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Banda larga, sulle “minitrincee” intesa Telecom Italia-Upi

L’accordo con le Province punta alla diffusione delle nuove tecniche di scavo in grado di ridurre l’impatto ambientale e abbattere i costi per la realizzazione delle reti

14 Mag 2010

Il presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri, e il presidente
dell’Unione delle Province d’Italia (Upi),
Giuseppe Castiglione, hanno siglato un protocollo d’intesa che,
riconoscendo la centralità delle Province
nelle politiche di sviluppo del Paese, e in particolare nella
promozione delle infrastrutture tecnologiche di
comunicazione, contribuisce a dare concreta attuazione alla
semplificazione delle procedure per la
realizzazione delle reti a banda larga introdotta dalla Legge 133
del 2008.

Il protocollo di intesa, che segue quello recentemente sottoscritto
(febbraio 2010) tra l’Upi ed il ministero
dello Sviluppo Economico – Dipartimento Comunicazioni, si propone
di diffondere tra le Province l’utilizzo
delle nuove tecniche di scavo non invasive, che riducono
l’impatto ambientale e il costo dei lavori per
realizzare le reti di telecomunicazioni per potenziare i servizi a
larga banda.

Si tratta delle cosiddette “minitrincee” che consentono,
attraverso l’impiego di tecniche e strumentazioni
altamente innovative, di ridurre fino all’80% i costi socio
ambientali in termini di disagi per i cittadini e per
le amministrazioni, del 67% gli incidenti sul lavoro, e dell’80%
i tempi necessari per la realizzazione di
infrastrutture di Tlc. Questo grazie a scavi di pochi centimetri di
larghezza e di soli 30 centimetri di
profondità.

Grazie agli impegni assunti da Upi e Telecom Italia ed al
“modello di convenzione” individuato nel
protocollo, le Province potranno stipulare con Telecom Italia,
così come con gli altri operatori di
telecomunicazione interessati, specifici accordi per giungere ad
una applicazione uniforme sul territorio
nazionale della normativa, delle terminologie e dei parametri
essenziali (ad esempio profondità e larghezza
degli scavi), nonché la riduzione dei tempi di approvazione e di
realizzazione dei lavori che utilizzano tali
nuove modalità.

Upi e Telecom Italia, inoltre, costituiranno un tavolo di
monitoraggio allo scopo di verificare i processi
semplificativi legati al protocollo e fornire supporto e
chiarimenti alle province. Il tavolo consentirà all’Upi,
anche grazie allo scambio di informazioni con Telecom Italia
relative alla copertura dei servizi a banda
larga nel territorio, di coordinare gli interventi delle Province
finalizzati al superamento del digital divide.

Telecom Italia, che ha già sperimentato con successo queste
tecniche di scavo – a Roma, Torino, in parte
della Sardegna e del Sud d’Italia – è il primo operatore di Tlc
a sottoscrivere il protocollo con Upi, nella
convinzione che l’adozione diffusa ed omogenea delle nuove
tecnologie di scavo consentirà di migliorare
e potenziare l’infrastruttura di rete riducendo tempi, disagi e
costi per la sua realizzazione.