ITALIA DIGITALE 2026

Banda ultralarga per scuole e sanità: scatta la seconda proroga delle gare

La nuova scadenza fissata all’11 aprile dopo la prima posticipazione annunciata per fine marzo. Il 31 marzo la deadline per il piano Italia a 1 Giga, anch’esso fatto slittare in avanti

28 Mar 2022

F. Me

banda larga, fibra, internet1

Banda ultralarga per scuole e sanità, scatta la seconda proroga dei bandi. Lo annuncia Infratel, indicando che il nuovo termine per la “presentazione  delle offerte relative al bando per la fornitura di servizi di connettività a banda ultralarga presso scuole sul territorio italiano” è posticipata all’11 aprile 2022 alle ore 13, anziché il 30 marzo.

Il Piano “Scuole connesse” comprende interventi per fornire accesso a internet a tutte le sedi scolastiche presenti sul territorio nazionale con velocità simmetriche di almeno 1 Gbps. Il costo complessivo del Piano è stimato in 261 milioni di euro e prevede la copertura con connettività ad 1 Gbit/s oltre alla fornitura di servizi di gestione e manutenzione per le strutture scolastiche.

Durante la prima fase, l’intervento pubblico ha previsto la fornitura della connessione a 35.000 strutture scolastiche (circa il 78% del totale), ossia di tutti gli edifici delle scuole secondarie di primo e secondo grado e, nelle “aree bianche”, anche il collegamento di tutti i plessi delle scuole primarie e dell’infanzia. Questo intervento sarà completato entro il 2023.

Più tempo anche per la presentazione delle offerte relative al bando per la fornitura di servizi di connettività a banda ultralarga presso le strutture del servizio sanitario pubblico: anche qui la nuova deadline è l’11 aprile ore 13 anziché il 30 marzo.

Il Piano “Sanità connessa” intende garantire la connettività per le strutture sanitarie, dagli ambulatori agli ospedali, con velocità simmetriche di almeno 1 Gbps e fino a 10 Gbps. Il costo complessivo del Piano è di circa 501 milioni di euro e prevede, oltre a fornire connettività e accesso ad internet veloce, anche assistenza tecnica e servizi di manutenzione a circa 12.280 strutture sanitarie in tutto il Paese. È previsto inoltre, per circa 4.700 edifici, il passaggio a reti in grado di fornire il suddetto livello di connettività. Le strutture sanitarie interessate riceveranno inoltre apparecchiature terminali (modem/router) necessarie per connettersi alla rete. La nuova rete sarà interamente finanziata e di proprietà dello Stato e sarà gestita da uno o più operatori che verranno scelti sulla base di un processo di selezione competitivo, aperto, trasparente e non discriminatorio, rispettando il principio di neutralità tecnologica.

Il Piano Italia a 1 Giga

Estesi, nei giorni scorsi, anche i termini del Piano Italia a 1 Giga dal 16 al 31 marzo.

A disposizione ci sono quasi 3,7 miliardi di euro di fondi Pnrr per portare l’Internet veloce a 7 milioni di indirizzi (numeri civici) in tutta Italia: i civici coinvolti nella misura sono suddivisi in 15 aree geografiche, i cosiddetti lotti, che saranno oggetto di intervento da parte degli operatori vincitori dei finanziamenti. I lavori dovranno essere completati entro il 30 giugno 2026 ma sono stati individuati obiettivi semestrali di copertura e un sistema di penali in caso di mancata copertura dei civici e ritardo dei tempi di realizzazione dei lavori. Il contributo pubblico coprirà fino al 70% delle spese sostenute, a carico del beneficiario una quota non inferiore al 30%.

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Inoltre nell’ambito della Strategia Italia digitale 2026 era andato deserto il primo bando per le isole minori poi ripresentato Riguardo al nuovo bando da 45 milioni per portare l’alta connettività alle isole minori la deadline è stata fissata al 18 marzo. Coinvolte le isole di Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana e Sardegna. La gara riguarda la progettazione, la fornitura e posa in opera dei cavi sottomarini in fibra ottica e relativa manutenzione.

5G, due gare per 2 miliardi

Due gare per due miliardi di fondi pubblici complessivi. Presentati, lo scorso 22 marzo, due bandi nell’ambito del Piano Italia 5G che va a completare il “pacchetto” Italia digitale 2026, la strategia nazionale che punta alla massima infrastrutturazione fissa e mobile.

I due interventi sono finalizzati rispettivamente a rilegare in fibra ottica più di 10.000 siti radiomobili esistenti e a realizzare nuovi siti radiomobili 5G in più di 2000 aree prive di investimenti da parte degli operatori di mercato. Il finanziamento pubblico previsto dai bandi arriverà a coprire fino al 90% del costo complessivo delle opere. Le reti finanziate saranno soggette agli obblighi previsti dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). E la deadline per la presentazione delle offerte è stata fissata al 27 aprile: i bandi sono gestiti da Infratel Italia sulla base della convenzione stipulata con il Dipartimento per la trasformazione digitale e Invitalia. Gli operatori potranno presentarsi in forma individuale o associata. Le offerte possono essere destinate a un solo lotto, alcuni lotti o tutti i lotti posti a gara, senza vincoli di aggiudicazione.

“Grazie all’investimento a favore della realizzazione di reti 5G sarà possibile soddisfare il fabbisogno di connettività mobile e di servizi mobili innovativi e ad elevate prestazioni anche in zone non previste dai piani esistenti”, si legge in una nota del ministro della Trasformazione digitale Vittorio Colao.

I due miliardi previsti dai bandi si aggiungono ai 3,7 miliardi stanziati per il bando Italia a 1 Giga, ai circa 600 milioni per connettere scuole, ospedali e strutture sanitarie e agli oltre 45 milioni per raggiungere le isole minori, previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il 2022.

Il primo bando prevede incentivi sugli investimenti per la realizzazione di rilegamenti in fibra ottica di siti radiomobili esistenti fino al 90% del costo degli stessi. Il secondo incentiva la realizzazione di nuove infrastrutture di rete mobili (fibra, infrastrutture e componenti elettroniche) con velocità di trasmissione di almeno 150 Mbit/s in downlink e 30 Mbit/s in uplink, anch’esse finanziate fino al 90% del costo complessivo.

A TELCO PER L’ITALIA LA STRATEGIA PER LA BANDA ULTRALARGA

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Il mercato italiano delle Tlc sta vivendo una fase complessa: i margini sono sempre più risicati e bisognerà spingere gli investimenti. Le nuove gare per la banda ultralarga, il 5G e il cloud, nell’ambito del Pnrr, impongono tempi stretti per l’execution.

Ne parleremo con i rappresentanti del mondo della politica e delle istituzioni, associazioni di categoria e sindacati e, soprattutto, con i protagonisti del mercato: le telco e le tech companies, sempre più uniti attraverso alleanze e partnership in nome della creazione di un ecosistema che possa spingere lo sviluppo del Paese e la competitività.

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