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Bernabè: “Il problema debito è da considerare risolto”

In un’intervista all’Espresso il numero uno di Telecom Italia ribadisce la solidità dell’azienda: “Da qui in avanti potremo generare un cash flow tale da riportare Mol e debito netto a livelli normali”. E sulla crisi: “Finchè l’economia non si riprende difficile trarre benefici dal mercato interno”

03 Mar 2011

“Il problema debito si può considerare risolto. E non ci fa
paura nemmeno un eventuale rialzo dei tassi perché il nostro
debito è per il 65% a tasso fisso”. Così l'amministratore
delegato di Telecom, Franco Bernabè in una intervista a
L'Espresso in edicola domani.

Interpellato sul debito del gruppo il manager, che è in attesa che
i soci decidano, già la prossima settimana, su un eventuale
rinnovo del mandato di amministratore delegato, sottolinea:
“Negli anni precedenti il 2010 alcune partite fiscali hanno
assorbito cassa”.

“Inoltre – precisa – abbiamo dovuto far fronte al caso Sparkle
(l'inchiesta giudiziaria che ha fatto emergere una frode
fiscale da parte della controllata Telecom e di Fastweb, ndr). Nel
2010 la riduzione è stata significativa e da qui in avanti potremo
generare cassa in modo sufficiente a riportare il rapporto tra Mol
(Margine operativo lordo) e debito netto a un livello
normale”.
Quanto al nostro Paese “è vero – afferma – che in Italia la
concorrenza è forte e la pressione sui prezzi è enorme. Il
mercato ristagna in quasi tutti i suoi segmenti. Noi lavoriamo per
riposizionare l'offerta e per dare così un impulso alla
domanda. Ma finché l'economia non si riprende è difficile
trarre benefici dal mercato interno".
“L'unica strategia possibile – dichiara Bernabè – è ridurre
i costi, come abbiamo fatto finora”.

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