La banda ultralarga è una variabile cruciale nel determinare la quantità delle attività upstream degli utenti: tra abbonati Ftth e abbonati Docsis c’è una differenza del 66% nel consumo in upstream, anche con lo stesso operatore e nella stessa area geografica, come emerso dall’utimo OpenVault Broadband Insights (quarto trimestre 2025).
L’implicazione è duplice, commenta Jeff Heynen, analista di Dell’Oro Group: “La prima è che, data la larghezza di banda upstream aggiuntiva, gli abbonati la utilizzeranno sicuramente e probabilmente la apprezzeranno; la seconda è che gli sforzi di espansione dello spettro per le reti Docsis, sia mid-split che high-split, non sono mai abbastanza rapidi”.
“Ogni volta che OpenVault pubblica il suo OVBI (OpenVault Broadband Insights) trimestrale, offre sempre molti dati interessanti sull’utilizzo della banda larga. Il report del quarto trimestre non fa eccezione”, scrive Heynen, specializzato in Broadband Access and Home Networking, Fixed Wireless Access & CPE, Cable Outside Plant, Fiber in the Premise, Fiber Outside Plant, and vBNG. “Infatti, l’edizione più recente è la prima a fornire un confronto comparativo del consumo di dati in upstream su reti Docsis e Ftth, quantificando uno dei maggiori divari del settore” (compreso ma non ancora circoscritto in numeri).
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Banda larga, l’Ftth fa la differenza sul consumo upstream
Il report di OpenVault sulla banda larga raccoglie un campione di parametri di utilizzo provenienti da un numero selezionato di Isp. Lo studio rivela che gli abbonati Ftth con velocità simmetriche medie di 677 Mbps hanno consumato 93,0 GB di larghezza di banda in upstream nel quarto trimestre del 2025. Le loro controparti Docsis dello stesso operatore, con una velocità in upstream media molto inferiore – 17,3 Mbps -, hanno consumato solo 56,0 GB, pari a una differenza del 66%.
Questo divario non è dovuto a diversi abbonati con abitudini diverse. Si tratta dello stesso operatore, che serve più o meno gli stessi mercati. L‘unica variabile significativa è la capacità upstream assegnata a ciascun abbonato.
Gli aggiornamenti sullo spettro sono un vantaggio
La stragrande maggioranza degli operatori via cavo è già a buon punto con gli aggiornamenti mid-split e high-split, portando lo spettro upstream disponibile da 5-42 MHz a 85-204 MHz, il che si traduce in un passaggio dei livelli di velocità upstream da una media di 20 Mbps a 100 Mbps-200 Mbps. Per Heynen questo è un miglioramento che li pone in una posizione di vantaggio rispetto ai livelli di velocità Ftth comparabili.
“Un fattore da tenere presente nell’analisi di questi dati è che l’OVBI rileva che la maggior parte degli abbonati Ftth è fornita ai livelli medi di 200-400 Mbps o 500-900 Mbps, anziché al livello da 1 Gbps. Nel frattempo, circa il 34% degli abbonati Docsis è fornito al livello da 1 Gbps. La differenza è dovuta al fatto che, poiché vengono offerti servizi simmetrici, gli abbonati Ftth non devono passare a pacchetti downstream più veloci per accedere a velocità upstream più elevate”, nota l’analista di Dell’Oro. “D’altra parte, affinché i clienti Docsis possano accedere a velocità upstream migliorate, devono passare ai livelli downstream da 1 Gbps, che in genere offrono velocità upstream di 100-200 Mbps”.
I trend di mercato e il decollo dell’upstream
Ciò che rende il confronto tra Ftth e Docsis così significativo è il più ampio trend di crescita upstream su cui si basa, osserva ancora Heynen. Secondo il rapporto di OpenVault, l’utilizzo upstream per l’intero anno 2025 è stato in media di 55,86 GB su piattaforme in fibra e Docsis, con un aumento del 21,7% su base annua e un balzo del 16,4% solo tra il terzo e il quarto trimestre. Per mettere i dati in prospettiva, l’aumento trimestrale dell’utilizzo upstream è quasi pari ai guadagni annuali di appena un paio di anni fa.
“Non si tratta di una tendenza nuova, in alcun modo. Si tratta piuttosto della continuazione di un trend osservato per la prima volta durante la pandemia, quando il consumo di banda larga residenziale, sia upstream che downstream, è salito alle stelle”, commenta Heynen. “Con il ritorno degli studenti a scuola e dei dipendenti in ufficio, la crescita media del consumo downstream si è attenuata, rimanendo relativamente modesta. Il consumo upstream, tuttavia, ha continuato a crescere, con tassi di crescita medi annui compresi tra il 17 e il 22% dal 2022″.
Le implicazioni per gli operatori via cavo
Per gli operatori via cavo, sostiene l’analista di Dell’Oro, la crescita sostenuta del traffico upstream accelera i tempi per gli upgrade del band-split a breve termine, seguiti dall’espansione complessiva dello spettro nel medio termine.
“La maggior parte degli operatori via cavo ha gestito i tassi di utilizzo upstream partendo dal presupposto che la crescita della domanda si sarebbe attenuata, proprio come è accaduto per il downstream. A complicare le cose c’è il fatto che, riguardo all’Ftth, il report suggerisce che l’apertura di una maggiore quantità di spettro upstream non si tradurrà in un aumento graduale dell’utilizzo upstream, ma in un’accelerazione piuttosto rapida, come dimostra la domanda latente degli abbonati”.
Ciò è già dimostrato dal fatto che l’utilizzo upstream sulle reti Docsis 3.1 è almeno il doppio rispetto alle reti Docsis 3.0, a dimostrazione che, se la larghezza di banda è disponibile, gli abbonati troveranno il modo di massimizzarla.
Strategie per le telco: progettazione delle reti e velocità simmetriche
“Per gli operatori via cavo, molti dei quali stanno registrando perdite trimestrali costanti di abbonati alla banda larga, una delle tante domande che si pongono è se la progettazione asimmetrica delle loro reti Docsis sia davvero diventata un punto debole“, conclude Heynen.
“Naturalmente, con un’elevata percentuale di abbonati che abbandonano il servizio per servizi Fwa a basso costo, l’asimmetria passa in secondo piano rispetto a preoccupazioni più immediate relative al bundle dei servizi e ai prezzi”, scrive l’esperto. “Ma quando la loro base di abbonati Docsis genera il 66% di traffico upstream in meno rispetto agli abbonati Ftth, c’è da temere che i vincoli upstream stiano spingendo gli abbonati verso i costruttori di fibra che offrono velocità simmetriche”.












