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Asta Lte, niente maxi-rimborso alle tv locali

Ritirati gli emendamenti per portare a 720 milioni l’indennizzo alle piccole emittenti che dovranno liberare le frequenze destinate alle Tlc. Tancredi (Pdl): “Testo blindato per volontà politica”. Il provvedimento al Senato lunedì prossimo

13 Apr 2011

Ritirati in Senato gli emendamenti al decreto legge omnibus pro-tv
locali. "Abbiamo deciso di ritirare gli emendamenti dei
relatori perche' c'è la volontà politica di non
modificare il testo" ha annunciato il relatore del
provvedimento per la commissione Bilancio, Paolo Tancredi (Pdl),
interpellato al termine della riunione delle commissioni Bilancio e
Istruzione del Senato.

Tancredi, dopo aver annunciato il ritiro dei suoi emendamenti e di
quelli del relatore della commissione Istruzione, Franco Asciutti
(Pdl), ha spiegato che, "inutile negarlo, c'è un accordo
con il presidente della Repubblica per non rendere il testo più
omnibus di quello che è già". In merito alle proposte di
modifica precedentemente presentate dai relatori, Tancredi ha
riferito che si trattava di "modifiche migliorative, in
particolare per l'articolo 4 sulle frequenze
radiotelevisive". Il provvedimento approderà lunedì prossimo
in Aula al Senato per giungere al voto finale entro mercoledì 20
aprile.

Pdl, Lega e Pd avevano presentato alcune proposte per portare fino
a 720 milioni di euro, rispetto ai 240 milioni previsti nel
decreto, i soldi da destinare alle emittenti locali per liberare le
frequenze destinate all’asta della telefonia mobile. Secondo
quanto scrive Andrea Bassi su Milano Finanza, “l’Agcom, invece,
nella sua consultazione sulla gara ha proposto di allungare la
durata delle licenze Gsm e Umts rispettivamente al 2027 e al 2029,
proponendo agli operatori di anticipare il pagamento del canone a
fronte di uno sconto”.

Ieri l’amministratore delegato di Vodafone Italia Paolo
Bertoluzzo, in audizione al Senato, ha avanzato due proposte per
l’asta: la prima, preferibile, sarebbe quella di pagare quanto
dovuto solo una volta che le frequenze saranno tutte libere e
disponibili. La seconda, invece, prevede il pagamento immediato ma
a fronte di un fortissimo sconto (cifre non se ne fanno, ma si
parla di una riduzione superiore al 50%).

Le frequenze derivanti dal passaggio al digitale terrestre, che lo
Stato si appresta a mettere all’asta tra gli operatori di tlc con
un introito previsto nella legge di stabilità in 2,4 miliardi di
euro, "hanno un prezzo inferiore se non sono libere", ha
detto ieri Bertoluzzo.

Le frequenze sulla banda degli 800 Mhz (dal canale 61 al 69) devono
essere ancora liberate dalle tv locali. Alla domanda su quanto
possa valere l’asta, Bertoluzzo ha risposto: “Non lo sappiamo
ancora, stiamo facendo le nostre valutazioni”. “Certamente – ha
proseguito – la situazione è radicalmente diversa rispetto a
quella che condusse all’asta Umts, quindi occorre stare attenti
alle valutazioni”.

Oltretutto, “se le frequenze sono disponibili posso prevedere la
partenza del servizio a una certa data, sennò metto un fattore di
rischio sulla frequenza e quindi il prezzo scende”. Insomma, ha
concluso, “siamo assolutamente interessati alle frequenze, ma se
ci saranno le condizioni per arrivare alla base d’asta lo
dobbiamo ancora capire, dipenderà dalla disponibilità delle
frequenze”.

Il numero uno di Vodafone ha precisato che la società parteciperà
all'asta anche se le frequenze saranno occupate, auspicando la
loro liberazione da parte delle tivù locali prima della gara.