5G, robotica e cybersecurity: Ericsson battezza in Italia gli Innovation Garage - CorCom

L'INIZIATIVA

5G, robotica e cybersecurity: Ericsson battezza in Italia gli Innovation Garage

Creati all’interno dei centri di Ricerca e Sviluppo di Genova, Pisa e Pagani i nuovi “lab” sono interconnessi ma ciascuno dedicato alla messa a punto di specifiche soluzioni tecnologiche. Alessandro Pane: “Sono luoghi di cross-fertilizzazione e sperimentazione”

14 Dic 2020

Enzo Lima

Agevolare dipendenti, aziende, istituzioni, studenti, centri di ricerca e start-up nelle attività di co-sviluppo e testing di soluzioni innovative, a supporto delle comunità locali. Questa la mission degli Innovation Garage, i nuovi laboratori tecnologici battezzati da Ericsson all’interno dei tre centri di Ricerca e Sviluppo di Genova, Pisa e Pagani (Salerno).

Tra loro interconnessi, i Lab si caratterizzano ciascuno per una competenza tecnologica specifica: il laboratorio di Genova è specializzato in latenza delle reti 5G, Pisa in robotica e Pagani in cybersecurity. Nel corso del 2020 sono già molteplici i progetti realizzati, prevalentemente in ambito healthcare, assistenza sociale e industria 4.0.

“Oggi un’azienda per rimanere competitiva deve collaborare con i diversi attori dell’ecosistema in cui opera, facendo ricorso a idee, strumenti e competenze sia esterne che interne – sottolinea Alessandro Pane, Direttore Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia -.  Gli Innovation Garage sono luoghi di cross-fertilizzazione e sperimentazione, dove vige un approccio collaborativo e aperto all’innovazione.”

La nascita degli Innovation Garage testimonia ulteriormente l’impegno di Ericsson in Italia, dove è presente dal 1918, si legge in una nota dell’azienda in cui si ricorda che la Ricerca e Sviluppo di Ericsson fa il suo debutto nel nostro Paese nel 1978 e oggi, con i centri di eccellenza mondiale di Genova, Pisa e Pagani, lavora allo sviluppo del 5G e all’evoluzione delle più importanti tecnologie di rete. Negli ultimi 20 anni sono oltre 600 i brevetti prodotti dalla R&S italiana, 40 solo nell’ultimo anno. L’azienda ricorda inoltre che gli investimenti in R&S ammontano a oltre il 17% del fatturato annuale globale. Con oltre 11 miliardi di euro negli ultimi tre anni, il Gruppo Ericsson è al trentunesimo posto per intensità delle attività di R&S a livello globale, salendo in ottava posizione se si considerano solo le società con sede principale in Europa.

In totale, tra il 2017 e il 2019, Ericsson ha contribuito con circa 3 miliardi di euro all’economia italiana, ogni anno supportando in modo diretto, indiretto o tramite indotto, l’occupazione di circa 10.000 persone.
I tre centri di R&S sono inoltre coinvolti ogni anno in oltre 25 progetti di ricerca europei sul 5G e sulle sue applicazioni.

Il contributo dei ricercatori italiani è fondamentale per lo sviluppo dei portfolio Networks, Digital Services e IoT di Ericsson – evidenzia l’azienda-. Grazie ad avanzate competenze scientifiche e progettuali, in Italia nascono alcune delle soluzioni più innovative – sotto il profilo di compattezza, latenza, consumo energetico e gestibilità – adottate dai principali operatori di tutto il mondo. Tra le responsabilità italiane ricordiamo le reti ottiche di nuova generazione, le reti di trasporto, le soluzioni per il controllo e la gestione delle reti, la fotonica integrata, virtualizzazione e cloudificazione della Core network, soluzioni per intercettazioni legali e sistemi per la gestione automatica delle licenze”.

Alcune applicazioni 5G sviluppate negli ultimi mesi

5G VR CoDrive: progetto incubato nell’Innovation Garage di Genova e realizzato in collaborazione con l’International Doctorate in Architecture and Urban Planning (IDAUP) del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, consente di essere guidati in viaggi virtuali, potendo vedere, muoversi e interagire come se si fosse realmente in presenza. Un driver, viaggiatore fisico ad esempio su di un’auto, e un passeggero remoto, viaggiatore virtuale, sono in continuo contatto, si vedono e parlano tra loro, grazie a un visore VR e alla connessione 5G. Una videocamera 360°, collocata sul poggiatesta dell’auto guidata dal driver, riprende l’ambiente circostante e trasmettere in tempo reale le immagini al passeggero virtuale. È una esperienza realmente immersiva perché le immagini, le voci e i suoni viaggiano sulla connessione 5G che fornisce una banda praticamente illimitata, senza ritardi e con una grandissima affidabilità.
Le applicazioni future saranno molte e in campi diversi: educazione aumentata a distanza, meeting virtuali con clienti, partecipazione ad eventi, viaggi turistici in posti remoti, visite a parenti e amici ovunque del mondo.

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Robotic Remote Control: Ericsson e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), nell’ambito del programma europeo 5G-TOURS, lavorano a un progetto per il controllo da remoto del robot umonoide R1 dell’IIT. Grazie alla rete 5G, R1 può raccogliere in tempo reale una enorme quantità di dati sull’ambiente circostante, condizione necessaria per muoversi in modo autonomo e interagire con persone e oggetti anche negli ambienti indoor più complessi. Questo troverà applicazione in numerosi ambiti, dall’assistenza in spazi domestici alle esplorazioni museali.

Servizi eHealth e protezione della privacy: la comunicazione in forma anonima dei dati degli utenti è fondamentale per tutti i servizi di telemetria medica. L’Innovation Garage di Pagani ha sviluppato un sistema conforme al GDPR basato su blockchain che tiene traccia dei dati personali e pubblici dell’utente – proteggendo i dati sensibili come previsto dal GDPR – in modo da attivare servizi in ambito healthcare tutelando la privacy. Il progetto ha visto la partecipazione di RiAtlas, start-up dell’Università di Salerno specializzata nel monitoraggio dei pazienti da remoto tramite applicazioni che sfruttano il potenziale di AI, IoT, wearable e smartphone. Il risultato è la creazione di una piattaforma dove gli utenti possono registrarsi per condividere i parametri biometrici e la propria posizione. Questi dati vengono continuamente rilevati tramite smartwatch e registrati in forma anonima nella blockchain tramite connettività 5G, garantendo sicurezza e privacy. La raccolta di informazioni su posizione, temperatura corporea e saturazione dell’ossigeno, ad esempio, può velocizzare l’accesso a edifici o aree controllate (come uffici, stazioni, pubblici esercizi).

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