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Dal 5G ai satelliti: ecco il piano Ue per le comunicazioni di emergenza


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La Commissione propone un framework interoperabile per i primi soccorsi: tutti gli Stati membri passeranno gradualmente dai sistemi radio a banda stretta alla tecnologia a banda larga mobile, mentre le flotte orbitali dell’Unione forniranno un sostegno supplementare per le situazioni in cui i sistemi terrestri siano inabili

Pubblicato il 1 ott 2026



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5G e satelliti saranno alla base del nuovo sistema di comunicazione critica dell’Ue. Il piano proposto dalla Commissione mira a costruire una serie di strumenti che, in situazioni di crisi, forniscano ai primi soccorritori canali di comunicazione sicuri e resilienti. Basandosi su componenti critici costruiti da imprese europee, l’approccio dovrebbe consentire una comunicazione in tempo reale senza soluzione di continuità e stabile tra tutti i primi soccorritori, in ogni momento e attraverso tutti i confini dell’Unione, anche quando i sistemi di comunicazione terrestre non sono disponibili.

Lo scenario attuale

Incendi, inondazioni, tempeste, minacce alle infrastrutture critiche e attacchi terroristici richiedono una risposta efficace e ben coordinata da parte della polizia, dei vigili del fuoco, dei servizi medici e delle squadre di protezione civile. Oggi, secondo le autorità di Bruxelles, la loro capacità di comunicare tra loro è limitata: i sistemi di comunicazione dei vari corpi non sono infatti connessi e incontrano difficoltà di funzionamento nel momento in cui attraversano una frontiera. Ciò significa che i servizi di emergenza spesso non possono comunicare con gli altri e coordinarsi per un’azione più efficace.

A tutto ciò cerca di rispondere il sistema di comunicazione critico dell’Ue (European Critical Communication System, Euccs), individuato come una delle azioni chiave della strategia europea di sicurezza interna, ProtectEU nell’aprile 2025 e della strategia dell’Ue per l’Unione della preparazione avviata nel marzo 2025. Il framework si basa sulle raccomandazioni della relazione Niinistö sulla preparazione e la prontezza dell’Ue, che esorta l’Unione a completare quanto prima il sistema di comunicazione critica. Ciò fa seguito anche alla richiesta di lunga data di entrambi gli Stati membri, come indicato nelle conclusioni del Consiglio del giugno 2021, e dei primi soccorritori, che necessitano di un sistema europeo di comunicazione critica che funzioni senza soluzione di continuità a livello transfrontaliero.

Annunciato dalla presidente von der Leyen negli orientamenti politici, il sistema di comunicazione critica dell’Unione europea affronterà tali questioni, migliorando in modo significativo la cooperazione operativa quotidiana nella lotta al terrorismo e alla criminalità e salvando vite umane in situazioni di emergenza.

Verso la prossima generazione di strumenti per comunicazione critica

Il sistema di comunicazione critica dell’Unione europea consentirà ai primi soccorritori di comunicare a livello transfrontaliero e di servizi, di condividere foto, video e suoni e di comunicare in modo più rapido e sicuro, sia a livello nazionale che in tutta Europa. In particolare, come accennato, tutti gli Stati membri passeranno gradualmente dai sistemi radio a banda stretta alla tecnologia a banda larga come il 5G, mentre i satelliti dell’Ue forniranno un sostegno supplementare per le situazioni in cui i sistemi terrestri sono inabili, ad esempio durante i blackout. Anche facendo leva su queste tecnologie, l’Euccs consentirà ai primi soccorritori di condividere dati, video, messaggi e geolocalizzazione in tempo reale attraverso un unico dispositivo sicuro.

Laddove non sia disponibile una rete mobile, il sistema beneficerà del sostegno di riserva dei satelliti dell’Ue, nonché di unità di comunicazione mobili dispiegabili in grado di ripristinare la connettività per il coordinamento delle emergenze in caso di crisi.

Il sistema, sicuro by design, sarà dotato di crittografia e di un protocollo forte, e farà leva su due unità dedicate: un centro di monitoraggio della rete dell’Unione europea (che fornirà una rete in fibra ottica sicura e resiliente, consentendo ai Paesi di connettersi attraverso un punto centrale invece di costruire molti collegamenti separati tra loro) e un centro di monitoraggio della sicurezza dell’Unione europea che monitorerà i rischi per la cibersicurezza, valuterà le minacce e sosterrà gli Stati membri.

