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Apple, revenue a +70%. Cook: “Pronti a lanciare nuovi prodotti”

Utili a 6 miliardi di dollari grazie al boom di iPhone, le cui vendite sono balzate dell’86%. L’utile per azione, a 6,43 dollati, batte le attese degli analisti. Ma sul futuro pendono le incertezze sulla salute di Jobs

19 Gen 2011

A un solo giorno di distanza dall’annuncio del temporaneo ritiro
di Steve Jobs dalla guida di Apple per motivi di salute, la casa
della Mela non delude analisti e investitori pubblicando risultati
da record per l’ultimo trimestre: profitti a 6 miliardi di
dollari e entrate a 26,7 miliardi (+70%), grazie al balzo
dell’86% nelle vendite di iPhone e ai risultati robusti di
computer Mac (+23%) e tablet iPad (più di 7 milioni di unità
vendute nei tre mesi terminati il 25 dicembre). L’utile per
azione nel primo trimestre fiscale è di 6,43 dollari, superiore
del 21% alle attese di Wall Street.

Buone notizie che serviranno a contrastare la perdita del titolo in
Borsa (-2% martedì), trascinato in basso dalle incertezze sulla
salute di Jobs. Tim Cook, il chief operating officer che fa
attualmente le veci del Ceo, ha cercato di rassicurare il mercato
commentando i risultati del primo trimestre, parlando della
“magia di Apple” e sottolineando che l’azienda ha un enorme
potenziale di crescita in numerosi settori, compreso quello dei
personal computer, dove i Mac sono ancora in minoranza (hanno meno
del 10% dello share negli Usa). Cook ha anche fatto notare che le
entrate del trimestre nella regione asiatica (Giappone escluso) si
sono moltiplicate per quattro e che iPad e iPhone stanno
conquistando anche l’utenza business.

“L’eccellenza è il nostro pane quotidiano”, ha detto Cook,
come riporta il Financial Times. “Steve ha infuso nell’azienda
la spinta all’innovazione”. “Siamo pronti a sparare tutte le
nostre cartucce”, scrive Jobs in un comunicato letto alla
presentazione dei risultati dai suoi collaboratori. “Abbiamo
tanti prodotti interessanti in arrivo quest’anno, tra cui iPhone
4 sulla rete Verizon”.

Cook non ha risparmiato le critiche ai rivali, bollando i tablet
basati su Windows come “ingombranti e costosi”, con batterie
dalla vita troppo breve e che necessitano di tastiera o stilo. I
tablet con Android, invece, sarebbero così piccoli da diventare
“bizzarri”. Apple non ha paura dei concorrenti, ha concluso
Cook, anche perché è in arrivo la seconda generazione di iPad (su
cui il vice di Jobs non ha però fornito dettagli).

Deve temere di più Apple dall’eventuale necessità di sostituire
il suo Ceo malato, aggiunge il Financial Times. La transizione a
una nuova leadership sembra essere il primo problema per la
società della Mela oggi. Jobs non è un semplice amministratore
delegato: ha fondato l’azienda e ha personalmente seguito
l’introduzione dei suoi prodotti di punta come iPhone, iPod e il
negozio di musica online iTunes, che hanno trasformato i mercati
del mobile computing e del download digitale. Jobs ha anche
fortemente voluto l’iPad, che in un solo anno ha catturato il 90%
del business dei computer-lavagnetta e dato il via a tante
imitazioni.

Un visionario, un simbolo dello stesso brand Apple, secondo il Ft:
non stupisce che molti investitori considerino Jobs insostituibile.
Tuttavia, con il recente annuncio di un ritorno della malattia di
Jobs, il problema della successione sembra porsi con urgenza.
L’azienda è sempre stata molto riservata sui suoi piani di
successione, ma assicura che tali piani esistono. Non vuole rendere
noti i nomi di eventuali candidati al ruolo di Ceo, perché, dice
il top management, gli esclusi potrebbero voler lasciare
l’azienda e i papabili potrebbero essere facile preda della
concorrenza.

Proprio questo mese, Apple ha reso noto di aver respinto la
proposta di un azionista del Central Laborers’ Pension Fund di
Jacksonville, Illinois, che chiedeva al cda di pubblicare dei
report annuali sui piani di successione. Ma secondo alcuni
analisti, Apple avrebbe già fatto la scelta: il candidato sarebbe
proprio Tim Cook, arrivato dalla Compaq nel 1998 e che ha guidato
Apple mentre Jobs è stato via per sei mesi per malattia nel
2009.

Apple ha fatto sapere di aver assegnato a Cook un bonus
straordinario di 22 milioni di dollari in contanti e alcune azioni
in riconoscimento del lavoro fatto nel 2009 e per Ben Reitzes,
analista di Barclays, si tratta di un segnale inequivocabile: “Il
piano di successione di Apple ci sembra ovvio: Cook ha dimostrato
di essere un top manager capace di gestire la pressione e conosce
molto bene come funziona l’azienda avendo lavorato a stretto
contatto con Jobs”.