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Banda larga via satellite, Starlink vola in Europa: Italia sesto maggior mercato



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Un’analisi di Ookla rivela l’avanzata dell’operatore di SpaceX laddove è necessario colmare il digital divide. Ma nelle zone raggiunte da reti terrestri ad alte prestazioni il satellite non è la prima opzione. Vincente il modello ibrido e “complementare”

Pubblicato il 28 mag 2026



Starlink Europa
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Il satellite è un efficace complemento alle tecnologie per la banda larga in ottica di superamento del digital divide in Europa. In questo scenario il ruolo di Starlink appare sempre più evidente: nelle aree in digital divide, scarsamente servite dalle reti terrestri, il fornitore americano che fa capo a SpaceX di Elon Musk è l’alternativa più scelta grazie a un servizio che poggia una una nutrita schiera di satelliti in orbita terrestre bassa (Leo).

Come rivela uno studio europeo di Ookla, il servizio di banda larga via satellite di Starlink è tanto più presente quanto più le infrastrutture fisse sono incomplete, offrono scarse prestazioni o sono difficili da portare a causa delle sfide fisiche, come nelle isole, nelle comunità montane, nelle abitazioni rurali e, in generale nelle case e nelle imprese situate in zone remote. Laddove la fibra è presente, al contrario, il satellite non è la prima scelta, ma solo un eventuale complemento alla banda larga su rete terrestre, le cui prestazioni restano superiori.

L’Italia risulta il sesto maggior mercato di Starlink in Europa dopo Bulgaria, Grecia, Croazia, Irlanda e Lettonia.

Banda larga via satellite, Starlink cresce in Europa

Nel corso degli ultimi 12 mesi, Starlink ha registrato un netto miglioramento delle prestazioni nella maggior parte dei mercati europei. La velocità media di download nei 27 Paesi monitorati da Ookla è passata da 114,05 Mbps nel primo trimestre del 2025 a 165,71 Mbps nel primo trimestre del 2026, con una crescita del 45%. Le prestazioni sono migliorate in 26 mercati su 27.

Nel primo trimestre del 2026, la rete Starlink ha registrato in media 165,71 Mbps in download, 24,10 Mbps in upload e 49 ms di latenza multi-server.

La Lettonia ha ottenuto la velocità media di download più elevata con 232,51 Mbps, seguita da Grecia (196,31 Mbps) e Croazia (188,02 Mbps). Gli aumenti più significativi rispetto all’anno precedente sono stati registrati a Cipro, in Polonia e in Lettonia.

Questi risultati riflettono anche la crescita dell’infrastruttura satellitare di SpaceX. Secondo il rapporto sui progressi del 2025, l’azienda ha aggiunto oltre 4,6 milioni di nuovi clienti attivi durante l’anno e, alla fine del 2025, gestiva più di 9.000 satelliti attivi. L’espansione della costellazione e delle stazioni terrestri ha quindi prodotto miglioramenti concreti nelle prestazioni per gli utenti europei.

Rete fissa debole occasione per Starlink (ma con criticità)

L’adozione di Starlink è particolarmente elevata nei Paesi in cui la banda larga terrestre presenta ancora lacune infrastrutturali.

La Bulgaria ha registrato la quota più alta di utenti Starlink nel campione Speedtest, pari all’8%, seguita da Grecia e Croazia con il 6%, e da Irlanda e Lettonia con il 4%.

La Bulgaria rappresenta però anche il principale caso critico: pur avendo la più alta diffusione del servizio, ha registrato la velocità media di download più bassa, pari a 61,06 Mbps. È stato inoltre l’unico mercato in cui le prestazioni di Starlink sono peggiorate rispetto all’anno precedente, con un calo del 5%. Questo suggerisce che una domanda elevata e concentrata può ancora mettere sotto pressione la capacità disponibile della rete satellitare.

Grecia, il satellite colma i ritardi infrastrutturali

La Grecia rappresenta uno degli esempi più evidenti di utilizzo complementare tra reti terrestri e banda larga satellitare. Nel primo trimestre del 2026, Starlink ha raggiunto una velocità media di download di 196,31 Mbps, contro una media nazionale delle reti fisse pari a 94,29 Mbps.

La conformazione geografica del Paese — caratterizzata da isole, aree montuose e insediamenti dispersi — rende più complessa e costosa la realizzazione di una copertura terrestre uniforme. Nonostante il Piano nazionale per la banda larga preveda connessioni da almeno 100 Mbps aggiornabili a gigabit, il satellite con Starlink continua a svolgere un ruolo importante nel colmare i ritardi infrastrutturali.

La Lettonia mostra una dinamica simile. Starlink ha raggiunto una velocità media di download di 232,51 Mbps, superiore di 85,64 Mbps rispetto alla media nazionale. Il governo lettone punta a garantire una connettività uniforme su tutto il territorio, concentrando gli investimenti pubblici nelle aree dove gli operatori privati non trovano sostenibile espandere le reti.

Italia, buona copertura fissa ma forti differenze territoriali

L’Italia rientra perfettamente nella dinamica descritta da Ookla: Starlink cresce soprattutto dove la fibra ottica o le reti terrestri sono difficili da implementare. Gli utenti riportano prestazioni molto superiori rispetto alle vecchie connessioni Fttc o Fwa rurali, che mostrano velocità di download oltre 200 Mbps e latenze comprese tra 20 e 40 ms.

