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Asta Lte in Francia, Parigi punta a 2,5 miliardi

L’Eliseo fissa la soglia minima di proventi attesi dalla gara per l’assegnazione delle licenze 4G, che dovrebbe tenersi prima dell’estate

16 Mag 2011

Il governo francese ha fissato a 2,5 miliardi di euro la soglia
minima di proventi attesi dall’asta delle licenze per le
frequenze 4G. Lo riferisce Les Echos citando documenti
confidenziali e aggiungendo che l’asta, riservata ad operatori di
telefonia mobile dovrebbe tenersi entro l'estate. In
precedenza, sulla stampa francese era circolata voce secondo cui i
proventi attesi sarebbero stati 1,85 miliardi di euro.

Le frequenze da 30 megahertz, che permettono di una navigazione
più veloce su internet, sono state divise in quattro blocchi da
vendere a quattro candidati potenziali: la Orange di France
Telecom, Sfr del gruppo Vivendi, Bouygues Telecom e Free, nuovo
operatore che prevede di avviare il suo servizio di telefonia
mobile nel 2012. Nessuno degli operatori potrà detenere più del
50% delle frequenze messe all’asta.

Tra il 2003 e il 2010, la Francia ha incassato 2,7 miliardi di euro
dalla vendita delle licenze 3G, ricorda il quotidiano.

Il ministro dell’Industria Eric Besson ha reso noto che la gara
per le frequenze mobili di quarta generazione sarà lanciata alla
fine del mese e ha confermato che sarà imposto un tetto alla
quantità di spettro per la quale un singolo operatore potrà
presentare offerte. 
I 30 megahertz totali che verranno messi
all’asta saranno divisi infatti in quattro lotti e un operatore
non potrà comprare più di 15Mhz, ha spiegato il
ministro.



La Francia non è il primo Paese ad imporre un limite a quanto
spettro un singolo carrier può acquistare: altri, come la Spagna,
hanno fatto sapere che adotteranno misure simili per permettere
anche agli operatori più piccoli di comprare porzioni di spettro e
garantire la concorrenza sul mercato.



Il governo francese ha consegnato le sue raccomandazioni per
l’asta del 4G la scorsa settimana, il che dovrebbe permettere al
regolatore delle telecomunicazioni Arcep di avviare la gara entro
la fine di maggio. Proprio l’Arcep ha nel frattempo fatto sentire
la sua voce invitando le telco francesi a mantenere alto il livello
degli investimenti nelle reti fisse e mobili: occorreranno
ulteriori 20 miliardi di euro nei prossimi 15 anni, secondo quanto
ha affermato il direttore Jean-Ludovic Silicani in un’intervsta
con il quotidiano Les Echos.

Si tratta in pratica di 1,5 miliardi di euro l’anno che devono
aggiungersi agli investimenti che le aziende telefoniche francesi
hanno già messo in preventivo per la manutenzione delle loro reti,
ha spiegato Silicani.
 Gli operatori telecom francesi hanno
investito l’anno scorso complessivamente 6 miliardi di euro, un
record per la Francia, di cui Silicani si è detto soddisfatto e
che deve invitare a proseguire nei prossimi anni con lo stesso
impegno.