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Alu di Battipaglia, firmato l’accordo

L’impianto passerà al gruppo Vivado. Alu garantisce cinque anni di commesse e rimane nel capitale. Entrerà anche Invitalia. Salvati oltre 200 posti di lavoro. Differenziazione nel biomedicale

17 Giu 2010

Gli impianti di Battipaglia che Alcatel Lucent ha deciso di
dismettere non chiuderanno e l’occupazione è salva. È questo il
risultato di una trattativa durata quasi un anno e che ha visto
ieri mattina la conclusione ufficiale dopo la mediazione attiva del
ministero delle Attività Produttive e degli enti locali e dopo che
le assemblee dei lavoratori hanno approvato l’intesa a
maggioranza. Lo stabilimento verrà rilevato da Gianfederico
Vivado, un imprenditore ligure attivo con varie aziende nel
biomedicale, nelle telecomunicazioni, nella difesa e
nell’automazione.

Gli impianti di Marcenise verranno passati ad una newco, BTP
Techno, partecipata al 90% dalla Telerobot di Vivado e al 10% da
Alcatel Lucent che rimarrà nel capitale sino al momento in cui la
nuova azienda dimostrerà di poter camminare con le proprie gambe.
In ogni caso, la multinazionale franco-americana garantirà
commesse per un quinquennio. Si sta inoltre trattando per
l’ingresso nell’azionariato di BTP Techno di un partner
pubblico come Invitalia. Ancora in discussione la quota, che
comunque non potrà superare il 30%. Nel caso dell’ingresso di
Invitalia, tanto Telerobot quanto Alcatel Lucent potrebbero cedere
parte delle proprie quote.

Vengono garantiti tutti gli attuali 210 posti di lavoro
“equivalenti” (circa 300 persone considerando i contratti
interinali). Se all’inizio l’attività dipenderà molto dalle
commesse di Alcatel Lucent, l’intenzione di Vivado è di
differenziare la produzione verso i settori biomedicale e
dell’automazione. “Vogliamo far crescere l’azienda – spiega
Vivado – Vi investiremo 9 milioni di euro, puntando anche
all’acquisizione di brevetti e alla ricerca: non vogliamo essere
soltanto fornitori delle multinazionali”.
“È stata una trattativa lunga, tormentata e difficile – dice il
viceministro per le Comunicazioni Paolo Romani – ma alla fine
siamo riusciti a trovare una soluzione che salva lo stabilimento ed
i posti di lavoro. È un esempio di come la collaborazione di
tutti, istituzioni centrali, enti locali ed aziende può portare a
risultati positivi”.

Secondo Emilio Lonati, della Fim Cisl nazionale, l’accordo, “a
differenza di altre brutte esperienze del passato in casi
analoghi”, assicura in modo solido continuità produttiva degli
impianti e il mantenimento dell’occupazione, garantiti dal
rimanere di Alcatel Lucent nel capitale, dall’ingresso di
Invitalia e dall’impegno delle commesse quinquennali. Inoltre,
l’accordo prevede “il consolidamento e lo sviluppo da parte di
Alcatel Lucent di ricerca e sviluppo presente a Battipaglia e che
non sarà interessata dallo spin off”.

“Non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare ricerca e
sviluppo, anzi – assicura Francesca Manili Pessina, direttore
delle risorse umane di Alcatel Lucent – In Italia abbiamo più di
800 ricercatori e ne stiamo assumendo di nuovi: questo perché
vogliamo consolidare le nostre posizioni di eccellenza e portare
avanti nel tempo una strategia di attenzione alla ricerca”.

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