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Australia, il governo stanzia 70 milioni per la digital economy

Il Paese mira a posizionarsi fra le prime cinque economie digitali entro il 2020. La nuova iniezione di risorse sarà funzionale al progetto ultrabroadband

31 Mag 2011

Il governo australiano spinge sull’economia digitale, disegnando
una vera Digital economy strategy, funzionale al piano nazionale
per la realizzazione della rete di ultra-banda larga. Il progetto
per la National broadband network (Nbn), come noto, richiederà una
spesa di ben 36 miliardi di dollari, ma intanto l'esecutivo
guidato da Julia Gillard mette a disposizione un utile pacchetto di
70 milioni per promuovere l’economia di Internet.

Come annunciato dal ministro delle Comunicazioni Stephen Conroy
all’apertura del CeBIT a Sydney, il pacchetto si compone di
alcuni elementi chiave, tra cui 23,8 milioni di dollari per lo
sviluppo delle comunità digitali, 12,4 milioni distribuiti
nell’arco di tre anni per promuovere l’uso di Internet fra le
imprese, 27,2 milioni in quattro anni per colmare la carenza di
personale It qualificato e 3,5 milioni per un progetto pilota
sull’e-health a Townsville.

Conroy ha spiegato che l'Australia è indietro a Stati Uniti e
Gran Bretagna per quanto riguarda l’utilizzo di Internet da parte
delle aziende. Scopo del governo è invece portare il Paese tra le
prime cinque economie digitali del mondo nella classfica Ocse entro
il 2020. Tra gli obiettivi c’è anche quello di diffondere il
telelavoro, una modo di lavorare flessibile che dovrà essere
adottato dal 12% degli australiani di qui a dieci anni.

Il ministro delle Comunicazioni e senatore australiano ha anche
rivelato che il 26% degli australiani ancora non usa Internet.
"Se vogliamo far sì che tutte le famiglie e le imprese
australiane godano dei benefici della digital economy resa
possibile dalla rete di ultra-banda larga della Nbn, se vogliamo
che questa rete migliori effettivamente il livello della nostra
assistenza sanitaria e della formazione scolatica, allora il
governo e l’industria dovranno rendere disponibili, familiari e
semplici da usare gli strumenti che consentono a tutta la
popolazione di partecipare alla digital economy”, ha concluso
Conroy.

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