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Reti ultrabroadband, via alla nuova fase operativa del Sinfi



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Il Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture si evolve: arrivano le API per semplificare l’accesso ai servizi della piattaforma e favorire l’integrazione con la Pdnd, a cui si aggiungono la realizzazione di un plug-in Gis per la consultazione dei dati in locale e lo sviluppo di un’app mobile

Pubblicato il 14 gen 2026



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Il Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture (Sinfi) entra nella fase di sviluppo che lo porterà a diventare una piattaforma sempre più integrata, interoperabile e intelligente.

Tra le principali innovazioni in programma rientrano lo sviluppo di API per semplificare l’accesso ai servizi della piattaforma e favorire l’integrazione con la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (Pdnd); la realizzazione di un plug-in Gis per la consultazione dei dati in locale e lo sviluppo di un’applicazione per l’accesso in mobilità.
È prevista inoltre la creazione di una cartografia digitale nazionale evoluta, basata sull’integrazione dei dati delle Pubbliche amministrazioni centrali e su immagini satellitari elaborate con tecniche di intelligenza artificiale.

A supporto di questo ecosistema informativo sarà infine implementato un Data Lake geospaziale centralizzato, dedicato alla raccolta, normalizzazione, controllo di qualità e arricchimento dei dati relativi alle infrastrutture di superficie e sottosuolo.

L’integrazione con la Pdnd

I servizi del Sinfi sono stati resi ufficialmente disponibili sulla Pdnd a dicembre. L’integrazione ha rappresentato un passo significativo verso il potenziamento dell’interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e verso una gestione più efficiente, trasparente e uniforme delle informazioni relative alle infrastrutture del sottosuolo e del soprasuolo.

Grazie alla pubblicazione su Pdnd, i servizi del Sinfi possono essere utilizzati da enti e amministrazioni attraverso un canale standardizzato, sicuro e conforme alle linee guida nazionali, favorendo lo scambio dati semplificato tra soggetti pubblici e garantendo maggiore qualità e disponibilità delle informazioni sulle infrastrutture. Al tempo stesso si riducono i tempi necessari per l’accesso ai dati e si fornisce un supporto più efficace alle attività di pianificazione territoriale, lavori pubblici e sviluppo delle reti.

Che cos’è e a cosa serve il Sinfi

Nell’ambito della Strategia italiana per la Banda Ultralarga, il Sinfi è individuato come il punto unico di accesso digitale nazionale che mette a disposizione degli operatori e dei gestori di reti tutte le informazioni relative alle infrastrutture fisiche esistenti che potrebbero essere utilizzate o condivise per l’installazione di nuove reti ad altissima capacità.

Il Sinfi costituisce il registro di tutte le infrastrutture presenti nel sopra suolo e nel sottosuolo e sulle opere di genio civile in corso d’opera o programmate del territorio nazionale. Potenziarlo significa dunque renderlo interoperabile, aggiornato e accessibile migliorando la qualità dei dati e favorendo la collaborazione tra enti, operatori e territori.

https://www.corrierecomunicazioni.it/brand/infratel-italia/Coordinato dal Dipartimento per la trasformazione digitale, attuato dal Mimit e realizzato da Infratel Italia, il piano di potenziamento del Sinfi mira a garantire uno scambio sicuro e standardizzato di dati tra amministrazioni, operatori di rete e territori, attraverso l’interoperabilità con la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (Pdnd).
Finanziato con 25 milioni di euro del Pnrr, il progetto punta a rafforzare il Sinfi attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale per migliorare la qualità dei dati.

Gli attori che aderiscono al Sinfi

I soggetti chiamati a popolare la banca dati del Sinfi sono sostanzialmente le amministrazioni pubbliche e gli operatori/gestori di rete.

Più nello specifico, parliamo degli attori della Pubblica amministrazione centrale e locale (Comuni, Provincie e Regioni) nel caso in cui essi stessi siano i gestori di reti, quali: infrastrutture di alloggiamento reti (cavidotti, gallerie polifunzionali, cunicoli tecnologici, pali, tralicci, pozzetti, armadi ed edifici ad uso esclusivo), rete idrica, rete fognaria, rete elettrica (ad esempio l’illuminazione pubblica), rete del gas, oleodotti, rete di teleriscaldamento e rete di telecomunicazione.

Ci sono poi gli operatori di Tlc e i gestori di infrastrutture fisiche di telecomunicazioni e di alloggiamento reti (cavidotti, gallerie polifunzionali, cunicoli tecnologici, pali, tralicci, pozzetti, armadi ed edifici ad uso esclusivo), a cui si aggiungono le Public utilities, ovvero i gestori di infrastrutture fisiche quali infrastrutture di alloggiamento reti (cavidotti, gallerie polifunzionali, cunicoli tecnologici, pali, tralicci, pozzetti, armadi ed edifici ad uso esclusivo), rete idrica, rete fognaria, rete elettrica (per esempio l’illuminazione pubblica), rete del gas, oleodotti, rete di teleriscaldamento e rete di telecomunicazione.

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