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Apple, risultati-record per Mac, iPhone, iPad

Battute le aspettative degli analisti nel terzo trimestre 2010. Non così Yahoo, che perde quote nella ricerca e nella pubblicità. Ma gli esperti credono nelle potenzialità della Internet company legate al display advertising

21 Lug 2010

Non delude la trimestrale di Apple: le entrate nei tre mesi
terminati a giugno (il terzo trimestre fiscale) hanno raggiunto
15,7 miliardi di dollari, in crescita del 61% rispetto ai 9,73
miliardi di un anno prima e al di sopra delle attese degli
analisti. Molto bene anche l’utile netto, salito del 78% a 3,25
miliardi o 3,51 dollari per azione, rispetto 1,83 miliardi o 2
dollari per share dello stesso trimestre del 2009.

Gli analisti temevano che la politica di prezzo aggressiva
dell’iPad avrebbe danneggiato i profitti della società della
Mela. Gli executive Apple hanno però spiegato che i margini più
alti ottenuti con l’iPhone e la vendita di accessori hanno
evitato effetti negativi portando a una caduta modesta del margine
lordo dell’azienda, dal 40,9% di un anno fa al 39,1%.

L’iPad non ha danneggiato nemmeno le vendite di computer Mac. Al
contrario, Apple ne ha venduti una cifra-record: 3,47 milioni, in
crescita del 33% rispetto a un anno prima. Il numero di iPhone
commercializzati è balzato addirittura del 62% anno su anno a 8,4
milioni, mentre l’iPad da poco lanciato ha già venduto 3,27
milioni di pezzi. Apple ha anche venduto 9,41 milioni di iPod nei
tre mesi terminati a giugno, stavolta in flessione, dell’8%. Ma
in generale la casa di Cupertino può sorridere, parlando un un
"trimestre fenomenale che ha superato le aspettative sotto
ogni punto di vista”. Andrà ancora meglio nel quarto trimestre,
quando Apple prevede vendite per 18 miliardi di dollari.

Meno brillante la trimestrale di Yahoo, che al contrario di Apple
non ha soddisfatto le attese degli analisti perché ha perso
pubblicità a vantaggio delle rivali Google e Facebook. Le vendite
della Internet company sono rimaste piatte a 1,13 miliardi di
dollari nei tre mesi terminati a giugno, escludendo le revenue che
divide con i siti partner, contro gli 1,16 miliardi attesi dal
mercato.

Il Ceo Carol Bartz ha spiegato che nella seconda settimana di
giugno la domanda di advertising ha rallentato perché i grandi
clienti hanno ritirato i loro progetti. Ma ora stanno ricominciando
a spendere, assicura la Bartz: “Le prime tre settimane di luglio
indicano che stiamo tornando alla normalità”.

La pubblicità display, che rappresenta la gran parte delle entrate
per Yahoo, è cresciuta del 19%; tuttavia, la search advertising ha
perso l’8% anno su anno. “La ricerca è un settore in cui
stentiamo a rimetterci in marcia”, ha ammesso la Bartz, ma ha
anche aggiunto che nel display Yahoo è ben posizionata grazie
all’introduzione di nuovi format che rendono la pubblicità
personale, rilevante, locale.

“Yahoo non è riuscita a soddisfare le aspettative del mercato,
ma ha contenuto meglio i costi”, commenta Youssef Squali,
managing director di Jefferies & Company, sentito dal Financial
Times. “C’è ancora molto da fare per rimettere l’azienda sul
cammino di una crescita sostenuta”. Più ottimista David
Hallerman, analista di eMarketer: “Il futuro di gran parte
dell’advertising è focalizzato sui brand e sul display, settori
che rappresentano la forza di Yahoo”, afferma. “Sulla ricerca
forse finirà relegata a un ruolo secondario, ma, del resto, non è
Yahoo la prima destinazione a cui pensano le persone quando fanno
ricerche su Internet”.