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Apple apre agli sviluppatori: pace fatta con la Ue

L’Antitrust chiude l’indagine sull’azienda americana che oltre a eliminare le restrizioni sulla piattaforma per le apps dell’iPhone darà la possibilità ai propri clienti di rivolgersi a qualsiasi punto vendita sul territorio europeo in caso di malfunzionamenti dello smartphone

27 Set 2010

L'apertura di Apple agli sviluppatori piace alla Commissione
europea: dopo che la casa di Steve Jobs ha allegerito le
restrizioni per chi vuole creare nuove applicazioni per l’iPhone
– e anche acconsentito a permettere che lo smartphone venga
riparato in qualsiasi Paese europeo indipendentemente da dove è
stato acquistato – l'Antitrust dell’Ue ha deciso di chiudere
la sua inchiesta sull’azienda americana e l’iPhone.

“I provvedimenti presi da Apple”, ha spiegato il commissario Ue
alla Concorrenza Joaquin Almunia, “dimostrano che la Commissione
può usare le regole antitrust per ottenere dei risultati a
beneficio dei consumatori senza aprire un procedimento
formale”.

Lo scorso aprile, la Commissione Ue aveva aperto due inchieste
preliminari parallele sulle business practice seguite da Apple per
l’iPhone: una si concentrava sulla regola del "Paese di
acquisto", in base alla quale il servizio di riparazione
coperto da garanzia era disponibile solo nel Paese in cui lo
smartphone era stato comprato; l’altra riguardava la decisione di
Apple (annunciata ad aprile) di restringere termini e condizioni
del suo accordo di licenza con gli sviluppatori indipendenti di
applicazioni.

L'azienda della Mela ha però nel frattempo abbandonato la
regola del "Paese di acquisto", ora non più valida per i
Paesi dell’Ue/Eea e, a inizio settembre, ha annunciato di aver
eliminato le restrizioni sugli strumenti di sviluppo che si possono
usare per creare applicazioni per iPhone, aprendo le porte a strati
di codice di terzi e concedendo maggiore flessibilità agli
sviluppatori, muovendosi evidentemente nella direzione giusta per
alleviare le preoccupazioni dell'Antitrust europeo.

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