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Australia, il Parlamento dà l’ok alla rete Ngn

Dopo un lungo dibattito, è stata definitivamente approvata la legge che regola la realizzazione del network Nbn. Definite anche le modalità di gestione: la società a partecipazione statale non potrà applicare sconti all’ex incumbent Telstra

29 Mar 2011

Disco verde per la rete australiana in fibra ottica che coprirà
l’intero Paese. Il Senato ha approvato venerdì la nuova legge
per la National broadband network (Nbn) dopo un lungo dibattito
parlamentare che si è risolto grazie all’accordo che
l’esecutivo ha raggiunto con un gruppo di influenti senatori per
ottenere il via libera alla normativa. Ieri, infine, la Camera
australiana ha dato il sì definitivo al National broadband network
measures-Access arrangements Bill 2011.

Il sì è stato ottenuto grazie ad alcune precise concessioni fatte
ai parlamentari che hanno espresso obiezioni al progetto: per
esempio, la nuova Nbn Co., la società a partecipazione statale che
gestirà la rete per la banda larga, non potrà offrire sconti ai
clienti dei grandi carrier australiani come l’incumbent Telstra,
a garanzia di un mercato equo per tutti i concorrenti.

Il governo australiano passerà inoltre al vaglio l’aderenza
della Nbn Co. alle leggi nazionali sulla libertà di informazione,
come chiesto dai Verdi; il pacchetto di leggi concede ancora alla
Australian competition and consumer commission's (ACCC's),
l’antitrust australiano, il diritto di mettere in discussione, se
lo riterrà necessario, la progettazione della rete in banda larga
e gli elementi del suo servizio.

Per il ministro delle Comunicazioni Stephen Conroy,
l’approvazione della legge è “un passo storico”: “Questa
normativa crea un quadro regolatorio certo che garantisce che la
Nbn Co operi solo all’ingrosso, sia aperta a tutti e tratti tutti
i carrier in modo equivalente”, ha aggiunto Conroy. “Solo così
potremo garantire benefici a lungo termine per la concorrenza e i
consumatori”.