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AI readiness, l’ITU detta la linea: cosa cambia per le telco



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Dati, competenze, governance e infrastrutture: nel documento aggiornato l’Unione internazionale delle telecomunicazioni costruisce una griglia di metriche comparabili e un toolkit operativo per individuare gap e priorità, mentre il divario 5G continua a frenare i casi d’uso più avanzati.

Pubblicato il 26 gen 2026

Federica Meta

Direttrice



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Capire se un Paese, un’azienda o un ente pubblico siano davvero in grado di integrare l’intelligenza artificiale non è più solo una questione di entusiasmo o di investimenti spot. Serve una bussola condivisa, capace di leggere insieme infrastrutture digitali, disponibilità e qualità dei dati, competenze, ricerca, standard e politiche. È in questo solco che l’ITU (International Telecommunication Union) aggiorna il suo percorso con “AI Ready – Analysis Towards a Standardized Readiness Framework – Report 2.0”, un lavoro che punta a standardizzare la misurazione della readiness e, soprattutto, a renderla utilizzabile sul campo da governi, imprese e organizzazioni.

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