Uk: il satellite come integrazione alla banda larga su fibra

Irlanda e Regno Unito mostrano come Starlink possa convivere con strategie fortemente orientate alla fibra ottica.

L’Irlanda ha avviato uno dei più grandi programmi pubblici di espansione della banda larga rurale nel mondo sviluppato. Il Piano nazionale per la banda larga coinvolge oltre 560.000 utenze, 1,1 milioni di persone, più di 65.000 aziende agricole, 44.000 imprese e 679 scuole. Nonostante questo, il Paese si è classificato quarto in Europa per adozione di Starlink nel primo trimestre del 2026. Il servizio viene utilizzato soprattutto nelle aree ancora in attesa della fibra e come soluzione di backup durante le frequenti interruzioni causate dalle tempeste invernali.

Nel Regno Unito, invece, il governo ha adottato un approccio più esplicitamente ibrido attraverso il Project Gigabit, le sperimentazioni sulle reti basate su satellite Leo e un accordo con BT Group per portare Starlink nelle zone più difficili da raggiungere. Il Paese ha registrato una delle latenze migliori in Europa, con una media di 37 ms, probabilmente grazie alla fitta rete di stazioni terrestri e nodi di interconnessione.

Banda larga, la rete fissa mantiene vantaggi importanti

Ookla evidenzia che, nonostante i progressi, Starlink non rappresenta ancora un sostituto completo delle reti fisse tradizionali.

Nel primo trimestre del 2026, Starlink è risultata più veloce della rete fissa media in download in 11 dei 27 mercati analizzati. Tuttavia, le reti fisse hanno mantenuto una latenza inferiore in tutti i mercati e le prestazioni in upload sono risultate superiori in 26 Paesi su 27.

Nei mercati con infrastrutture mature in fibra ottica o cavo, il ruolo di Starlink resta limitato. In sette Paesi — Danimarca, Malta, Finlandia, Romania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Slovenia — la quota di mercato del servizio via satellite era inferiore all’1%.

In questi mercati, la velocità media di Starlink risultava inferiore di oltre 81 Mbps rispetto alla media nazionale delle reti fisse.

Romania e Spagna: quando la fibra limita il satellite

La Romania rappresenta un caso particolarmente significativo. Nonostante un’ampia popolazione rurale, la quota di mercato di Starlink rimane inferiore all’1%. Questo risultato è legato all’elevata diffusione della fibra ottica, favorita dagli investimenti dell’operatore Digi, che ha portato connessioni gigabit a prezzi molto competitivi in gran parte del Paese. La velocità media nazionale della banda larga fissa ha raggiunto 283,06 Mbps.

Anche la Spagna mostra come reti terrestri efficienti e programmi pubblici mirati possano ridurre il ruolo del satellite nel mercato di massa. Nel primo trimestre del 2026, la velocità media nazionale delle reti fisse spagnole era di 277,98 Mbps, superiore di oltre 110 Mbps rispetto a Starlink.

Parallelamente, il programma pubblico Connectate35 utilizza il satellite per garantire copertura nelle aree rurali non raggiunte dalla rete terrestre, trattandolo quindi come uno strumento complementare e non come alternativa principale alla banda larga su fibra.

Oltre Starlink: il mercato europeo della banda larga Leo

Il mercato europeo della banda larga satellitare sta diventando sempre più ampio e competitivo. Sebbene Starlink sia il marchio più conosciuto nel segmento residenziale Leo, stanno emergendo anche altri operatori, tra cui l’europeo Eutelsat OneWeb che, con oltre 600 satelliti, è orientata soprattutto a imprese, governi, mobilità e backhaul.

In gara c’è anche Amazon Leo, che ha avviato il dispiegamento su larga scala nel 2025 e contava oltre 300 satelliti operativi ad aprile 2026.

C’è un altro attore europeo per la banda larga via satellite, Iris2, il progetto Ue per una costellazione satellitare sovrana destinata a connettività governativa e strategica.

Questi sviluppi indicano che la banda larga via satellite sta uscendo dalla sua dimensione di nicchia per diventare una componente strutturale dell’ecosistema europeo della connettività.

Il satellite, strumento complementare e strategico

Il quadro che emerge indica, dunque, che Starlink sta diventando una soluzione credibile per la banda larga domestica nelle aree europee dove le reti terrestri sono ancora insufficienti, costose da espandere o vulnerabili ai guasti. Il servizio via satellite è particolarmente efficace nelle aree più difficili da raggiungere, dove si concentra l’ultimo segmento di popolazione ancora escluso dalle connessioni ad alta velocità.

Allo stesso tempo, il satellite continua a svolgere un ruolo complementare rispetto alle politiche incentrate sulla fibra ottica. Nei mercati dove fibra, cavo e wireless fisso offrono connessioni veloci e convenienti, Starlink mantiene una quota limitata. Dove invece queste reti risultano incomplete o inefficienti, il satellite evidenzia ancora i principali punti deboli della connettività europea.

Ookla sottolinea che nei prossimi anni il ruolo delle reti Leo sarà sempre più legato ai temi della resilienza infrastrutturale, della copertura rurale, dei sistemi di backup e della sovranità digitale europea.

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