La manifattura italiana sta entrando in una fase in cui la connettività non è più solo “infrastruttura”, ma leva competitiva: abilita automazione, controllo qualità, tracciabilità e nuove logiche di orchestrazione dei processi. Nel 2025, secondo l’Osservatorio 5G & Connected Digital Industry del Politecnico di Milano, il mercato delle reti mobili private 5G (5G Mpn) è in una fase di maturazione in Europa e in Italia: le imprese, pur ancora in numero limitato, iniziano a riconoscere il 5G come infrastruttura strategica e orientano gli investimenti verso progetti riservati e use case specifici.
Questa evoluzione si riflette anche in due segnali concreti: a livello europeo il numero di casi industriali pubblici continua a crescere nel 2025 (+12% rispetto al 2024), pur restando una quota contenuta rispetto al potenziale; in Italia la spesa per progetti 5G Mpn aumenta fino a circa 10,5 milioni di euro nel 2025 (+43% sul 2024).
In parallelo, cambia il modo in cui le aziende impostano le scelte: si consolida l’approccio “use case first”, in cui la rete viene progettata come piattaforma abilitante per applicazioni avanzate (manifatturiero e logistica in primis), con sperimentazioni guidate da obiettivi più chiari.
Indice degli argomenti
Il nuovo perimetro tecnologico del 5G standalone
In ambito industriale il 5G standalone (SA) segna un cambio di paradigma: introduce un core nativo che rende la rete più “programmabile” e adatta a gestire profili di servizio differenziati in base ai processi (priorità del traffico, continuità operativa, isolamento e controllo delle comunicazioni). In questo modo la connettività supera la logica della sola copertura e diventa un elemento di progetto della fabbrica, integrandosi con automazione, sensoristica e sistemi di monitoraggio.
Il valore emerge soprattutto nelle applicazioni più esigenti: robotica e automazione mobile, visione artificiale per il controllo qualità, sensoristica ad alta frequenza e supporto remoto alle attività in produzione. In questi scenari, la combinazione con edge computing locale rafforza la capacità di reagire in tempi rapidi e di trattare i dati vicino alle linee, riducendo il carico sui collegamenti verso il cloud.
Il ruolo della standardizzazione
La maturazione del 5G industriale è sostenuta anche dall’evoluzione degli standard e dell’ecosistema hardware. L’Osservatorio del Politecnico di Milano rileva una crescita della maturità della filiera, con la diffusione delle Release 16 e 17 e i primi chipset e moduli basati su Release 18 (5G Advanced).
Tra luglio 2024 e ottobre 2025 l’analisi censisce 115 chipset, 98 moduli 5G e 21 device 5G ready, evidenziando un panorama di componenti e dispositivi in aumento, seppur ancora ristretto rispetto alle esigenze potenziali del manifatturiero.
Le esigenze dei distretti produttivi italiani
Nel contesto italiano la spinta verso reti private 5G cresce, ma l’adozione resta selettiva. L’Osservatorio evidenzia segnali di interesse e sviluppo, sottolineando però che il mercato è ancora di nicchia, con un numero limitato di progetti effettivamente attivi e concentrati in pochi settori.
Per i distretti (e per le Pmi che li compongono) il tema centrale è la capacità di combinare affidabilità, scalabilità e sostenibilità economica. In questo quadro, le reti private diventano rilevanti quando abilitano risultati misurabili: riduzione delle discontinuità operative, maggiore elasticità nella riconfigurazione degli impianti e migliore qualità del dato di produzione a supporto delle decisioni.
Sicurezza, controllo dei dati e governance delle reti private
Un’infrastruttura progettata per proteggere il capitale informativo
Per molte imprese industriali la domanda non riguarda solo la prestazione, ma anche il controllo: chi accede, con quali permessi, dove transitano i dati e come vengono isolati i flussi critici. Le reti private, grazie a segmentazione e policy operative più granulari, si inseriscono nelle strategie di data governance e cybersecurity by design, soprattutto quando entrano in gioco algoritmi proprietari, controllo qualità automatizzato e integrazione tra sistemi OT e IT.
La governance nelle filiere estese
La filiera produttiva è un perimetro esteso: fornitori, terzisti, logistica e manutenzione esterna richiedono modelli di accesso e interoperabilità chiari. In questi scenari, la governance diventa un fattore abilitante: identità e ruoli, auditing, integrazione via Api e regole condivise quando dati e processi attraversano più soggetti.
Applicazioni in crescita e casi d’uso consolidati
Nel manifatturiero e nella logistica i casi d’uso che valorizzano davvero le reti private 5G stanno diventando più chiari e più concreti. Manutenzione predittiva, controllo qualità con visione artificiale, robotica collaborativa e monitoraggio remoto mostrano come la connettività non sia più un semplice “collegamento”, ma la condizione per raccogliere dati continui e affidabili e per spostare parte dell’elaborazione vicino alle macchine grazie all’edge.
Lo stesso vale per l’automazione mobile e la tracciabilità avanzata: flotte di Agv/Amr, tracking in tempo reale e riconfigurazione degli spazi di produzione e magazzino richiedono reti in grado di gestire priorità e continuità del servizio. Sul fronte dei dispositivi, l’Osservatorio segnala che il mercato dei device 5G ready è in crescita pur restando limitato a pochi prodotti, con una prevalenza dei droni in alcuni ambiti applicativi.
Impatto sulla competitività delle filiere produttive
La competitività dipende dall’allineamento tra rete, applicazioni e obiettivi industriali. In Europa continua la crescita dei casi industriali pubblici di 5G Mpn nel 2025 (+12% rispetto al 2024), pur restando una quota contenuta rispetto al potenziale complessivo.
In Italia la spesa per progetti 5G MPN sale fino a circa 10,5 milioni di euro nel 2025 (+43%), segnale di una maggiore propensione a investimenti dedicati.
Cresce inoltre il peso dei capitali privati: nel 2025 solo il 10% dei nuovi progetti risulta finanziato da fondi pubblici, indicando un mercato che tende verso iniziative più strutturate e sostenute direttamente dalle imprese.
Un elemento sempre più cruciale
Il 5G standalone sta diventando un elemento chiave per la manifattura perché trasforma la connettività in una piattaforma “di processo”, capace di sostenere automazione, qualità del dato e continuità operativa. Il quadro che emerge nel 2025 è di crescita e maturazione, ma con un’adozione ancora selettiva. Allo stesso tempo, l’evoluzione degli standard e dell’ecosistema hardware rende più praticabile l’implementazione di reti private end-to-end, riducendo le barriere tecnologiche rispetto al passato.
In questo scenario, la competitività delle filiere passa dalla capacità di progettare la rete a partire dagli use case e di integrarla con edge, governance e cybersecurity, così da rendere i processi più resilienti e pronti a riconfigurarsi rapidamente. Il 5G standalone non è quindi un obiettivo tecnologico in sé, ma un abilitatore concreto per migliorare efficienza, qualità e affidabilità della produzione.












