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App, in Italia giro d’affari a quota 60 milioni

Secondo i dati degli Osservatori Mobile della School of Management del Politecnico di Milano il mercato è ancora piccolo ma è destinato a crescere. Rangone: “Molte le opportunità per le aziende, ma bisogna fare attenzione: l’arena è parecchio competitiva”

21 Ott 2011

Italia pronta a conquistare il mercato delle app, forte della sua
leadership nel Mobile. A dirlo i numeri degli Osservatori Mobile
della School of Management del Politecnico di Milano, presentati
nella giornata conclusiva dello Smau di Milano, che rilevano come
il nostro Paese – contrariamente al più tradizionale mondo
dell’Internet Pc-centrico in cui siamo da sempre il fanalino di
coda – non ha nulla da invidiare alla maggior parte degli altri
Paesi europei per la penetrazione di smartphone che si attesta al
39% e per la diffusione di broadband Mobile (39%). Per il numero di
Mobile Surfer l'Italia raggiunge quasi i 13 milioni al mese,
pari alla metà del totale utenti Internet. Interessante anche il
tipo di uso che gli utenti fanno dello smartphone, che va be al di
là della semplice comunicazione. Inoltre il Polimi rileva una
presenza significativa degli operatori tricolore anche nei mercati
internazionali. Tutti elementi che possono facilitare
l'espansione del mercato delle apps.

“Sono molteplici le opportunità per le aziende italiane, tanto
che il nostro augurio è che nei prossimi anni possano esportare la
loro expertise sul Mobile all’estero, come accaduto per i
contenuti Mobile più tradizionali negli anni scorsi – spiega
Andrea Rangone, Responsabile Osservatori Ict & Management del
Politecnico di Milano – Tuttavia è necessario prestare attenzione
poiché la partita è estremamente complessa, dal momento che
l’arena è ipercompetitiva e il mercato delle app è ancora
piccolo, pari a circa 60 milioni di euro nel 2011 in Italia e a
quasi 3 miliardi di euro nel mondo”.

Una fotografia del mercato delle applicazioni è dato dal Mobile
App Awards, che ha visto la candidatura di ben 188 applicazioni
Consumer da parte di oltre 145 aziende o sviluppatori indipendenti
e 78 applicazioni Business, relative a 65 aziende o sviluppatori
indipendenti. Tra le aziende candidate, molto rilevante è stata la
presenza di piccole imprese e sviluppatori indipendenti, a
testimonianza del grande fermento imprenditoriale che il mercato
delle Mobile Apps sta attivando.

Una forte eterogeneità si è riscontrata nella tipologia di
applicazioni candidate: il 28% appartiene alla categoria
“Utilità, Strumenti e Produttività”, il 25% a “Giochi e
Intrattenimento”, il 24% a “Mobile Marketing & Service”, il
16% a “Informazione, Media ed Editoria” e il 7% a “Mobile
Commerce & Payment”.

Tre su quattro applicazioni candidate sono state sviluppate per gli
Smartphone, una su quattro per i New Tablet. Oltre il 75% delle
applicazioni fa riferimento al mondo Apple, solo il 10% e 3%
rispettivamente ad Android-Google e BlackBerry.

Per quanto riguarda infine il modello di ricavo, si evidenzia una
forte presenza di applicazioni free (67%) e solo l’11% prevede la
presenza dell’in-app billing.

Da ricordare infine i vincitori dei Mobile App Awards Consumer: per
la categoria “Informazione, Media ed Editoria”, Rome Mvr R di
Altair4 multimedia; per la categoria “Giochi e
Intrattenimento”, Pet Pals-Marco Polo's Code di Melazeta; per
la categoria “Mobile Marketing & Service”, Activia di Danone;
per la categoria “Utility, Strumenti e Produttività”, Prezzi
Benzina di Due PuntoUno; per la categoria “Mobile Commerce &
Payment”, Promod dell’omonima Promod.

Per le App Business, metà dei candidati erano nella categoria
“Business Intelligence e Altre App Innovative”, il 32% era
relativo a soluzioni a supporto della Forza Vendita (categoria
“Sales ForceAutomation”) e il restante 18% riguardava App di
“Work Force Automation”.

A differenza delle candidature ricevute per il mondo Consumer, tra
le App Business hanno dominato quelle sviluppate per i dispositivi
New Tablet (58%) rispetto agli Smartphone. Inoltre, nonostante più
della metà delle App (56%) sia specifica per il mondo Apple, la
quota di Android-Google e BlackBerry è maggiore (rispettivamente
21% e 4%), a riprova che questi sistemi operativi rappresentano
sempre più, soprattutto nel mondo Business, una valida alternativa
all’offerta del “first mover”.