Le telecomunicazioni contribuiscono al 6,2% del Pil italiano, ma la sostenibilità economica della filiera resta difficile nel lungo periodo. Da questo quadro parte il richiamo di Marzia Minozzi, responsabile Regolamentazione e Normativa di Asstel, a una politica industriale per il settore, in vista delle decisioni in maturazione a livello nazionale ed europeo. Spettro radio, approvvigionamento energetico e riequilibrio della catena del valore dei servizi digitali sono le priorità indicate nel suo intervento a Urban Tech 2026.
“Le telecomunicazioni sono l’infrastruttura invisibile su cui poggia la vita digitale del Paese, e la loro sicurezza è alla base del funzionamento dell’intero sistema economico e sociale”, sottolinea Minozzi. Il tema della tenuta del comparto si lega così alla continuità delle attività delle imprese e dei servizi ai cittadini.
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Un contributo all’economia da oltre 139 miliardi
Secondo i dati richiamati da Asstel, nel 2025 il contributo complessivo delle telecomunicazioni al Pil nazionale supera i 139 miliardi di euro. Il valore comprende l’effetto diretto degli operatori, gli effetti indiretti e indotti lungo la catena del valore e il contributo alla produttività e all’efficienza di imprese e lavoratori.
È quindi una misura dell’impatto sull’intero sistema economico, che include i benefici generati attraverso l’utilizzo della connettività. Le reti, evidenzia Minozzi, abilitano la trasformazione digitale della manifattura e della pubblica amministrazione, sostengono l’evoluzione del commercio e del sistema educativo e accompagnano le applicazioni nei settori dell’energia e dell’ambiente.
La filiera cambia dentro l’ecosistema digitale
Il peso economico delle telecomunicazioni si accompagna a una trasformazione dell’organizzazione del comparto. “Il settore delle telecomunicazioni è in una fase di forte evoluzione, che ha profondamente modificato l’assetto della filiera negli ultimi anni, tanto da dover parlare di ecosistema delle telecomunicazioni all’interno del più ampio ecosistema digitale”, argomenta Minozzi.
Questa lettura porta l’attenzione sui rapporti lungo la catena del valore dei servizi digitali. Per Asstel, le condizioni economiche della filiera hanno conseguenze sull’accessibilità dei servizi, sull’innovazione e sulla resilienza delle infrastrutture: aspetti che coinvolgono tutti i settori che utilizzano le reti per le proprie attività.
Spettro ed energia nelle scelte nazionali ed europee
L’intervento individua nell’utilizzo delle frequenze una delle leve della politica industriale, insieme all’approvvigionamento energetico e alla realizzazione degli interventi sul territorio. La richiesta è di affrontare queste decisioni considerando anche la distribuzione del valore generato dai servizi digitali.
“Questa evoluzione, in un contesto di fondamentali economici che mostrano una difficile sostenibilità economica di lungo periodo, pone sfide che ricadono sull’intera economia nazionale: accessibilità, innovazione, sicurezza e resilienza, e che richiedono un attento approccio di politica industriale per le importanti decisioni che sono in fase di maturazione, a livello nazionale ed europeo – conclude MInozzi – L’utilizzo dello spettro radio è uno degli elementi su cui si gioca la politica industriale settoriale, insieme alla definizione di misure sul tema dell’approvvigionamento energetico, alla creazione delle condizioni per il riequilibrio della catena del valore dei servizi digitali e alla realizzazione degli interventi sul territorio”.








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