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Asstel: “Le telco non conservano i contenuti di chiamate e sms”

L’associazione di Confindustria replica alle notizie circolate sui media: i gestori obbligati per legge a registrare gli elenchi di chiamate e messaggi per un massimo di 24 mesi per le sole finalità di accertamento e repressione dei reati 

26 Set 2011

"È assolutamente infondato che i contenuti di chiamate e di
sms inviati e ricevuti dai clienti siano conservati sui sistemi
aziendali degli operatori telefonici": è quanto afferma in
una nota Asstel, l'associazione di Confindustria delle imprese
della filiera delle Telecomunicazioni, smentendo l'informazione
riportata in un altricolo del Giornale di Vittorio Feltri.

"Per legge i gestori telefonici sono obbligati a conservare il
solo elenco dei numeri telefonici che hanno inviato e ricevuto
telefonate e sms – precisa l'Associazione – per un massimo di
24 mesi per le sole finalità di accertamento e repressione dei
reati, ai sensi della normativa Comunitaria e del Codice della
privacy".

"Solo ed esclusivamente su disposizione dell'autorità
giudiziaria e solo dal momento dell'ordine del magistrato,
l'operatore telefonico è tenuto a trasferire il testo degli
sms in modalità criptata, ai punti di ascolto preposti dalle
Procure della Repubblica, dove vengono successivamente decodificati
e memorizzati direttamente dagli ufficiali di Polizia
Giudiziaria", precisa ancora l'Asstel.

"Quindi, anche in questo caso limitato, i contenuti di
chiamate e sms inviati e ricevuti dai clienti non sono conservati
dal gestore", afferma l'Associazione. "Poiché tale
informazione è falsa e gravemente lesiva della reputazione degli
operatori di telecomunicazione, – conclude la nota – Asstel si
riserva di difendere in ogni luogo l'immagine delle proprie
aziende associate, qualora tale informazione venisse
reiterata".