Va precisato che, pur essendo interconnessi a livello europeo, gli Stati membri manterranno il pieno controllo sulle loro reti nazionali e sulla governance del nuovo sistema, che sarà garantita da un gruppo di esperti degli stessi Stati.

Un approccio che potenzia anche l’autonomia strategica europea

La proposta ha un duplice scopo: oltre a migliorare il sistema di interscambio dei dati, fornisce agli Stati membri una nuova soluzione costruita in Europa, riducendo la dipendenza dalle tecnologie straniere e rafforzando la sovranità tecnologica europea.

Le componenti critiche del sistema (compresi i satelliti, la rete mobile centrale e la tecnologia mobile a banda larga utilizzata) sono sviluppate infatti da imprese europee. La piattaforma, inoltre, rende gli investimenti nazionali nella comunicazione critica più attraenti per gli Stati membri, aumentando notevolmente la portata del sistema di comunicazione critico da uno strumento regionale o nazionale a uno che copre l’intera Ue e i Paesi associati Schengen e che può servire per il coordinamento tra molti più servizi.

Il sistema è infine progettato per adattarsi alla continua innovazione nella comunicazione critica e nelle comunicazioni elettroniche commerciali. La Commissione sosterrà gli Stati membri nella cooperazione con l’industria e gli organismi di ricerca per garantire l’innovazione continua della comunicazione critica nell’Ue.

Virkkunen: “Un approccio pragmatico e sovrano”

“Sebbene gli Stati membri dispongano di solide reti nazionali di emergenza, tali sistemi spesso si arrestano ai confini nazionali. Si tratta di una lacuna operativa critica quando le squadre operano fianco a fianco tra diversi Paesi”, commenta Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. “È proprio questo l’obiettivo della proposta: garantire che i nostri servizi di emergenza dispongano dei mezzi per scambiarsi dati critici e impartire istruzioni operative in tempo reale oltre i confini, senza interruzioni. In questo modo potranno salvare vite umane e ricevere tutto il supporto necessario. In concreto, il sistema dell’Unione europea per le comunicazioni critiche supporterà oltre 5 milioni di operatori di primo intervento in tutta Europa, sia nella loro attività quotidiana di salvataggio che durante le grandi emergenze. Il sistema rafforzerà la capacità dell’Europa di rispondere non solo a crisi su larga scala o ad atti di terrorismo, ma anche agli incidenti di tutti i giorni: sinistri, incendi, casi di persone scomparse e attività criminali”.

La commissaria sottolinea l’approccio pragmatico con cui è stata vara l’iniziativa: “L’Ue non creerà un sistema centralizzato per la gestione di tutti i dati. Gli Stati membri manterranno il pieno controllo delle proprie infrastrutture di comunicazione critica, garantendo al tempo stesso l’interoperabilità obbligatoria a livello europeo. Il sistema coinvolgerà tutti i servizi di emergenza.

È progettato per adattarsi all’evoluzione delle tecnologie di comunicazione, sia commerciali che critiche. La Commissione sosterrà gli Stati membri nella collaborazione con l’industria e gli enti di ricerca per garantire una continua innovazione nel campo delle comunicazioni critiche nell’Ue. Un primo gruppo di Stati membri avvierà le operazioni nel 2030, seguito gradualmente dagli altri, fino al collegamento di tutti gli Stati membri entro il 2036”.

La gradualità del piano rispecchia, secondo Virkkunen, le diverse fasi della transizione nazionale verso le comunicazioni critiche a banda larga. “L’Euccs si basa su tecnologie critiche di produzione europea: dai satelliti alle reti mobili centrali (core network) e alla banda larga mobile, ed è inoltre strettamente collegato a iniziative chiave nel settore delle comunicazioni elettroniche, tra cui il Digital Networks Act, il regolamento Mss, il Cybersecurity Act 2 e il “toolbox” per il 5G. Ci allineeremo anche al programma IRIS² per sfruttare una connettività satellitare sicura e affidabile in tutta Europa e oltre i suoi confini”, ha aggiunto Virkkunen.

Il sistema di comunicazione critica dell’Unione europea dovrebbe essere avviato gradualmente, con un periodo di transizione integrato per gli Stati membri, a partire dal 2030. Dopo il via libera della Commissione, spetta ora al Parlamento europeo e al Consiglio adottare i regolamenti.

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