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IRIS², maxi-commessa a Thales Alenia Space: 500 milioni per i payload di 330 satelliti


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L’accordo con Eutelsat vale una prima tranche di un contratto complessivo atteso oltre i 3 miliardi di euro. La joint venture franco-italiana avrà un ruolo chiave nella costellazione europea sicura, con capacità 5G native e architettura multi-orbita

Pubblicato il 10 set 2026



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Punti chiave

  • Accordo industriale: la JV di Thales Alenia Space (Thales 67% – Leonardo 33%) ha firmato con Eutelsat per i payload di 330 satelliti LEO; tranche ~€500M, contratto >€3B.
  • Struttura tecnica: IRIS² Layer One = 66 satelliti in banda Ka a ~1.200 km (lanci 2029; piattaforme: Airbus Defence and Space); Layer Two = 264 Ka/Ku (dispiegamento dal 2031).
  • Finalità: realizzare una rete spaziale 5G sicura con instradamento in orbita, collegamenti ottici inter-satellitari e resilienza per la autonomia strategica europea; complemento a GOVSATCOM e gestione SpaceRISE.
Riassunto generato con AI


IRIS² entra nel vivo della fase industriale e Thales Alenia Space si ritaglia un ruolo centrale nella costruzione della futura infrastruttura europea per le comunicazioni satellitari sicure. La joint venture tra Thales, che ne detiene il 67%, e Leonardo, con il 33%, ha firmato una Lettera di Accordo con Eutelsat per la fornitura dei payload destinati a tutti i 330 satelliti per telecomunicazioni in orbita terrestre bassa previsti dal programma.

L’ordine rappresenta una tranche del valore di circa 500 milioni di euro, nell’ambito di un contratto complessivo relativo a IRIS² che per Thales Alenia Space dovrebbe superare i 3 miliardi di euro. L’intesa riguarda in particolare i carichi utili di 66 satelliti in banda Ka e di altri 264 assetti che opereranno nelle bande Ku e Ka.

Il passaggio arriva mentre l’Unione europea accelera la realizzazione della costellazione. Dopo l’accordo di implementazione raggiunto ad agosto tra Commissione europea e consorzio SpaceRISE, l’architettura aggiornata prevede 348 satelliti: 330 in orbita terrestre bassa e 18 in orbita terrestre media, con i primi lanci programmati dal 2029.

Una commessa che può superare i 3 miliardi

Per Thales Alenia Space l’accordo con Eutelsat rappresenta dunque soltanto la prima parte di un impegno industriale molto più ampio. Il gruppo sarà infatti responsabile dei carichi utili di telecomunicazione dell’intera componente Leo di IRIS², articolata in due livelli con caratteristiche e tempistiche differenti.

La prima fase riguarda 66 satelliti in banda Ka, che formeranno l’IRIS² Layer One e saranno collocati in orbita terrestre bassa, a circa 1.200 chilometri dalla Terra. I primi lanci sono previsti nel 2029. In questa tranche Thales Alenia Space svilupperà i payload, mentre Airbus Defence and Space sarà responsabile delle piattaforme satellitari.

Il secondo livello, IRIS² Layer Two, comprende invece 264 satelliti per telecomunicazioni nelle bande Ka e Ku. Anche in questo caso la joint venture franco-italiana realizzerà i carichi utili, mentre le piattaforme saranno sviluppate da Aerospacelab. Il dispiegamento di questa componente dovrebbe iniziare dal 2031.

La struttura industriale conferma il modello scelto da Bruxelles per IRIS², fondato sulla collaborazione tra istituzioni europee, operatori satellitari e filiera manifatturiera del continente. La Commissione guida il programma, mentre il consorzio SpaceRISE, composto da SES, Eutelsat e Hispasat, è responsabile della realizzazione e della gestione del sistema insieme ai partner industriali. Tra questi figurano Airbus Defence and Space, Thales Alenia Space, OHB e Aerospacelab.

Una rete 5G sicura costruita nello spazio

Il peso della commessa va oltre il numero dei sistemi da realizzare. I payload rappresentano il cuore delle capacità di telecomunicazione della nuova costellazione e dovranno permettere a IRIS² di integrare funzioni avanzate di gestione del traffico, sicurezza e interoperabilità.

Secondo quanto annunciato da Thales Alenia Space, i sistemi consentiranno di realizzare quella che viene indicata come la prima rete 5G sicura basata sullo spazio, attraverso la combinazione di instradamento del traffico direttamente in orbita, gestione attiva delle interferenze e protezione end-to-end delle comunicazioni.

La capacità 5G sarà nativa e verranno utilizzati payload equipaggiati con antenne attive, progettate per concentrare con precisione il segnale sulle aree di interesse e ottimizzare la potenza disponibile. Lo sviluppo di circuiti integrati destinati alle antenne definite dal software punta inoltre ad aumentare capacità, flessibilità e possibilità di riconfigurazione del sistema nel corso delle missioni.

L’architettura utilizzerà anche collegamenti ottici inter-satellitari, permettendo agli assetti della costellazione di comunicare fra loro. La combinazione fra orbita terrestre bassa e media rappresenta uno degli elementi caratterizzanti di IRIS² e punta a mettere insieme bassa latenza, ampiezza della copertura e resilienza dell’infrastruttura.

IRIS² al centro della sovranità digitale e spaziale europea

Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite è il programma con cui l’Unione europea intende dotarsi di una propria infrastruttura satellitare per le comunicazioni sicure e resilienti. La configurazione attuale comprende 348 assetti distribuiti fra Leo e Meo, con una componente rafforzata specificamente destinata alle esigenze di difesa, sicurezza e gestione delle emergenze.

