L’ESPERIMENTO

Il 5G debutta nel calcio: il centrocampista Marco Verratti “pioniere”

Il calciatore italiano del Paris Saint Germain si allena con i visori per la realtà virtuale. E se in 4G non riesce a toccare palla, grazie ai tempi di latenza del nuovo standard mobile riesce a tirare senza problemi

Pubblicato il 16 Nov 2018

verratti-5G

Se il tempo di latenza ridottissimo del 5G è per molti un concetto “ostico” da comprendere, per dimostrare con immediatezza cosa vuol dir e può bastare trasferirsi su un campo di calcio e dotare di un visore per la realtà virtuale un calciatore. Succederà che chi indosserà il visore 4G non riuscirà a palleggiare o a colpire la palla con il tempo giusto, o a parare un tiro anche se lento. Mentre chi avrà il visore 5G riuscirà a giocare come nella realtà, interagendo normalmente con gli altri calciatori. Questo perché mentre i tempi di latenza del 4G sono più alti, e quindi mettono chi indossa un visore nella condizione di essere in visibile ritardo rispetto alla realtà che lo circonda, grazie al 5G questo gap si azzera.

La dimostrazione, pubblicata con un video su Youtbe,  è avvenuta all’interno dello stadio del Paris Sainrt Germain, e a fare la prova tra gli altri c’era anche il centrocampista italiano del club in cui militano Neymar e Mbappé, Marco Verratti (nella foto). Insieme a lui anche il difensore centrale ex Milan Thiago Silva, il fantasista Julian Draxler e il portiere Alphonse Areola, guidati da Linus Björklund, ingegnere di Ericsson.

La differenza tra la trasmissione in 4G e in 5G è stata in campo di 19 millisecondi, un intervallo di tempo solitamente impercettibile, ma che in campo può fare la differenza tra colpire il pallone e non colpirlo. Si tratta nello specifico dell’intervallo di tempo che intercorre fra il momento in cui arriva un input alla rete e il momento in cui è disponibile il suo output.

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