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Bernabè: Sì alla proposta di Bassanini (Cdp)

09 Ott 2009

L’Ad di Telecom Italia approva l’idea lanciata dal presidente
di Cassa Depositi e Prestiti di dare vita a una società con
soggetti pubblici e privati per la costruzione di reti di nuove
generazione nelle aree dove il mercato non ha interesse a portare
la fibra ottica. La società veicolo dovrà comunque essere “a
maggioranza pubblica”: non si tratta di mettere tutti gli
operatori d’accordo per dar vita ad una specie di “condom

“Sì alla proposta Bassanini”: l’amministratore delegato di
Telecom Italia Franco Bernabè dà il suo benestare all’idea,
lanciata dal presidente di Cassa Depositi e Prestiti, di dare vita
ad una società con soggetti pubblici e privati impegnata nella
costruzione di reti di nuove generazione nelle aree dove il mercato
non ha interesse a portare la fibra ottica. Idea che fa pendant con
la proposta, lanciata già la scorsa estate, dal presidente di
Agcom Corrado Calabrò.

Secondo Bernabè, la società veicolo dovrà comunque essere “a
maggioranza pubblica”: non si tratta di mettere tutti gli
operatori d’accordo per dar vita ad una specie di
“condominio”, giocoforza litigioso e poco realizzativo, bensì
di creare “un soggetto prevalentemente pubblico che investa
nell’infrastruttura passiva”. Da tale società Telecom Italia
prenderà in affitto in bit stream o in unbundling la fibra nelle
aree disagiate”. Secondo Bernabè, una società a guida pubblica
“può accelerare la realizzazione delle nuove reti”. In ogni
caso ,Telecom Italia “ ha già un suo piano per la fibra e
continuerà ad implementarlo”.
Anche l’ad di Wind Luigi Gubitosi si è detto in linea di massima
favorevole all’iniziativa anche se, ha sottolineato, la
concorrenza “va salvaguardata. Come operatore alternativo siamo
pronti a fare la nostra parte, ma la nuova rete deve avere un
ritorno dell’investimento, impossibile se non si utilizzeranno
criteri di estrema efficienza”.

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