I DATI

Banda ultralarga, in Italia sorpasso storico. Ftth a oltre 1 milione di accessi

L’Agcom nell’Osservatorio trimestrale evidenzia “profondi mutamenti nell’uso delle tecnologie”: il rame scende al 52% dal 92% di quattro anni fa e il peso delle linee broadband in tecnologia xDsl risulta inferiore al 45%. Le connessioni dai 30 Mb/s in su a quota 50,3%

Pubblicato il 17 Ott 2019

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Cresce l’adozione della fibra in Italia. E per la prima volta la banda ultralarga supera, in termini di connessioni, la banda larga: le linee dai 30 Mb/s in su ammontano infatti al 50,3% del totale broadband. È quanto emerge dall’Osservatorio trimestrale sulle Comunicazioni dell’Agcom (qui la presentazione completa). I dati – si legge in una nota dell’Authority – “evidenziano profondi mutamenti nella composizione delle tecnologie utilizzate per la fornitura del servizio”.

L’Fttc la tecnologia più performante

Se nel giugno del 2015 oltre il 92% degli accessi alla rete fissa era in rame, dopo quattro anni questi sono scesi a meno del 52%, pari ad una flessione di oltre 8,4 milioni di linee. Nello stesso periodo (giugno 2015 – giugno 2019) sono cresciuti gli accessi tramite altre tecnologie qualitativamente migliori, in particolare quelle in tecnologia Fttc (+6,52 milioni di unità), Ftth (+720 mila, di cui +340mila in un solo anno che hanno consentito di superare la soglia del milione) e FWA (+ 690 mila). Il peso delle linee broadband in tecnologia xDsl risulta inferiore al 45%. “Tale dinamica – puntualizza Agcom -si riflette in un aumento delle prestazioni della rete in termini di velocità di connessione”: le linee con velocità inferiore ai 10 Mbit/s, infatti, rappresentano a giugno 2019 circa il 22% delle linee broadband e ultrabroadband, rispetto ad oltre il 70% del giugno 2015. Nello stesso periodo, viceversa, il peso delle linee con velocità pari o maggiore di 30 Mbit/s è passato dal 5,6 al 50,3% delle linee broadband e ultrabroadband. Il quadro competitivo degli accessi broadband e ultrabroadband vede Tim quale maggiore operatore con il 43,6%, seguito da Vodafone (16,8%), e da Wind Tre e Fastweb (rispettivamente 14,8% e 13,5%). L’authority puntualizza inoltre che sul fronte Ftth, gli accessi in fibra hanno superato 1 milione di unità (+340mila in un solo anno) “grazie in particolare alla crescita dei servizi offerti da Open Fiber e dai processi di migrazione verso soluzioni di accesso Ftth proposte da Tim“.

Mobile, 3 milioni di sim in più in un solo anno

Nella rete mobile, si registra su base annua un aumento complessivo di 3 milioni di sim: tale incremento è dovuto alle sim M2m (+4,3 milioni di unità), mentre quelle “solo voce” e “voce+dati” si sono ridotte di 1,3 milioni di unità. Tim si conferma market leader (30,4%), seguita da Vodafone e Wind Tre con quote intorno al 29%. Il nuovo entrante Iliad, nel primo anno di attività, rappresenta il 3,7% del mercato. “Tuttavia, se si considerano unicamente le sim “human”, escludendo quindi le M2m, il nuovo operatore raggiunge il 4,7%, mentre Wind Tre, nonostante una quota in calo di 3,1 punti percentuali su base annua, rimane il principale operatore con il 31,5%”, puntualizza l’Authority. Prosegue a ritmi sostenuti la crescita della larga banda mobile: nel primo trimestre dell’anno poco meno del 70% delle linee “human” ha effettuato traffico dati, con un consumo medio unitario di dati stimabile in 5,8 GB/mese in crescita del 59% rispetto a giugno 2018.

Internet, aumenta il tempo in Rete

Per quanto riguarda l’utilizzo di Internet, con riferimento ai principali cinque Paesi europei (Italia, Germania, Regno Unito, Francia e Spagna), il tempo di navigazione giornaliera per persona nel mese di giugno supera le due ore e mezzo, con una crescita di circa il 3% rispetto a marzo 2018. Ai primi posti per utenti unici si collocano, in tutti i Paesi considerati, Google e Facebook con quote, sul totale dei navigatori, rispettivamente pari al 98% ed 85% circa. Instagram ottiene buone performance in Italia e Spagna. Crescono i minuti di navigazione su Amazon (+34% su base annua).

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