale, la gestione delle emergenze, la Protezione Civile, la sorveglianza delle infrastrutture critiche e la tutela delle coste.

Simonetta Cheli, direttrice dei programmi di Osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Europea e capo del centro Esa-Esrin, sottolinea anche il rispetto della tabella di marcia: “Il lancio di questi otto satelliti completa il dispiegamento in orbita della costellazione Eaglet II di Iride segnando un nuovo importante traguardo per l’intero programma. Con questo risultato, Iride, il programma di Osservazione della Terra che l’Esa sviluppa per il Governo italiano, raggiunge un totale di 39 satelliti in orbita, proseguendo il piano di lancio delle costellazioni avviato nel 2025 e ampliando le capacità del sistema. Questo traguardo è stato raggiunto con diversi mesi di anticipo rispetto alle scadenze del Pnrr”.

Dai nuovi lanci ai servizi per la Pubblica amministrazione

Il programma proseguirà con ulteriori missioni destinate alle altre componenti del sistema. Cheli indica in particolare i prossimi satelliti Nimbus-Sar e Heo, ai quali seguiranno le ulteriori costellazioni previste dal piano industriale.

Iride è infatti concepita come un’infrastruttura end-to-end: ai satelliti si affiancano i sistemi di controllo e acquisizione a terra e uno strato di servizi digitali che trasforma le osservazioni raccolte dallo Spazio in prodotti geospaziali utilizzabili dalle amministrazioni.

Il passaggio dalla realizzazione dell’infrastruttura all’utilizzo dei dati è già iniziato. Dal 1° ottobre 2026, secondo l’Asi, il Marketplace del programma mette a disposizione della Pubblica amministrazione 18 servizi geospaziali articolati in 109 prodotti, destinati ad applicazioni che spaziano dall’ambiente alla gestione delle emergenze e delle risorse idriche.

Al termine delle attività di sviluppo e validazione guidate dall’Esa, la responsabilità operativa viene progressivamente trasferita all’Agenzia Spaziale Italiana, proprietaria dell’infrastruttura, che ne assume la gestione e l’evoluzione.

Cospito: “Una infrastruttura al servizio delle decisioni pubbliche”

Per Mario Cospito, commissario dell’Agenzia Spaziale Italiana, il completamento di Eaglet II testimonia anche la capacità produttiva sviluppata dall’industria nazionale.

“Il lancio di oggi è una ulteriore dimostrazione delle capacità del nostro sistema industriale, frutto di una sinergia strategica e completa che il settore italiano dello spazio sa esprimere. Si perfeziona questa parte di costellazione rispettando, anzi talvolta anticipando, il cronoprogramma di sviluppo dettato dai fondi del Pnrr. Grazie ai nuovi satelliti, il programma Iride sarà ancora più performante nel dare informazioni satellitari all’avanguardia nel settore dell’osservazione della Terra, contribuendo a fornirci dati per lo studio dei cambiamenti climatici in corso e per la protezione del nostro Pianeta. Iride nasce grazie all’impegno del Governo italiano, è una infrastruttura del valore al servizio delle decisioni pubbliche, della sicurezza, della tutela del territorio, della sostenibilità ambientale e della competitività dell’Italia”.

Iride, dal Pnrr ai primi satelliti: la storia del programma

Le origini di Iride risalgono al 22 dicembre 2021, quando il Governo italiano e l’Agenzia Spaziale Europea hanno siglato l’accordo che ha affidato all’Esa l’attuazione del programma. Secondo la documentazione ufficiale dell’Esa, l’investimento complessivo ammonta a 1,07 miliardi di euro: 797 milioni provenienti dal Pnrr e 273 milioni dal Piano nazionale complementare.

Nel dicembre 2022 sono stati firmati i primi grandi contratti industriali e ha preso forma l’architettura di quella che l’Esa definisce una “costellazione di costellazioni”: sei gruppi di satelliti in orbita bassa, dotati di tecnologie ottiche e radar differenti e collegati a un’infrastruttura terrestre per controllo, elaborazione e distribuzione dei dati.

La fase spaziale è entrata nel vivo il 14 gennaio 2025, con il lancio di Pathfinder Hawk, primo satellite del programma. A marzo dello stesso anno è stata presentata la prima immagine Iride dell’Italia centrale e di Roma. Il 23 giugno 2025 altri sette satelliti hanno ampliato la componente Hawk for Earth Observation, mentre dal novembre successivo è iniziato il dispiegamento di Eaglet II.

Nel corso del 2026 il programma ha affiancato alla crescita della flotta la costruzione della capacità operativa a terra. Il 1° luglio 2026 l’Asi ha annunciato l’ingresso di Iride nella fase operativa, aprendo progressivamente l’accesso ai dati e ai servizi tramite il Marketplace nazionale. Il completamento di Eaglet II porta ora a 39 il numero di satelliti già dispiegati, mentre il programma procede verso la configurazione prevista delle sei costellazioni.

OHB Italia: “Un sistema spaziale completo ed operativo”

Per OHB Italia il terzo lancio conclude un ciclo industriale particolarmente ravvicinato. “Il dispiegamento completo della costellazione Eaglet II rappresenta un risultato di straordinaria importanza per Ohb Italia ed anche un motivo di profonda soddisfazione per tutte le persone che hanno contribuito alla sua realizzazione. Portare in orbita ventiquattro satelliti interamente progettati, integrati e testati dalla nostra azienda in meno di un anno significa aver trasformato un progetto ambizioso in un sistema spaziale completo ed operativo”, afferma il managing director Roberto Aceti.

Secondo Aceti, il programma ha consentito all’azienda di presidiare l’intero ciclo di una costellazione, dalla realizzazione delle piattaforme fino alla gestione in orbita attraverso il centro di controllo di Roma. Eaglet II rappresenta così una delle componenti con cui Iride sta costruendo una capacità nazionale di Osservazione della Terra basata sull’integrazione fra infrastruttura spaziale, segmento terrestre e servizi geospaziali.

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