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Smartphone, crollo delle vendite fino al -15%. Pesano la carenza di memoria e la guerra



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Secondo le previsioni di Omdia per il 2026, si sta gradualmente erodendo la redditività dei fornitori, in particolare nei dispositivi entry-level. Resiste il segmento premium, ma la contrazione del mercato potrebbe essere, nel peggiore dei casi, superiore a quella sperimentata a ridosso del Covid

Pubblicato il 6 mar 2026



Smartphone, crollo delle vendite fino al -15%. Pesano la carenza di memoria e la guerra

Le spedizioni globali di smartphone sono destinate a diminuire di circa il 7% nel corso del 2026. La proiezione – formulata da Omdia, secondo cui quello presentato non sarebbe nemmeno il worst-case scenario – si basa sulle ipotesi sul pricing delle memorie nel primo trimestre dell’anno, che indicano che la pressione sui prezzi e la limitazione dell’offerta inizieranno ad attenuarsi solo nel secondo semestre.

Le dinamiche in atto dalla fine del 2025

In quest’ottica, il mercato globale degli smartphone dovrà affrontare sfide significative nel 2026, dovute principalmente alle crescenti pressioni sui costi per i fornitori. Le memorie rappresentano ora una quota significativamente maggiore della distinta base degli smartphone, erodendo la redditività dei fornitori, in particolare nei dispositivi entry-level.

Secondo Omdia, dal quarto trimestre del 2025, i produttori di smartphone hanno già iniziato ad aumentare i prezzi al dettaglio per mantenere i margini di profitto. Una dinamica che probabilmente finirà con l’indebolire la domanda, in particolare nei mercati emergenti sensibili ai prezzi.

Quanto pesano l’aumento di prezzo delle memorie e la guerra

Ma come accennato la situazione potrebbe aggravarsi ancora: l’ulteriore pressione sui dispositivi di memoria e la volatilità geopolitica aumentano il rischio di un calo delle spedizioni di smartphone di oltre il 15% nel 2026.

In particolare, se i prezzi delle memorie continueranno a salire nella seconda metà del 2026 a causa della scarsità dell’offerta e della crescente domanda di server di intelligenza artificiale che bloccherà la capacità produttiva, i produttori di smartphone dovranno affrontare un ulteriore aumento dei costi sia per i dispositivi entry-level che per quelli premium.

Allo stesso tempo, l’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio oriente potrebbe amplificare l’incertezza macroeconomica, con l’aumento dei prezzi dell’energia, dei costi di trasporto e l’instabilità dei cambi, indebolendo ulteriormente gli upgrade dei dispositivi da parte dei consumatori nei mercati sensibili ai prezzi.

In questo scenario al ribasso, si prevede che le spedizioni globali di smartphone diminuiranno di oltre il 15% nel 2026, superando potenzialmente la contrazione del 12% registrata nel 2022.

La scure della crisi sugli smartphone di fascia bassa

“Pensiamo che l’aumento dei costi della memoria e le difficoltà macroeconomiche avranno un impatto non uniforme sulla domanda di smartphone nei diversi segmenti di prezzo”, commenta Zaker Li, principal analyst di Omdia. “Si prevede che i dispositivi con un prezzo inferiore a 100 dollari subiranno un calo di quasi il 31% su base annua nel 2026, a dimostrazione della forte pressione sui margini che i fornitori devono affrontare nei segmenti ultra-low-cost, altamente sensibili anche a modesti cambiamenti nel contesto macroeconomico. Anche gli smartphone nella fascia di prezzo tra 100 e 399 dollari, che rappresentano i segmenti principali del mercato globale, dovrebbero subire una contrazione, poiché l’aumento dei prezzi delle memorie spinge i prezzi al dettaglio al rialzo nei mercati sensibili al prezzo. Questi segmenti sono serviti in gran parte da fornitori focalizzati sul mercato entry-level, operano con margini ridotti e spesso hanno una priorità inferiore nella catena di fornitura delle memorie, il che li rende più esposti all’inflazione dei costi e a potenziali carenze di fornitura. Di conseguenza, si prevede che i fornitori concentrati in queste fasce di prezzo dovranno affrontare vincoli di produzione e riduzioni delle spedizioni, con molti che dovrebbero registrare cali a due cifre nel 2026.”

La resilienza del segmento premium

Omdia ritiene tuttavia che il segmento premium rimarrà relativamente resiliente nonostante l’aumento dei costi dei componenti. I dispositivi con un prezzo superiore a 800 dollari dovrebbero addirittura crescere di circa il 4% nel 2026, supportati da un posizionamento del marchio più solido e da una maggiore flessibilità dei prezzi.

In questo scenario, Apple mantiene una presenza dominante nel mercato di fascia alta e beneficia di solide relazioni nella catena di fornitura e margini più elevati che contribuiscono ad assorbire l’inflazione dei costi dei componenti. Samsung può far leva anche sull’integrazione verticale e delle capacità interne di produzione di semiconduttori, che garantiscono una maggiore sicurezza di approvvigionamento e un accesso prioritario ai componenti chiave. I vantaggi del colosso coreano nella catena di fornitura dovrebbero in altre parole ridurre il rischio di carenze significative rispetto alle unità di memoria.

Verso una nuova catena di fornitura globale?

“L’evoluzione del contesto dei costi sta rimodellando le dinamiche della catena di fornitura globale degli smartphone“, precisa Li. Con l’indebolimento della domanda di smartphone entry-level, i fornitori di componenti di fascia media e bassa, inclusi chipset, moduli fotocamera e altri componenti chiave, dovranno probabilmente affrontare un calo degli ordini e una maggiore pressione sui prezzi.

I fornitori stanno già rispondendo semplificando le configurazioni di prodotto e riducendo i costi delle distinte base. Allo stesso tempo, la volatilità dei prezzi delle memorie sta spingendo i marchi verso una pianificazione della produzione a breve termine e volumi di ordine inferiori, aumentando la pressione operativa lungo tutta la supply chain. Anche i vendor meno strutturati e i fornitori di componenti specializzati dovranno affrontare crescenti rischi di consolidamento, con la compressione dei margini e la maggiore concentrazione della domanda tra i marchi leader.

In questo contesto, chiosa l’analisi di Omdia, i fornitori dovranno dare priorità all’innovazione di prodotto a più alto valore e a una pianificazione della produzione rigorosa, mentre i partner di canale rafforzeranno la gestione delle scorte e la previsione della domanda per gestire cicli di sostituzione più lenti e una domanda dei consumatori in continua evoluzione.

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