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Asta Lte, Poste valuta discesa in campo

Secondo indiscrezioni la società capitanata da Sarmi sarebbe interessate ad aggiudicarsi parte delle frequenze per rafforzare il business della telefonia mobile

13 Giu 2011

Poste Italiane continua far parlare di sé. E non solo per il black
out informatico dei giorni scorsi che ha impedito, per giorni, a
milioni di cittadini di usufruire dei servizi postale. Come ha
scritto ieri il Corriere della Sera la società avrebbe intenzione
di partecipare all’asta Lte.

“A inizio maggio il gruppo guidato da Massimo Sarmi ha deciso di
varare una riorganizzazione delle attività telefoniche di Poste
– sottolinea il quotidiano – La società pubblica ha l'
autorizzazione per operare nel mobile come operatore virtuale e in
poco più di tre anni ha raggiunto i due milioni di clienti”.
“Pochi sanno che Poste – si legge – ha anche una licenza per la
telefonia fissa utilizzata finora all' interno della società
per le comunicazioni voce e dati tra i 14 mila uffici postali
sparsi per l' Italia. Finora le due attività sono rimaste
separate. Ma Sarmi ha deciso di razionalizzare le attività e poche
settimane fa la licenza per la telefonia fissa è stata conferita a
Poste Mobile”.

La mossa di Sarmi segue il solco tracciato in passato da Enel e
Ferrovie che valorizzarono la loro infrastruttura di trasmissione
“creando rispettivamente Wind e Infostrada”.
Sarmi, che è stato anche direttore generale di Telecom e quindi ha
un know professionale molto vicino alle Tlc, potrebbe insomma
creare in Poste una società infrastrutturale fisso-mobile da
lanciare sul mercato. “E in quest'ottica il numero uno
dell' azienda pubblica potrebbe anche fare leva sui business
complementari – conclude il Corsera – tipo l'Ict, in cui
nonostante i guasti di questi giorni Poste resta all'
avanguardia, per completare il progetto e trovare un buon
posizionamento sul mercato”.

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