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Banda larga universale: in Finlandia telco “a rischio”

L’obbligo di fornire connessioni a 1 Mb a tutti i cittadini sta impattando sul business degli operatori che hanno investito e stanno investendo nelle infrastrutture. Nessun “indennizzo” e tetto ai prezzi retail per l’accesso alle reti. L’Etno lancia l’sos alla Kroes.

28 Set 2010

Banda larga universale: la Finlandia, pubblicizzata come il primo
esempio Paese in cui il broadband è diventato un diritto per tutti
i cittadini, presenta anomalie secondo l’Etno che si è rivolta
al commissario Ue alla Digital Agenda, Neelie Kroes, perché presti
attenzione a quanto succede nel Paese nordico.

Lo scorso luglio le autorità finlandesi hanno introdotto
l’obbligo di servizio universale per dare accesso alla banda
larga a 1 Mb a ogni casa (purché sede di residenza permanente) e
azienda, anche nelle aree remote e meno densamente popolate del
Paese. Poiché tale obbligo va oltre i requisiti minimi per il
servizio universale previsti dalla Direttiva Ue, è stata
necessaria una riforma legislativa. Tuttavia, non è stata
introdotta alcuna forma di indennizzo da parte dello Stato per le
spese necessarie a ottemperare all’obbligo, come prevede invece
la Direttiva, sottolinea l’associazione che riunisce i grandi
player dell’Ict in Europa.

L’Etno si dice inoltre preoccupata perché il ministro dei
Trasporti e delle comunicazioni finlandese ha recentemente avanzato
l’ipotesi di imporre un tetto al prezzo retail per la fornitura
della connessione a banda larga obbligatoria come servizio
universale. Secondo l’Etno una mossa del genere sarebbe lesiva
della libera concorrenza e impedirebbe agli operatori di ottenere
equi ritorni sugli investimenti effettuati.

“Come sottolineato dal commissario Kroes nel recente discorso
tenuto al Nordic Broadband Forum, gli obblighi di servizio
universale non dovrebbero tradursi in un peso che grava solo
sull’industria”, afferma l’Etno. Per questo l’associazione
chiede alla Commissione europea di assicurarsi che la Universal
Service Directive non venga recepita in modo tale da danneggiare il
mercato e ostacolare la capacità degli operatori di investire.

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