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Asta Lte, l’ok di Agcom. Ma le frequenze non sono disponibili

Approvato il provvedimento che definisce regole e procedure per la gara del dividendo digitale esterno. Base a 2,4 miliardi, tetto massimo di 25Mhz per concorrente. Ma resta il nodo delle tv locali che “occupano” lo spettro. Calabrò: auspico incentivi ulteriori per anticipare lo svuotamento

18 Mag 2011

Approvato da Agcom il provvedimento che definisce le procedure per
l’assegnazione delle frequenze del digital dividend televisivo e
delle altre frequenze disponibili per sistemi mobili a larga banda
sottoposto a consultazione pubblica con la delibera n. 127/11/CONS
del 23 marzo 2011.

Il provvedimento, dice in una nota l'authority, definisce le
regole della più grande asta delle frequenze mai effettuata in
Italia (poco meno di 300 MHz di banda) per i sistemi mobili.
L’Autorità ha stabilito un valore di partenza per la gara
coerente con l’obiettivo di un incasso di 2,4 miliardi indicato
dalla Legge di stabilità, elevabile all’esito dell’asta.

Resta tuttavia il nodo delle frequenze in banda 800Mhz, tuttora
occupate dalle emittenti locali che chiedono, per sgombrare il
campo, risorse ben superiori al 10% previsto dal governo. Il
provvedimento approvato oggi non prevede nessuno strumento mirato a
facilitare la liberazione dello spettro che verrà battuto
all'asta: passaggio contemplato dalle regole di gara messe a
punto in altri Paesi, come gli Usa, dove la Fcc (Federal
communication commission) ha previsto meccanismi in grado di
favorire lo svuotamento delle frequenze da destinare alle Tlc. La
palla passa al Consiglio dei ministri e in particolare al ministro
Tremonti.

Il testo approvato dal Consiglio, spiega in una nota Agcom,
conferma le norme di sistema a beneficio di tutto il settore delle
comunicazioni elettroniche mobili proposto in consultazione e
apporta alcuni miglioramenti anche sulla base delle osservazioni
fatte pervenire dai partecipanti alla consultazione.
Il provvedimento detta le linee guida per assegnare le frequenze
nelle bande a 800, 1800, 2000 e 2600 MHz e per procedere al
refarming della banda a 1800 MHz, oggi usata per il GSM, verso le
più moderne tecnologie a larga banda quali LTE e Wimax. Il
refarming della banda a 900 MHz è già stato disciplinato
dell’Autorità ed è gia iniziato. Vengono inoltre prorogate le
licenze esistenti a 900 e 2100 MHz ai fini di una razionalizzazione
del comparto radio mobile.

In particolare, i criteri per la definizione degli importi a base
d’asta per le varie bande tengono in conto degli obiettivi
previsti dalla Legge di stabilità e di quanto sta avvenendo in
Europa.

È stato inoltre alleggerito il complesso degli oneri per gli
aggiudicatari delle bande, pur mantenendo gli obiettivi prefissati
in materia di promozione della concorrenza e di benefici per
l’utenza. A tal fine, la proposta di copertura a carico degli
aggiudicatari delle bande più pregiate a 800 MHz delle aree a
digital divide, coincidenti con le zone meno densamente popolate
del Paese, è resa più proporzionata e maggiormente efficace. Le
aree da coprire sono infatti suddivise in elenchi associati a
ciascun blocco di frequenze in gara e l’aggiudicatario di un
blocco dovrà offrire, entro 5 anni, il servizio ad almeno il 75%
dei comuni di ciascun elenco.

L’asta multifrequenza pone inoltre le condizioni per l’ingresso
di eventuali nuovi competitori nel mercato mobile, prevedendo, tra
l’altro, un tetto di banda massima assegnabile a ciascun
concorrente pari a 25 MHz complessivi tra le bande a 800 e a 900
MHz.

Il Presidente Calabrò ha dichiarato: “Questa asta, senza
precedenti, consentirà all’Italia di consolidare la leadership
europea nella larga banda mobile mettendo a disposizione degli
operatori un’ampia dotazione di risorse e di rispondere così
alla necessità, già manifestatasi, di una maggiore capacità di
banda per le attuali reti mobili a causa dell’enorme successo dei
nuovi servizi derivanti dalla diffusione di palmari e tablet. Sarà
inoltre possibile, per gli utenti finali, avere accesso ad internet
in larga banda mobile con velocità fino a 100 Mbit. Le norme
adottate oggi danno un significativo contributo allo sviluppo degli
investimenti in uno dei più importanti settori della nostra
economia e al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda
Digitale. Il mio auspicio è che siano previsti ulteriori incentivi
per l’anticipazione della liberazione delle frequenze da parte
delle emittenti televisive private”.

Il provvedimento sarà trasmesso al Comitato dei Ministri, da poco
costituito, che avrà il compito di proseguire le attività con la
pubblicazione del bando di gara.