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Bernabè: “Nessun collasso reti mobili”

Il presidente di Telecom Italia replica a Calabrò: “Non ci sono rischi dovuti all’aumento del traffico”. E sulle Ngn: “Abbiamo un nostro piano, ma c’è un eccesso di regolazione che impedisce di partire”. E sul Tavolo Romani: “Va garantito il principio di sussidarietà”

14 Giu 2011

"Per le reti mobili non esiste alcun rischio collasso".
Questa la replica del presidente di Telecom Italia, Franco
Bernabè, al timore espresso dal presidente dell'Agcom, Corrado
Calabrò, nel presentare la Relazione annuale dell'Authority in
cui si evidenzia il rischio di un intasamento dei network mobili a
causa della forte crescita delle connessioni con gli smartphone o
le chiavette.

"Non siamo d'accordo sul rischio del collasso di reti
mobili. Noi e tutti gli operatori stiamo investendo per far fronte
alla crescita del traffico e confidiamo che le reti mobili reggano
nonostante la forte concorrenza del settore che porta a una
riduzione delle risorse".

In merito agli investimenti nelle reti di nuova generazione
Bernabè dice "siamo come ciclisti pronti a partire, che
guardano avanti, ma trattenuti per il sellino", in replica
alle dichiarazioni di Calabrò che definisce le telco
"ciclisti in surplace che non alzando lo sguardo dai propri
piedi evitano forse di mettere il piede in fallo, ma rischiano di
accorgersi troppo tardi di essere finiti in un vicolo
cieco".

Bernabè ribadisce che Telecom "sull'ultrabanda ha i
propri piani, ma c'è un eccesso di regolazione che le
impedisce di partire". E sul Tavolo Romani puntualizza che
"Telecom ha dato e dà la propria disponibilità alle
condizioni previste all'inizio, e cioè di condividere le
infrastrutture passive in modo neutrale, nel rispetto
dell'architettura di rete e rispettando il principio della
sussidiarietà''. Inoltre "il progetto deve essere
fatto con gli strumenti giusti. Se Cdp deve intervenire lo deve
fare nel modo giusto: riteniamo che l'investimento fatto da F2i
in Metroweb sia appunto il modo giusto di procedere, perché è di
natura imprenditoriale e rispettoso del mercato".

"Poiché si tratta di investimenti importanti e tutte le
società devono rispondere ai propri azionisti, vanno create le
condizioni perché il progetto sia accettabile". Sul fronte
regolatorio, il presidente di Telecom ritiene che "in Italia,
dove ci sono già tante difficoltà, non devono essere fatte regole
più invasive di quelle europee: semmai serve il contrario. Ho
scritto al commissario europeo Kroes e ho inviato una copia a
Calabrò, perché abbiamo notato che il presidente dell'Agcom
auspica una modifica delle norme europee che, fin quando sono
queste, per noi rappresentano il punto di riferimento".

Positivo invece il commento sulle dichiarazioni di Calabrò in
merito agli over the top. "Fa piacere che il presidente
Calabrò abbia posto per la prima volta il problema delle
asimmetrie tra Ott e operatori di telecomunicazioni e sulle
penalizzazioni che debbono subire in termini di difformità di
regole e vincoli regolatori". "Fa anche piacere
constatare – aggiunge il presidente di Telecom Italia – che
Calabrò ha posto l'accento sul tema dell'inadeguatezza
della cultura digitale in Italia e sulla necessità che venga fatto
ogni sforzo per farla crescere. Le infrastrutture sono importanti,
ma lo è anche l'alfabetizzazione digitale".