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Alcatel-Lucent: il 22 febbraio il tavolo sugli esuberi

Su richiesta dei sindacati l’azienda è stata convocata al ministero dello Sviluppo ecomico per un confronto sui licenziamenti annunciati: 380 i posti di lavoro a rischio in Italia

18 Feb 2011

Su richiesta di Fim, Fiom e Uilm nazionali congiuntamente al
Coordinamento Alcatel-Lucent, è stato convocato per il 22 febbraio
un tavolo presso il ministero per lo Sviluppo Economico, dove si
inizierà un percorso di confronto con l'azienda, che per
quest'anno ha annunciato un piano di 380 esuberi sul territorio
nazionale.

I tagli, fanno sapere i sindacati, riguardano le attività di
ricerca e sviluppo, tanto che si prospetta la chiusura del sito di
Bari, con il taglio di 30 operai. Gravi le ricadute su Trieste,
dove si prospetta un taglio di 200 posti di lavoro. Lo stabilimento
di Trieste occupa attualmente 220 lavoratori con contratto a tempo
indeterminato e 350 con contratto di somministrazione di mano
d'opera per una forza lavoro complessiva di 570 lavoratori. A
rischio anche 30 dipendenti nel sito produttivo di Vimercate.

Lo stabilimento – si legge in una comunicato delle Rsu – opera nel
settore delle telecomunicazioni nel trasporto dati (apparati Wdm)
con fasi lavorative di produzione, Npi (industrializzazione di
nuovi apparati in collaborazione con i centri di ricerca e
sviluppo) e di integrazione dei prodotti (collaudo finale di
apparati Wdm con simulazione reale di messa in campo).

La direzione giustifica la drastica riduzione del personale con il
"cambio di missione imposto dai vertici della multinazionale
che comporterà il trasferimento di tutte le attività prettamente
produttive nello stabilimento Flextronics in Romania".

Una decisione che, secondo i sindacati, potrebbe compromettere il
futuro dello stabilimento triestino con gravi ripercussioni anche
sul'indotto, perché alcune fasi di produzione svolte nella
vicina "M W" di Ronchi dei Legionari (Gorizia) saranno
trasferite in Romania.

"L’Azienda ha ribadito quanto già detto sull’andamento
economico e di mercato di ALU al terzo trimestre del 2010 –
affermano in una nota stampa i sindacati – ha confermato un
costante deterioramento dei profitti, un calo delle vendite per la
divisione Optics che negli ultimi 3 anni si attesta
complessivamente a -35% e la conseguente necessità di dover
adattare i propri costi fissi. Fim, Fiom, Uilm unitamente al
Coordinamento sindacale ALU denuncia la pesantezza del piano di
ristrutturazione che l’Azienda intende attuare nel 2011. Tutto
questo senza una presentazione e una discussione sulla visione
strategica delle attività di R&D e produttive che ALU intende
mantenere nel nostro Paese".

Per i sindacati possono essere diverse le soluzioni per per ridurre
i costi senza calare una mannaia su trenta dipendenti , come
"l’utilizzo di strumenti non traumatici a partire da un
intervento sulla presenza di attività in sub-appalto e di
centinaia di consulenti, oltre ad un ricorso dello straordinario e
di lavoro durante le chiusure collettive".

I sindacati si dicono preoccupati della situazione perché vedono
questi tagli avvenuti in tutta Italia come "un progressivo
ridimensionamento della presenza di Alcatel-Lucent nel nostro
Paese, ritenuto non più strategico dalla multinazionale
franco-americana".