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Alenia, Giordo: “In Campania nessun licenziamento”

L’Ad della società: “Accompagneremo i dipendenti in esubero verso la pensione e investiremo di più in tecnologia”. E sul trasferimento della sede legale a Varese dice: “Nessuno zampino della politica”. Intanto oggi in piazza i lavoratori della sede di Torino: “Vogliamo certezze sul piano industriale”

04 Ott 2011

Le scelte di Alenia non sono dettate dalla politica, ma dalle
strategie industriali e in Campania non ci sarà nessun
licenziamento. Lo afferma l'Ad del gruppo, Giuseppe Giordo in
un'intervista al Mattino, riferendosi al trasfrrimento degli
stabilimenti locali della società in Piemonte e Lombardia.

"Tante inesattezze, molta strumentalizzazione. La verità è
una sola: Alenia non licenzierà nessuno in Campania e anzi
investirà ancora in termini di qualità e tecnologia",
puntualizza dice Giordo, sottolineando che non c'erano
alternative alla chiusura di Casoria e al trasferimento della sede
legale a Varese.

"Dobbiamo fare i conti con la crisi delle commesse del settore
Difesa e non potevano attendere altri due anni per poi presentarci
ai lavoratori e dire: ci dispiace, dobbiamo licenziare. Gli
inglesi, per fare un esempio, non si sono comportati così. I tagli
al progetto del caccia Eurofighter, programma nel quale anche noi
siamo partner con il 19% – spiega – loro li hanno gestiti con
tremila licenziamenti. La sera prima di annunciarli,
l'amministratore delegato di Bae Systems me li ha anticipati
con una mail. Noi invece accompagneremo alla pensione i dipendenti
in esubero. E Alenia garantirà di tasca propria che non perderanno
importanti quote di salario".

Giordo contesta poi le voci secondo le quali dietro il
trasferimento della sede legale a Varese sono in molti a
intravedere lo zampino della politica e le pressioni della Lega.
"Assolutamente no – precisa – la nostra scelta è stata di
tipo industriale, la politica non c'entra nulla. Non me ne sono
mai fatto condizionare da quando ho assunto la responsabilità del
gruppo e non ho intenzione di iniziare ora. La decisione è
semplicemente frutto di valutazioni di riequilibrio: avendo scelto
Torino Caselle per la parte relativa alla Difesa e Pomigliano per
il civile, ci è sembrato giusto e anche in omaggio alla fusione di
Alenia Aermacchi in Alenia Aeronautica di scegliere Varese. Ma chi
ci vede uno schiaffo al Sud è in malafede".

Quanto ai timori di un ridimensionamento pericoloso per il futuro
del gruppo al Sud, Giordo rassicura: "non è e non sarà
così. Oggi Alenia è al 30% Difesa e al 70% attività nel ramo del
trasporto civile. Il piano prevede di concentrare a Pomigliano
tutta l'attività di ingegnerizzazione e produzione del ramo
civile di Alenia-Aermacchi. Oltre naturalmente alla direzione
acquisti, sempre relativa al civile, che non si sposterà di un
metro. Altro che ridimensionamento". E sulla chiusura dello
stabilimento di Casoria spiega: "chi conosce lo stabilimento
sa che non ha spazi per crescere mentre noi abbiamo bisogno di
impianti funzionali alle nostre esigenze di crescita. Il
trasferimento della manodopera a Nola risponde a questa esigenza:
razionalizzare per crescere. Dodici chilometri di distanza, in
fondo parliamo soltanto di questo".

Giordo risponde poi alla questione del trasferimento della sede
legale a Varese e dell'eventuale ricaduta sugli acquisti legata
al territorio. "Non è così – ribatte – Intanto avere la sede
legale in un posto o in un altro ha un valore relativo. Pomigliano,
in qualità di sede legale, non è stato nel corso degli anni il
fulcro decisionale dell'azienda e i cda venivano tenuti in
tutte le sedi a rotazione. Da domani, invece, proprio a Pomigliano
verranno prese tutte le decisioni strategiche relative al settore
civile. Quanto all'indotto, puntiamo a favorire la crescita di
fornitori qualificati non solo per le esigenze del gruppo Alenia ma
anche del mercato globale".

L'Ad ha fatto poi riferimento ai progetti in cantiere: dello
sviluppo del 787 che "senza gli impianti di Pomigliano,
Grottaglie e Foggia non avrebbe ragione di esistere"; poi
dell'impulso agli Atr: "abbiamo ricevuto 145 prenotazioni
di acquisto, quest'anno ne consegneremo 50, l'anno prossimo
72 e nel 2013 85, a riprova della qualità dell'investimento
fatto su Pomigliano".

Chi dice che la Campania non rientra nelle nostre priorità dice
una bugia – obietta – Capodichino nel 2008 era uno stabilimento
praticamente vuoto di commesse. Noi ci abbiamo creduto, abbiamo
portato li una commessa importantissima come il G222 per
l'esercito americano e siamo stati ripagati da un eccellente
lavoro dei dipendenti. E poi c'è il progetto dell'aereo
regionale che contiamo di rendere operativo entro il 2012. Abbiamo
contatti con vari partner internazionali, russi in testa ma non
solo".

Intanto oggi i lavoratori scendono di nuovo in piazza, stavolta a
Torino. Circa un migliaio di lavoratori ha sfilato in corteo che da
corso Marche fino a piazza Massaua ed è poi tornato allo
stabilimento.
''I lavoratori Alenia Aeronautica di Torino e Caselle –
spiega Gianfranco Verdini della Uilm – chiedono certezze sul
piano industriale che è pieno di incognite. Vogliamo sapere quale
prodotto potrà garantire un futuro vero a Torino e
Caselle (oltre all'aereo senza pilota Heavy Male) così come
quale partner ci sarà per la produzione. Ma ciò che è
fondamentale è che il governo dia un sostegno immediato al settore
perché le produzioni aeronautiche, specialmente quelle militari,
non sono determinate solo dalle regole del mercato ma anche da
precisi accordi europei e internazionali''.

''Ciò di cui si sta discutendo – osserva invece Lino La
Mendola, responsabile della lega di Torino Centro della Fiom – è
il futuro del settore aeronautico nel nostro Paese.
L'aeronautica è un comparto a forte incidenza di investimenti
statali e purtroppo nell'ultima finanziaria del governo gli
investimenti nel settore sono stati azzerati. Occorre un nuovo
piano industriale che dia prospettive di lavoro soprattutto nel
campo della progettazione e che consenta a Alenia di restare un
'top player' del settore e non essere relegata a un ruolo
di sub fornitore come purtroppo avviene con il programma Jsf a
Cameri''.