L’obiettivo è fornire connettività protetta alle istituzioni e alle amministrazioni pubbliche europee, alle strutture di protezione civile, ai servizi di emergenza e agli attori della sicurezza e della difesa, affiancando a queste capacità anche servizi commerciali per imprese e altri utilizzatori.

La Commissione europea considera IRIS² un tassello della propria autonomia strategica perché l’infrastruttura sarà controllata a livello europeo e progettata per garantire continuità delle comunicazioni anche quando le reti terrestri risultano indisponibili, sovraccariche o compromesse da crisi, disastri naturali o attacchi informatici.

Il programma assume così un ruolo complementare rispetto a GOVSATCOM, il sistema europeo per le comunicazioni satellitari governative diventato operativo nel gennaio 2026. Quest’ultimo mette in comune capacità satellitari messe a disposizione dagli Stati membri e da fornitori commerciali considerati affidabili e costituirà un ponte verso la piena operatività di IRIS².

La nuova infrastruttura avrà inoltre una natura dual use, con applicazioni civili e governative, e potrà diventare un supporto per altri servizi europei basati sullo spazio. Il controllo dei dati, la sicurezza delle comunicazioni e la disponibilità di una capacità satellitare autonoma sono tra gli elementi strategici su cui Bruxelles punta per ridurre le dipendenze esterne nelle infrastrutture digitali critiche.

Derrey: “Un programma essenziale per l’autonomia spaziale”

“Voglio esprimere la mia gratitudine alla Commissione Europea, al consorzio SpaceRISE di operatori telecom e a Eutelsat per aver riposto la loro fiducia in Thales Alenia Space che fornirà tutti i payload di comunicazione governativi per i 330 satelliti IRIS² in orbita terrestre bassa”, afferma Hervé Derrey, presidente e ceo di Thales Alenia Space.

“IRIS² rappresenterà l’apice delle costellazioni per telecomunicazioni. La nostra azienda sfrutterà la sua eredità unica in costellazioni, payload digitali, comunicazioni 5G e sicurezza di sistema per affrontare questo programma strategico, essenziale affinché l’Europa rafforzi la propria sovranità e autonomia spaziale”.

L’accelerazione impressa al progetto nelle ultime settimane rende ora più concreto il calendario industriale. L’accordo raggiunto ad agosto ha fissato i primi lanci nel 2029 e punta all’erogazione progressiva dei servizi di connettività sovrana e sicura a partire dagli anni immediatamente successivi. Il rafforzamento della configurazione originaria porterà inoltre a un aumento della capacità disponibile per le comunicazioni governative sicure, che secondo le istituzioni europee crescerà del 60% all’interno dell’Unione e del 54% su scala globale.

Per Thales Alenia Space, la fornitura dei 330 carichi utili colloca la società in una delle aree tecnologicamente più rilevanti dell’intero programma. Dalle prestazioni dei payload dipenderanno capacità, flessibilità, gestione delle interferenze e sicurezza delle comunicazioni della componente Leo, facendo della commessa uno dei tasselli industriali centrali nella costruzione della futura infrastruttura europea di connettività satellitare.

Da GOVSATCOM a IRIS², come nasce la strategia europea per la connettività sovrana

IRIS² è il risultato di un percorso iniziato ben prima delle più recenti tensioni geopolitiche. Già nel 2013 il Consiglio europeo aveva indicato la necessità di preparare una nuova generazione di comunicazioni satellitari per usi governativi, attraverso la cooperazione tra Stati membri, Commissione ed Esa. Su questa base è nato GOVSATCOM, il sistema che mette in comune capacità satellitari governative nazionali e risorse di fornitori commerciali affidabili. Nel 2021 Bruxelles ha poi avviato la progettazione di un’infrastruttura europea di connettività sicura e il 15 febbraio 2022 la Commissione ha presentato la proposta di regolamento che avrebbe dato origine a IRIS². Il programma è diventato legge con il Regolamento Ue 2023/588 del 15 marzo 2023, mentre nel dicembre 2024 la Commissione ha firmato con il consorzio SpaceRISE la concessione per lo sviluppo, il dispiegamento e la gestione della costellazione.

Il salto rispetto al passato riguarda soprattutto la sovranità sulle infrastrutture di comunicazione. L’obiettivo non è più soltanto assicurarsi capacità satellitare disponibile sul mercato, ma dotare l’Unione di un sistema progettato per garantire comunicazioni governative, di sicurezza e di difesa sotto controllo europeo. La componente governativa dell’infrastruttura prevede asset di proprietà dell’Ue, mentre la realizzazione e la gestione avvengono attraverso una partnership pubblico-privata con l’industria europea. Il progetto risponde anche alla crescente presenza nelle orbite basse di mega-costellazioni controllate da operatori di Paesi terzi, indicata già dal Consiglio come un fattore di vulnerabilità strategica per l’Europa.

IRIS² porta quindi il principio dell’autonomia strategica dal piano regolatorio a quello infrastrutturale: l’Europa punta a poter disporre direttamente di capacità protette per governi, infrastrutture critiche, gestione delle crisi e difesa, riducendo la dipendenza da sistemi extra-Ue nei servizi più sensibili. Al tempo stesso, il modello resta aperto a servizi commerciali e integra la nuova costellazione con le reti terrestri e con gli altri programmi spaziali europei, a partire da Galileo, Copernicus e GOVSATCOM. Nella configurazione rafforzata definita nel 2026, il sistema arriverà a 348 satelliti, con i primi lanci anticipati al 2029 e l’avvio dei primi servizi sovrani, sicuri e accreditati dal 2030.

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